ALCIDE DE GASPERI: UN GRANDE DELLA STORIA D’ ITALIA
L’altra sera in TV ho ascoltato la presentazione di un libro dedicato a ALCIDE DE GASPERI da parte di un noto giornalista, che ha riportato me, giovane novantenne, agli anni ormai molto lontani, ma scolpiti indelebilmente (almeno finora!!!) nella mia memoria, della mia infanzia.
Infatti rivedo me, mio padre e mia madre, seduti di fronte alla radio in quel fatale 10 giugno 1940 ad ascoltare la voce tonante della dichiarazione di guerra e le deliranti grida e applausi di consenso.
Ho fatto questa premessa per dire che ho piena coscienza di quegli anni e quindi della figura di quel grande statista che fu ALCIDE DE GASPERI, degli anni e dello scenario in cui instancabilmente operò: devo subito dire però che anche per Lui, come succede molto spesso per le grandi personalità, i veri apprezzamenti arrivarono dopo la sua scomparsa! E voglio precisare che queste mie riflessioni non sono frutto di storia ascoltata, ma di esperienza da me vissuta.
Essendo nato nel trentino allora facente parte dell’Impero austro-ungarico, i suoi avversari e denigratori gli rinfacciavano quel “peccato originale” nascondendo il fatto che Egli si era sempre battuto per l’autonomia e l’appartenenza all’Italia; naturalmente anche noi ragazzi, nella nostra giovanile ignoranza e indifferenza, non ci rendevamo conto della sua statura politica e morale: in occasione di un suo comizio a Bari approfittammo dei camion messi a disposizione dalla DC di Bitonto e salimmo sul cassone scoperto attratti più dal fatto di poter fare una scarrozzata gratuita a Bari che per vero interessamento politico (tra l’altro eravamo tutti ben lungi dall’età del voto!) e, per puro divertimento, senza alcun intendimento di parte, mettemmo sulle sponde dell’automezzo numerosi autoadesivi con la fiamma tricolore di altro partito!!!
Cito questi particolari ricordando il vero succedersi degli eventi, che poi mi hanno portato ad ammirare pienamente la sua persona e, ancor di più, il suo operare.
E’ inutile ricordare le condizioni disastrose del nostro Paese quando assunse l’incarico di Capo del Governo, ad esempio sulla tratta Bari-Foggia nelle FFSS ho viaggiato nei carri bestiame per mancanza di carrozze viaggiatori! O quando, a causa del razionamento di pane e pasta molta gente andava fino ad Irsina per comprare di contrabbando la farina! E che dire delle AM-LIRE che andarono ad affiancare la lira italiana! Per non parlare dell’ordine pubblico, scosso da manifestazioni di braccianti agricoli contro il grande latifondo! E quante altre cose potrei raccontare!
Sull’onda del Comitato di Liberazione Nazionale presiedette un governo di cosiddetta solidarietà nazionale con Palmiro Togliatti Ministro della Giustizia; ovviamente la cosa non poteva durare e, nel pieno di disordini popolari anche cruenti (basti ricordare l’eccidio delle sorelle Porro ad Andria, uccise da una folla imbestialita nella stessa loro casa), con grande coraggio estromise il PCI dalla compagine governativa ed è l’unico col suo solo partito ad aver avuto la maggioranza assoluta a Camera e Senato.
Curioso particolare oggi dimenticato, in quelle storiche elezioni del 18 Aprile 1948 il Fronte Popolare, costituito da PCI e PSI, presentò come simbolo il viso di Giuseppe Garibaldi, diffondendolo anche su tutti i mezzi di propaganda: per evidenziarne invece la vera natura politica, mediante un abile fotomontaggio effettuato dalla DC, capovolgendo la foto, Garibaldi diventava Stalin con i caratteristici baffoni.

Nessuno oggi ricorda il leggendario episodio del cappotto nero: allora fece molto scalpore il fatto che, dovendo incontrare il Presidente degli USA, si fece prestare un cappotto nero presentabile, perché ne era sprovvisto; quasi 30 anni fa ebbi il piacere e l’onore di pranzare con la figlia e ridemmo parlandone!
Altro episodio legato alla sua vita: fu trasferito a Bitonto per punizione il commissario di PS che aveva la responsabilità della sicurezza in una piazza di Reggio Calabria ove De Gasperi doveva tenere un comizio: improvvisamente la piazza gremita di gente fu invasa da grossi topi, generando una gran confusione e fuggi fuggi generale tra i presenti, per cui il comizio saltò!
(Per inciso dirò che quel commissario forse aveva un po’ di “sfiga” perché a Bitonto, in occasione di una violenta manifestazione ci scappò un morto, per cui fu trasferito a Minervino Murge!)
Mi ha fatto molto piacere, proprio all’indomani delle elezioni europee, il ricordo di De Gasperi, grande statista e sognatore, essendo stato con Schuman e Adenauer uno dei padri di quel grande sogno, che purtroppo rischia di rimanere solo una utopistica illusione, cioè una forte Europa unita che fosse una protagonista della storia e non una pedina o terra di scontro tra altre grandi potenze.
Ma il ricordo di questa persona che, con Moro e Pertini ritengo uno dei veri grandi statisti, e che della modestia aveva fatto il suo credo, diventa ancora più cogente in questi giorni in cui con grande sfarzo di uomini e mezzi, 7 autonominatisi grandi, si riuniscono in una lussuosa residenza che ben pochi possono permettersi.
Resta solo una considerazione: a 43 anni dalla sua morte ALCIDE DE GASPERI è ancora vivo nella nostra memoria, questi “magnifici 7” per quanto lo saranno ancora?
( Parole dell’attuale capo del governo: il G7 non è una fortezza chiusa. Realtà: ordinanza del sindaco di Fasano per chiusura di tutti i negozi per 2 giorni)

Francesco Acquafredda








Ho sempre votato a sinistra, ma non potrò mai dimenticare le parole di mio zio , classe 1921, che ha fatto l’intera 2^ guerra mondiale. Mio zio era un comunista convinto , si era fatto tatuare la falce e martello sul braccio sinistro anche perché era stato liberato dell’armata Rossa nel campo di concentramento di Vienna e per questo non ebbe né oneri né onori per il suo servizio alla patria. Ma quando parlava di De Gasperi gli si luccicavano gli occhi. Mi diceva che quest’uomo aveva salvato l’Italia. Si riferiva allo storico discorso fatto alla Conferenza di Pace di Parigi a difesa del ns Paese. Ho scritto questo commento perché ho notato che il comune di Monopoli gli ha dedicato una piccola via nei pressi di P.za Falcone e Borsellino, mentre a un ministro del governo fascista Arnaldo Crollalanza gli hanno dedicato la piazza della stazione. So bene che costui fu un grande ministro dei lavori pubblici, ma rimane sempre dalla parte sbagliata della Storia