La miope percezione dei rischi legati al consumo di droga e l’aumento del principio attivo della cannabis, ormai quadruplicato negli ultimi anni tale da renderla ancora più nociva, sono gli elementi di rischio messe in evidenza dal World Drug Report 2021 dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODOC), appena pubblicato.
Pertanto, mentre la cannabis diventa sempre più dannosa, è diminuita la percentuale di ragazzi-adolescenti, che percepiscono questa droga come pericolosa.
La principale componente psicoattiva della cannabis, secondo il rapporto, è aumentata da circa il 6 per cento a oltre l’11 per cento in Europa tra il 2002 e il 2019.
I dati forniti dal WDR parlano di 275 milioni di persone che l’anno scorso hanno fatto uso di droghe in tutto il mondo e di 36 milioni le persone affette da disturbi legati al consumo di stupefacenti.
E la pandemia ha avuto un’influenza molto negativa anche su questo terreno.
La maggior parte della nazioni occidentali hanno evidenziato un aumento del consumo di droghe durante il lockdown.
«Un flare-up che ha accelerato alcune dinamiche di traffico preesistente nel mercato mondiale della droga».
La resilienza di questo commercio durante la pandemia ha dimostrato ancora una volta la capacità dei trafficanti di adattarsi rapidamente ai cambiamenti dell’ambiente e delle circostanze.
L’ONU sottolinea l’importanza di «sensibilizzare l’opinione pubblica, in modo che la comunità internazionale, i governi, la società civile, le famiglie e i giovani possono prendere decisioni informate, indirizzare meglio gli sforzi per prevenire e curare il consumo di stupefacenti e rispondere alle sfide globali in materia di droga».
Il monito di Papa Francesco: «No a ogni tipo di stupefacenti. Tutti siamo chiamati a contrastare la produzione, l’elaborazione e la distribuzione della droga nel mondo».
Antonio Losito