
SONO MILIONI GLI STORNI, UCCELLI MIGRATORI, CHE SI FERMANO IN FORMA STABILE DA NOVEMBRE A FEBBRAIO NEL TERRITORIO DELLA NOSTRA PIANA DEGLI ULIVI.
OGNI GIORNO UN UCCELLO MANGIA E DISTRUGGE 20 GRAMMI DI OLIVE.
I PUNTI DI RIPOSO NOTTURNO SONO POSTI IN AREE PIU’ CALDE POSTE SULLA COSTA O NELLE PERIFERIE DELLA CITTA’ TRA LE PINETE E ALBERATE VARIE.
ALL’ALBA, AL SORGERE DEL SOLE, PARTONO IN VOLO VERSO LA CAMPAGNA SUGLI ULIVI DELLA PIANA DI MONOPOLI E DINTORNI A DISTRUGGERE I RACCOLTI NON SOLO DI OLIVE, MA ANCHE DI ORTAGGI.
A SERA, AL CALAR DEL SOLE, TORNANO NEI LUOGHI DI RIPOSO IN CITTA’ O SULLA COSTA, SVOLAZZANTI E PIENI DI CIBI E DI ESCREMENTI, CHE DISTRIBUISCONO A VOLONTA’ AL SUOLO, SU EDIFICI, AUTO, STRADE E PERSONE, INSOZZANDO E INQUINANDO LE SUPERFICI DI RESIDUI ORGANICI DIFFICILI DA ASPORTARE.
SONO UN VERO E PROPRIO DISASTRO DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO PER I DANNI ALL’OLIVICOLTURA E DAL PUNTO DI VISTA SANITARIO, PER LA SPORCIZIA ORGANICA INQUINANTE.
LA REGIONE PUGLIA, CON APPOSITA DELIBERA DEL 15 OTTOBRE 2021, HA AUTORIZZATO LA CACCIA IN DEROGA PER UN LIMITATO NUMERO DI ESEMPLARI.
IL PROBLEMA NON E’ RISOLTO, OCCORRONO MISURE PIU’ EFFICACI.

COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI AGRICOLE
Invasione di storni in campagna, contro cui falchi e poiane devono arrendersi per la massiccia presenza degli uccelli della specie ormai divenuta stanziale, mentre non si contano più i danni nelle aree rurali.
E’ la denuncia di Coldiretti Puglia, in merito agli stormi di storni che mangiano ognuno fino a 20 grammi di olive al giorno e contro cui risulta insufficiente il prelievo in deroga fino al 16 gennaio 2022.
“Quelle che per alcuni sono affascinanti coreografie di storni, per gli agricoltori sono una iattura che fa crescere ogni anno l’esasperazione nei campi e la tensione sale per gli stormi di storni che scorrazzano indisturbati tra le province di Bari e Brindisi, mangiando le olive, danneggiando con le deiezioni le piazzole e gli ortaggi in pieno campo”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.
Risulta particolarmente colpito dagli storni il settore olivicolo nelle province di Bari e Brindisi ed il danno – denuncia Coldiretti Puglia – si attesta tra il 30 ed oltre il 60% a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare, da un lato sull’Adriatico dall’altro sullo Jonio, con epicentro a Monopoli, Fasano, Pezze di Greco, Polignano, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento degli storni.
“Lo storno è stato inserito nelle specie cacciabili in Portogallo, Spagna, Francia e Grecia, Ungheria, Malta e Cipro, Bulgaria e Romania, a differenza dell’Italia che ormai è divenuta l’eldorado dello sturnus vulgaris che continua a permanere nella lista delle specie protette. E’ un ritardo che sta nuocendo gravemente alle imprese agricole del territorio, perché gli storni da migratori sono divenuti stanziali anche a causa dei cambiamenti climatici. Gli olivicoltori non ce la fanno più, sono allo stremo”, insiste il presidente Muraglia.
Lo storno è comune e ampiamente distribuito in Europa, migratore o parzialmente migratore in tutto il suo areale, con una popolazione stimata di 350.000.000 di esemplari adulti in Europa (BirdLife International, scheda della specie sul web) e con un trend decrescente nella parte più settentrionale della suo areale orientale (più Francia e Turchia asiatica), aggiunge Coldiretti Puglia.
Si sta sottovalutando un problema che in alcune aree è divenuto negli anni grave e ingestibile, secondo Coldiretti Puglia. Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti. Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive – aggiunge Coldiretti Puglia – e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, condannati, quasi, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione. Tra l’altro, non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi di storni lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali – insiste Coldiretti Puglia – da rendere impresentabile il prodotto sul mercato. Gli storni che sono diventati ormai stanziali trovano ristoro notturno nelle aree protette, come Torre Guaceto, per riprendere le scorribande alimentari diurne, dato che il caldo anomalo degli ultimi anni – conclude Coldiretti Puglia – ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale.
Per cercare di contrastare gli storni che razziano le olive nella piana olivicola litoranea fra Bari e Brindisi, la Giunta regionale pugliese ha disposto, con apposita delibera, il loro prelievo in deroga dal 10 novembre 2021 fino al 16 gennaio 2022.
«Gli storni costituiscono una autentica piaga che ogni anno si ripresenta nelle province di Bari e Brindisi, nell’agro di Manfredonia, in provincia di Foggia, e altrove in Puglia, a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare – denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia –. Riuniti in immensi stormi, gli storni invadono gli oliveti e fanno razzia di olive. Ogni storno mangia fino a 20 grammi di olive al giorno, sicché migliaia di storni causano una perdita fra il 30% e il 60% del prodotto presente sulle piante. Ecco la necessità del prelievo in deroga degli storni».
La delibera regionale prevede che il prelievo in deroga della specie “storno” (Sturnus vulgaris) può essere effettuata da parte di operatori specificamente autorizzati selezionati tra quelli residenti in Puglia regolarmente iscritti agli ATC, esclusivamente nei territori già destinati alla caccia programmata ricadenti nelle aree di seguito indicate, nel rispetto delle seguenti condizioni, criteri e modalità: Area “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi” [Comuni di Polignano a Mare, Castellana Grotte, Monopoli, Alberobello, Locorotondo (Bari) e Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Mesagne e Brindisi (Brindisi)]:
- limiti quantitativi di massimo prelievo: 8.000 unità;
- limiti di prelievo massimo giornaliero e stagionale per operatore: n. 10 unità/giorno per un massimo stagionale di n. 40 unità;
- numero massimo di operatori da autorizzare: 200, selezionati con priorità accordata a quelli residenti nei Comuni ricadenti nell’area di intervento o iscritti agli ATC di Bari e Brindisi e, anche tra questi oltre che per quelli residenti fuori area o iscritti agli altri ATC regionali, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze di autorizzazione;
- condizioni operative: abbattimenti effettuati esclusivamente in presenza di oliveti con frutto pendente e ad una distanza non superiore a 100 metri dalle colture olivicole in frutto;
- periodo massimo di applicazione del prelievo in deroga: 10 novembre 2021 – 16 gennaio 2022.
Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti causati dagli storni, aggiunge il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis.
«Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, costretti, a volte, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione.
Peraltro, non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi di storni lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali da rendere impresentabile il prodotto sul mercato. Gli storni trovano ristoro notturno nelle aree protette, come quella di Torre Guaceto nel Brindisino, per riprendere le scorribande alimentari diurne ormai da mesi, dato che il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale».
Gli agricoltori non hanno strumenti adeguati ad arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento di specie selvatiche come storni, lepri, cinghiali, cormorani, ecc., che, in caso di ingresso nei fondi agricoli, come gli oliveti, o negli impianti di acquacoltura, arrecano danni significativi e spesso irrecuperabili, afferma Muraglia.
«Il caso più grave e noto dei danni provocati dai cinghiali all’agricoltura non deve far dimenticare che esistono altre specie problematiche, quali le forme domestiche di specie selvatiche e le forme inselvatichite di specie domestiche. In questo ambito, sono numerosi i danni provocati dai cani inselvatichiti agli allevamenti e quelli dovuti, invece, alla massiccia diffusione del piccione inselvatichito che danneggia non solo le colture, ma anche i prodotti agricoli stoccati nei silos, quali sementi e cereali. Un altro problema rilevante è, poi, quello del controllo di alcune specie alloctone, come lo storno e il cormorano, che si sono diffuse in modo invasivo, provocando gravi danni all’acquacoltura e all’agricoltura».
Cliccare su link seguente per delibera:
DELIBERA REGIONE PUGLIA STORNI 15 OTTOBRE 2021







