La difficile situazione politica italiana in vista delle prossime elezioni del 25 settembre.
Alan Friedman è spesso ospite su La7 a L’Aria che Tira, programma condotto da Myrta Merlino.
Suggerisce le sue idee a distanza, percepisce, interviene e fa le sue valutazioni sulla politica e sui politici italiani:
«Giorgia Meloni cerca di riposizionarsi come moderata, è un esercizio furbo. Io credo che sia molto intelligente. Mentre urla come una pescivendola a Vox e contro i migranti e LGBT, fa la faccia gentile per rassicurare l’Europa, l’America e la Nato. Ma se essere atlantista è essere trumpista, meglio di no».
La politica italiana è guardata con attenzione all’estero e la nostra campagna elettorale è seguita dappertutto.
Molti si esprimono allo stesso modo di Friedman, che ha deciso di dire la sua, tanto da lasciare interdetto il pubblico. Con sarcasmo aggiunge:
«Io ero in California quando a luglio Giuseppe Conte, Salvini e Berlusconi hanno fatto cadere il governo e i commenti erano molto interessanti».
Molto forte la su dichiarazione su Salvini, apostrofato come «alleato del partito del dittatore sanguinario Vladimir Putin».
Più dura, naturalmente, la dichiarazione, anzi l’insulto, sulla leader di FdI, la quale, a suo dire, «starebbe facendo preoccupare i palazzi americani ed europei, ma non gli elettori italiani».
Attacchi continui, reiterati e sistematici. Alan Friedman non si ferma.
Sembra in campagna elettorale contro la Meloni. Un frontman del Pd?
Non c’è alcuna forzatura nel voler dimostrare che la destra italiana è sempre destinata a essere infangata dalle intellighenzie, non solo italiane ma anche, come nel caso di Friedman, straniere.
«La cosa che ha scioccato a Washington è che possa diventare presidente del Consiglio la politica più ammiratrice di Vladimir Putin, descritto nel suo libro come il modello dell’identità cristiana e che ama Trump e Bannon. Questo lascia molte perplessità anche in Europa».
Quindi, Friedman ripropone il classico luogo comune dell’influenza russa e dei conservatori americani sulla destra italiana? Illazioni?
L’ardua sentenza dopo il 25 settembre.







