Vaccini, storia e importanza
Se non fosse per le vacche, non avremmo avuto i vaccini. Il loro nome deriva da vacche.
Fino agli inizi dell’800, Il vaiolo, causato da un virus, faceva migliaia di morti. Non si sapeva come combatterlo.
Nel 1801 Edward Jenner, medico inglese di campagna, scoprì che gli allevatori di mucche da latte si ammalavano ma non morivano.
Intuì che le mucche erano portatori della malattia, ma in una forma attenuata, non mortale.
Pensò di prelevare il siero dalle mucche e di iniettarlo nell’uomo, trasmettendo la malattia.
In questo modo l’uomo si ammalava, nel suo corpo si producevano anticorpi, ma non moriva.
Da qui l’idea di eseguire l’iniezione del virus bovino nell’uomo. Nacque il vaccino.
Con il vaccino si è sconfitto il vaiolo, che portava alla morte il 30 % degli infettati.
Nel 1980 l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato ufficialmente sconfitta ed eradicata la malattia.
Nel tempo, utilizzando lo stesso principio, adottando diverse tecniche di laboratorio, si sono prodotti i vaccini per combattere malattie gravi come poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, influenze tipo b, morbillo, rosolia, parotite, varicella.
Ognuno di noi, sin da bambino, si è vaccinato in modo obbligatorio per queste malattie.
I rischi per la salute, anche con casi di morte, collegati alle vaccinazioni esistono sempre, anche se in percentuali minime, di pochi punti.
Uno studio facente parte del piano vaccinale italiano 2017-2019 del Ministero della Salute ha evidenziato come i vaccini facciano risparmiare molto in cure, ospedalizzazioni e farmaci prevenendo le malattie ed evitando le spese che si sosterrebbero curandole.
Situazione del Covid in Italia e nel Mondo
Al 1° agosto 2021, l’infezione da Covid 19, il terribile coronavirus partito dalla Cina nel gennaio 2020, presenta la seguente situazione:
Nel Mondo 198 milioni di casi, 4.220.000 morti.
In Italia 4.3 milioni di casi, 128.000 morti.
In Puglia 256.000 casi, 6.700 morti.

Nel tempo il virus ha modificato la struttura genetica, assumendo nuove forme chiamate varianti. Nel mondo, attualmente, sono presenti le seguenti:
Variante Alfa Inglese.
Variante Beta Sudafricana.
Variante Gamma Brasiliana.
Variante Delta Indiana.
Al momento non esiste una cura sperimentalmente efficace per il Coronavirus.
L’unica possibilità di sconfiggerlo o di contenerlo è la prevenzione con la vaccinazione.
I vaccini anti-Covid-19 in corso di somministrazione in Italia sono AstraZeneca e Johnson&Johnson a vettore virale e Pfizer-BioNTech e Moderna, a base di mRNA.
La vaccinazione anti-COVID-19, come accade per tutte le vaccinazioni, non protegge il 100% degli individui vaccinati.
Secondo i dati del Ministero della Salute, sappiamo che la vaccinazione, se si effettua il ciclo vaccinale completo, protegge all’88% dall’infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito mortale della malattia.
Dei 60 milioni di italiani, 36 milioni, pari al 61 %, hanno ricevuto la prima dose, il 55 % ha completato il ciclo vaccinale con due dosi, il 10 % è in attesa della seconda dose.
Secondo alcuni esperti, con la ripresa dell’infezione nel luglio 2021 è iniziata in Italia la “quarta ondata”, con nuovi casi positivi, rappresentati con il 99 % da variante Delta Indiana.
Il livello di sicurezza contro l’infezione, indicato dai maggiori esperti, è rappresentato dal 70 % dei vaccinati con dosi complete.
L’ azzeramento della diffusione non sarà comunque raggiunta, per cui la malattia diventerà endemica, con le varie varianti e mutazioni sempre in corso.
Non è certo che si raggiunga un’immunità di gregge contro il Covid.
Rimane assoluta comunque la necessità e l’opportunità che tutti si sottopongano alla vaccinazione per la tutela di sé stessi e degli altri.
Un atto fondamentale di responsabilità personale e collettiva!







