
Monopoli. Era il 2 maggio del 2017.
Presso cala Verdegiglio ci sono due anziani amici che, dopo aver ritirato la pensione, camminano vicino agli scogli delle vecchie caldaie.
Alle loro spalle si avvicinano due ragazzini, uno di 17 e l’altro di 15 con l’intento di aggredirli per rubare i soldi della pensione.
Il 17enne “per scherzo” spinge i due in mare. Giuseppe Dibello, di 77 anni, muore battendo la testa sugli scogli. Il suo amico Gesumino Aversa si salva perché cade in mare.
L’altro ragazzino assiste alla scena.
A lanciare l’allarme sono altri quattro adolescenti che sono di passaggio.
Dopo le indagini da parte della Procura di Bari, i due minori sono fermati e portati nel carcere minorile.
Dopo poche settimane escono dal carcere. Sottoposto a processo, prima condannato a pochi anni, in seguito il 17 enne viene assegnato ad una Comunità per minori, prima a Napoli poi a Cisternino, per una messa a prova per il recupero.
Nel marzo 2021 vengono depositate dal giudice le motivazioni dell’assoluzione, per aver superato la prova in modo favorevole, avendo compreso la gravità dell’atto compiuto ed essersi dedicato ad opere di volontariato.
L’altro minorenne, non condannato per il fatto, è detenuto per altre ragioni.

Manduria. Era la mattina del 6 aprile 2019.
La tranquilla cittadina si ritrova assediata da TV nazionali, locali e giornalisti di ogni parte.
Pochi parlano. La gente alza il passo e non vuole essere intervistata.
Ecco i fatti.
Durante la notte, Cosimo Antonio Stano, un anziano pensionato di 66 anni, con qualche disagio mentale, subisce l’ennesima aggressione da una baby gang.
Una vicina chiama la polizia. Gli agenti accorsi trovano un povero vecchio allo stremo: denutrito, picchiato, ferito, terrorizzato.
Ricoverato in ospedale dove morirà il 23 aprile.
Il branco, 10 minorenni e 3 maggiorenni, detta “la comitiva degli orfanelli” da ben 4 anni organizzava spedizioni punitive contro “lu pacciu”. Lanciavano pietre contro le finestre o sfondavano la porta e poi botte con le mazze, pugni, schiaffi e sputi.
Il tutto, ripreso con i cellulari, faceva il giro tra gli amici della gang.
Nessuno o quasi sapeva. Eppure la polizia era già stata dall’anziano, una prima volta il 14 marzo e Antonio aveva denunciato tutto.
Ma lui non era proprio “normale” e, così, non si fece nulla.
Antonio aveva solo un amico con cui ogni tanto si trovava al bar. Poi, terrorizzato, si barricò in casa e non uscì più, neanche per i viveri.
Al processo, ai 10 minorenni è stato concesso il beneficio di messa in prova con percorso guidato di pentimento, che, se superato positivamente, annulla il processo stesso.
I tre maggiorenni hanno usufruito del rito abbreviato con sconto della pena.
Data la frequenza di atti di bullismo di gang minorili a danno di categorie più fragili, alcune considerazioni sono opportune.
MANDURIA: “SE ME LO DICEVI PRIMA”
Dopo il silenzio tombale, abbiamo assistito ad una affollatissima fiaccolata della civiltà.
Tanta gente, tantissimi studenti, giovani (fra loro magari anche qualcuno del branco che quella maledetta notte non c’era, ma c’era stato altre volte o fa parte di altri branchi per altri vecchi soli, perché pare ci siano vari casi simili!), un mazzo di rose di fronte alla porta del povero pensionato.
Pure vari Sindaci, parroci.
E un cittadino, convintissimo di quel che diceva, davanti alle telecamere ha affermato:
” Noi la solidarietà non solo la proclamiamo a parole, ma la pratichiamo con i fatti”
Non abbiamo dubbi, né compete a noi giudicare! E, poi, chi è senza peccato.
Però, io, non riesco a non pensare a due tre cosette:
– a quella cinica e stupenda canzone di Enzo Jannacci ( Sanremo 89) “Se me lo dicevi PRIMA”
Ma PRIMA quando?
Adesso è successo il fattaccio e quel poveretto è morto…oggi, lo vuoi capire?
Sì, lo so, ma se me lo dicevi PRIMA.
– Adesso pare sia venuto fuori anche il caso di un altro anziano, più o meno nelle stesse condizioni dello sventurato Antonio Stano.
Ma questa volta le Forze dell’Ordine stanno “attenzionando” la situazione.
Ecco sì.
Questa volta l’hanno capito PRIMA! Quel PRIMA che fa la differenza!
Speriamo che il poveretto non sia “attenzionato” solo per pochi giorni!
– Nei giorni in cui il fattaccio era sulle prime pagine, in TV passò un video in cui alcuni allegri giovanissimi “comparielli” (non so se della premiata banda degli orfanelli o solo dei piccoli innocui mostri) intervistavano, a mo’ delle Iene, una signora anziana, all’uscita dalla messa, chiedendole, se quando esce porta sempre con sé i preservativi.
La signora, intimidita, cercava di sfuggire e quelli starnazzavano e la via pareva non solitaria.
Anche al mio paese (Monopoli), successe un fattaccio quasi simile: due bulli, uno minorenne e l’altro appena maggiorenne, buttarono a mare da uno scoglio, due anziani. Così, per una scommessa o per noia o per gioco. Chissà!
Ad onor del vero alcuni ragazzi, lì presenti, prontamente si buttarono a mare per salvarli.
Riuscirono a salvarne solo uno.
L’altro lasciò a casa una moglie sola e disabile che solo lui assisteva.
Ricordate Pascoli: ” Ritornava una rondine al nido”
E poi: “Anche un uomo tornava al suo nido”
Quella vecchietta sola era come una bambina, che aspettava il suo uomo!
Anche i monopolitani, indignati, protestarono e davanti alle TV, che giunsero da tutta Italia, il Sindaco disse che siamo un paese civile, solidale, che il discorso è complesso.
Anche da noi – e chiedo venia per il mio cinismo – qualcuno tentò la fiaccolata, ma i monopolitani, forse furono più coerenti, e si presentarono in quattro gatti, di cui tre erano parenti, tutti vecchi.
E, delle autorità, NESSUNO.
Perché il discorso, come ci tenne a precisare il nostro Sindaco, è davvero complesso!

Lella Leoci





