Al vertice in Indonesia: un “successo”.
Incontro con Xi Jinping e anche con Modi.
La Meloni: positivo il ruolo avuto dall’Italia, oggetto di “attenzione” da parte dei grandi della Terra.
In Parlamento, il ministro dell’Interno proclama la difesa e la linea del governo contro le Ong.
Nello stesso tempo chiede aiuto all’Europa.
L’odissea dei Migranti, stremati dalle lunghe permanenze in mare, ormai annoverati ultimi, chiedono di sbarcare.
A Piantedosi appare come un gioco?
«La nave Ocean Viking non è mai entrata in acque italiane, ha deciso autonomamente di dirigersi verso le coste francesi…». Sono queste le parole da lui usate in mattina, prima in Senato e poi alla Camera del Deputati. Una gelida e distaccata prolusione.
Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi snocciola la propria ricostruzione dei fatti, che sono stati la causa dello scontro diplomatico fra Francia e Italia. La responsabilità dell’origine della vicenda è addebitata interamente ai cugini d’oltralpe con una «decisione non solo mai auspicata dall’Italia, ma che ha di fatto creato attriti sul piano internazionale, anch’essi assolutamente non voluti dal governo», con l’intento «di produrre ripercussioni sulle politiche migratorie a livello europeo». Sono sue parole. Inoltre, la «tutela della dignità delle persone è la priorità», discetta il ministro, «agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo nessuna intenzione di venire meno ai doveri dell’accoglienza, ma in Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti di esseri umani».
La ricostruzione sollecita gli applausi della maggioranza, ma allo stesso tempo è contestata con toni decisi e sferzanti dalle opposizioni.
Il Ministro incontrerà, al G7 in Germania, la commissaria Ue agli Affari Interni Ylva Johansson, che ha affermato: «Siamo pronti a sostenere gli Stati membri. È importante rafforzare il Patto su migrazioni e asilo e far sì che sia a disposizione presto».
Questo Patto sarà accolto anche dal gruppo di Visegrad, i quattro Stati che rifiutano i migranti, amici europei del Governo Italiano?
Il Ministro ha anche affermato che la presenza in mare delle navi Ong è la dimostrazione di «un fattore di attrazione, un pull factor per i flussi di migranti» e per «le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza nell’area di assetti Ong», che agiscono in modo «autonomo» e il loro transito va considerato «non inoffensivo».
Valutazioni contestate da tutti i portavoce delle Ong.
E ancora: incidono «pesantemente sul sistema d’accoglienza, già provato dagli arrivi dall’Ucraina».
«Le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibili».
Piantedosi usa un linguaggio di difficile interpretazione: «Dobbiamo creare percorsi legali di ingresso per i Paesi che collaborano alla prevenzione delle partenze illegali e ai rimpatri, con un meccanismo premiale».
«Le norme le scrive il Parlamento».
E la legge del mare?
Le opposizioni hanno criticato aspramente l’informativa del ministro.
Oggi l’Eliseo ha lanciato un messaggio distensivo:
«Da Roma brutto gesto, ma è importante continuare a lavorare insieme».







