Le divisioni nel centro sinistra
Non è più possibile continuare con estrema leggerezza a differenziarsi sistematicamente e sminuzzare l’atomo in ogni circostanza.
Fratoianni, ultimo di una lunga serie nonché segretario nazionale del piccolissimo partito “Sinistra Italiana”, docet.
La seconda domenica di ottobre scorso, si era svolto a Monopoli, in piazza V. Emanuele, un incontro per sottolineare l’affermazione del centro sinistra alle elezioni regionali di settembre.

Partecipò il Presidente riconfermato Michele Emiliano che, interpellato a proposito, in chiusura, ai numerosi presenti disse:
«Dovete avere una sola lingua».

Dei tre monopolitani candidati nelle liste di Emiliano, solo Stefania Cardo usò toni concilianti e linguaggio unitario.
Gli altri espressero parole vagamente discostanti e di rito.
Tant’è vero che il più suffragato sembrò volesse richiedere sin da subito qualcosa per il futuro. Una eventuale importante candidatura ?
Oppure, in subordine, un riscontro immediato, come è avvenuto in passato ?
È cronaca inoppugnabile che durante la campagna elettorale era partita, da parte dei sostenitori delle liste minori, una ricerca e una caccia, con poca lungimiranza e con atteggiamenti dai risvolti lontani dal politically correct, tesa a raccogliere voti solo all’interno dello stesso perimetro, unico terreno fertile da conquistare.
L’esito delle votazioni regionali in Italia e in Puglia hanno invertito una tendenza.
Hanno fatto respirare un’aria diversa: “Zingaretti ha fermato l’avanzata di Salvini”.
Era l’unanime convincimento durante lo spoglio delle schede elettorali, rimarcato il giorno dopo dai titoli di tutti i giornali nazionali.








