Fagocitati.
Domenica la triste notizia. Lunedì appena poche parole su tutti i giornali.
Troppo ripetitiva? Quindi quasi inutile?
Un disastro umanitario all’alba del 15 dicembre.
Appena 25 i salvati, il resto tutti annegati. Inutili le perlustrazioni e le esortazioni disperate degli aerei di “Frontex”, che avevano avvistato il malridotto barcone. Nessun soccorso, nessuna nave nelle vicinanze. Il mare in forte tempesta. Nessuno si è mosso. I giornali sono molto impegnati a parlare della manovra economica del governo, delle vittime dell’esercito di Israele, della Ferragni e del suo panettone, delle donne massacrate nella chiesa “La Sacra Famiglia” di Gaza. Fa notizia persino il caso della nota soubrette, che esige due facchini all’imbarco di un aeroporto italiano. E tante “altre” notizie “molto” importanti, che le tv trasmettono in continuazione. In passato, in occasione di stragi avvenute nel Mediterraneo, i giornali occupavano titoli in prima pagina per parecchi giorni. Fu anche proclamato un giorno di lutto nazionale. Erano morti dei migranti. Tutti erano consapevoli. Era necessario fermarsi e riflettere almeno un istante. Eravamo a conoscenza di bambini, donne, uomini e anziani in cerca della felicità, come più volte ha affermato Papa Francesco.
Ora, quasi niente. Siamo avvolti nell’indifferenza, che ci trasmette proprio chi dovrebbe immediatamente intervenire. Nemmeno una parvenza di umanità. Giammai sollecitata. Sta prevalendo la politica dell’egoismo e dell’indifferenza?
Pensiamo a quei bambini, che piangono, stretti nelle braccia della propria madre, nella disperata ricerca di avere salva la vita. Vacillano giorno dopo giorno gli insegnamenti a noi molto cari.
Il naufragio di domenica è scomparso dai radar della politica. È prevalso il “chi se ne frega”? Siamo ormai governati da un consapevole torpore?
Che fa un po’ paura.
È Natale. Non possiamo dimenticare e far finta di niente.
Antonio Losito