L’ADDIO A DAVID SASSOLI
Si può vivere e morire in tanti modi.
David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario, dopo la temporanea ripresa di qualche tempo fa.
Per il Presidente del Parlamento europeo, per il politico Sassoli, per l’uomo David nella sua dimensione privata, alla base di ogni azione, di ogni comportamento, di ogni scelta erano, assai ben saldi, i valori umani di riferimento: lealtà, coerenza, educazione, rispetto.
In questo momento così triste per tante e tanti cittadini italiani ed europei resta, intatta, la forza dei suoi insegnamenti e delle sue indicazioni: mai fingere, mai alimentare polemiche, spirali, pregiudizi, pettegolezzi, meschinità.
Principi personali così profondi da plasmarne, con tratto inconfondibile, anche la pratica e probabilmente la stessa teoria dell’agire politico.
Principi semplici quanto assolutamente inderogabili, da cui non deflettere in alcun caso.
Per nessun motivo.
Anche quando, recentemente, di fronte ai suoi gravi problemi di salute, si erano diffuse in rete deliranti malevolenze su Covid e affini, persino in quel momento la scelta di non replicare, di non inasprire i toni, gli era sembrata l’unica possibile.
Paradigma di stile, riservatezza, sobrietà.
E di una merce rara, nella temperie della politica contemporanea: l’autorevolezza. Politica e morale.
La fiducia che tante e tanti di voi riponevate in lui, se può esser di conforto, era ben riposta.
La stima nei suoi confronti, altrettanto.
Con David Sassoli l’Europa e l’Italia perdono un uomo delle istituzioni di primario livello, che credeva nella politica nella sua accezione più nobile, in un’Europa baluardo dei diritti e delle opportunità, nell’impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione, sempre con il sorriso.
Ecco proprio vedersi salutare con un sorriso, così come con questa lieta immagine lui saluta noi, è la cosa che forse maggiormente potrebbe fargli piacere.
Bello fossero tantissimi sorrisi…
Addio, David.
Biografia David Sassoli
David Sassoli è nato a Firenze il 30 maggio del 1956. Fin da giovane ha lavorato come giornalista per piccoli quotidiani e agenzie stampa, per poi passare alla redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove è rimasto per sette anni.
Nel 1992 ha inizio la sua carriera come cronista televisivo e corrispondente per il TG3.
Successivamente si è occupato di altri programmi di informazione su Rai Uno e Rai Due, prima di entrare a far parte, nel 1999, della redazione del TG1 come inviato speciale.
Nei dieci anni successivi è stato responsabile della gestione dei telegiornali in prima serata e si è occupato della copertura dei maggiori eventi e servizi nazionali e internazionali.
Nel 2007 è diventato vicedirettore del TG1 e responsabile dei programmi di approfondimento “TV7” e “Speciale TG1”.
Impegnato fin da giovane nelle attività di associazioni educative varie, come gli Scout e i movimenti giovanili cattolici, ha sempre ritenuto possibile una stretta collaborazione tra questi ultimi e i laici.
Quando nel 2007 è nato il Partito Democratico (PD), Sassoli ha deciso di entrarvi a farne parte ritenendolo il posto giusto per dar voce al suo impegno politico. Il 7 giugno 2009 è stato eletto deputato del Parlamento europeo nella circoscrizione per l’Italia centrale.
Durante la legislatura 2009-2014 è stato capo delegazione del Partito Democratico.
Nel 2014 si ricandida alle elezioni europee dove viene eletto eurodeputato per il Partito Democratico con oltre 200.000 preferenze (60.000 solo a Roma).
Il 1 luglio dello stesso anno viene eletto Vicepresidente del Parlamento Europeo con 393 voti risultando il secondo più
votato in quota PD-PSE e ricoprendo l’incarico come responsabile per la Politica del Mediterraneo, il Bilancio e gli immobili.
Come membro della Commissione Trasporti e Turismo è stato relatore della riforma ferroviaria europea (IV Pacchetto Ferroviario) e del Cielo Unico europeo.
Il 26 maggio 2019 è stato eletto per la terza volta parlamentare europeo con 128.533 voti e dal 3 Luglio 2019 è il Presidente del Parlamento europeo.







