Il grande attore ha raccontato in Tv quei momenti di disperazione per la perdita del figlio.
Colpito da un aneurisma.
«Quando morì mio figlio dissi: ora sta meglio lui di noi».
È lo stesso Giancarlo Giannini a parlare, intervistato da Rai2.
Ha voluto ricordare Lorenzo, il suo primo figlio, scomparso in giovanissima età.
«Se n’è andato per un aneurisma, non so neanche come si chiami, voglio anche cancellare questa parola, è una vena che scoppia», ha aggiunto e ha specificato che quel giorno nefasto
«ero a Milano, stavo facendo un film con Gassman. Presi un aereo e capii che forse non c’era più nulla da fare. L’unica cosa che potevo fare era quello in cui credo, io credo nel mistero, io credo in Dio, prego la notte sempre, sono fatto così. E quindi credo anche che la morte non sia questa cosa terribile. Certo è terribile per chi ci lascia, che è quello che si dice sempre “perché lui e non io?”. Vedere morire un figlio è una cosa terribile, però devi anche scontrarti con chi hai vicino. Mi ricordo che dissi a Flavia “sta meglio lui di noi”, perché ci credo, ci credo nelle cose, quindi l’ho detto anche con sincerità. E lì se non hai, quello che si dice in semplici parole “i piedi per terra”? Noi siamo degli uomini, siamo delle piccole cose, meravigliose però eh, meravigliose! Se tu riesci a stabilire dentro di te un mistero, il senso del mistero? Che cos’è il mistero? Una parola difficile… però non devi penetrarlo, perché non ce la farai mai».
Giancarlo Giannini si lascia, poi, sedurre dai ricordi, quando da bambino voleva fuggire dalla guerra:
«L’ho vissuta, nel modo più violento: cannonate da una parte, bozzoli di cannoni? Sono immagini, avevo solo 2 o 3 anni io, però le ho vissute, ce le ho ancora negli occhi». Del conflitto in Ucraina afferma: «Le guerre, se uno vuole la pace, non si fanno con le armi».
E alla domanda se in queste settimane riesce a guardare tutte le atroci immagini che arrivano in Tv, l’attore replica:
«Da un po’ di tempo le guardo di meno, preferisco non vederle, perché so cosa vuol dire e perché la guerra è una delle cose più stronze che si possa fare, ecco l’uomo non può? Eppure c’è e non è che è nata ieri, è da quando è nato l’uomo che si fanno le guerre, no? L’unica cosa che posso dire è che la pace, se uno la vuole, non si fa con le armi».
«Cerchiamo di trovare un modo più semplice per evitare di attizzare quel carbone di mia nonna», che serviva per «per accendere il fuoco».







