Dal quotidiano l’Avvenire:
«Alle donne ucraine, alle mamme russe: assenti ai tavoli dove si decide la guerra, presenti dovunque la si subisce, già con il cuore rivolto al ritorno a casa, all’abbraccio da ritrovare, alla ricostruzione da avviare nelle città e nei cuori. Con l’augurio che il giorno della donna sia, dopo tanta distruzione, un giorno di pace. Sotto gli auspici della Regina della pace: non a caso, una donna».

In questa guerra iniziata da più di dieci interminabili giorni, abbiamo conosciuto e visto tutto quello che già avevamo nascosto dentro di noi.
Innumerevoli esempi di quell’energia vitale delle donne, che è l’antitesi della volontà distruttiva di chi vuole combattere con il solo scopo di uccidere e fare prigionieri.
Abbiamo avuto la conferma che l’indole delle donne, tutte, non solo ucraine, e della propria intrinseca maternità insegue ancora e sempre la vita, rifuggendo dalla logica disumana della violenza e della morte.
La donna è il simbolo del diritto naturale, proprio quello che proviene dall’atto di nascita.
Viva tutte le donne.
Viva le coraggiose donne ucraine pronte a fronteggiare i cannoni nemici.
Viva le colonne di madri sfollate dalle proprie città e costrette a rifugiarsi, con in braccio i propri figli, nelle Nazioni confinanti.
Tra i volti femminili non potremo più rivedere quello dolcissimo della bimba falciata dalle bombe russe insieme alla mamma, al papà e al fratellino.
Antonio Losito
Evento Giornata della Donna in Biblioteca Rendella a Monopoli







