A cavallo di tre secoli, indenne ha superato due guerre mondiali, approdando nel mondo digitale e sfiorando la terza guerra, quella nucleare.

Con le parole di apertura del primo editoriale: «Pubblico, vogliamo parlarti chiaro», il direttore Eugenio Viollier Torelli lanciò a Milano il Corriere della Sera. Un debutto che segnò la storia e fu l’inizio di un protagonismo sempre attuale
Anche adesso l’opinione del giornale è imprescindibile nella vita sociale, politica ed economica dell’intera nazione.
Sono trascorsi 146 anni. Sono cambiate molte cose. Per ben cinque volte è cambiata la sede.
Dalla Galleria Vittorio Emanuele fino all’attuale Via Solferino, 28.
Una palazzina liberty, diventata simbolo e punto di riferimento non solo nazionale. Una posizione strategica.
Appena nato, il quotidiano era composto da solo quattro pagine molto fitte. Costava 5 centesimi. Dal 1882 vennero inviati corrispondenti a Parigi, Vienna e Londra.

Subito dopo cominciò una doppia uscita: primissimo pomeriggio e sera. Luigi Albertini, cronista molto apprezzato, arrivò al “Corriere” nel 1896.
Aveva 25 anni, assunse il ruolo di segretario di redazione e nel 1900 diventò direttore editoriale.
Il suo impegno costante portò a vendere 10 mila copie al giorno.
Inventò la “Terza Pagina”, storicamente dedicata alla cultura.
Le nuove tecnologie tipografiche, che avanzavano, permisero di passare da quatto a otto pagine. Vertiginosa e inarrestabile fu la crescita.
A seguito del primo conflitto mondiale, nel 1918, raggiunse le 400 mila copie.
Restò sempre, fin dalla nascita del fascismo, una voce indipendente e autorevole. Anche contro il regime.
Per questo venne subito a mancare l’apprezzamento e il gradimento di Mussolini. Le intimidazioni esercitate, costrinsero Luigi Albertini, nel 1925, ad abbandonare la direzione del Corriere della Sera.
Subentrò la famiglia Crespi, che divenne unica proprietaria.
Durante la seconda guerra mondiale, la sede di via Solferino non fu risparmiata dai bombardamenti e il 14 febbraio 1943 subì danni notevoli.

Nel 1945, sotto il nome Corriere d’Informazione, ritornò in edicola con una sola edizione pomeridiana rinnovata.
Mario Borsa ne fu il direttore. L’anno seguente cambiò intestazione: Il Nuovo Corriere della Sera.
Trasformato e senza distruggere niente, visse negli anni cinquanta un vero periodo d’oro.
Primo assoluto nelle vendite. Nei decenni successivi ha sempre interpretato i cambiamenti, fino ad adattarsi alla rivoluzione del digitale e nel 1998 nacque il Corriere.it.

Attualmente il direttore è Luciano Fontana.
Antonio Losito






