Una minaccia per la democrazia.
È la denuncia del Presidente della Repubblica alla presenza degli Stati generali degli ambasciatori.
Sono “cortine informative” da parte di soggetti “quasi monopolisti”.
Il riferimento è chiaro: nessuno si può intromettere a giudicare dall’esterno il nostro sistema democratico.
Il presidente della Repubblica difende il diritto d’asilo: «tra i principi della Costituzione». È compito della diplomazia e degli organismi sovranazionali promuovere gli strumenti della pace e delle Corti di giustizia internazionali. I «drammi migratori», afferma, sono alcune volte «oggetto di gestioni strumentali da parte di alcuni Stati, per trasformarli in minaccia nei confronti dei vicini, in palese violazione di convenzioni internazionali liberamente sottoscritte». Un fenomeno che richiama le «sirene del settarismo nazionalistico, etnico, quando non arbitrariamente religioso», «ostili strumenti di manipolazione delle informazioni e condizionamento dell’opinione pubblica».
Alla Farnesina Sergio Mattarella parla alla Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo. “Gli Stati Generali della Diplomazia” diventa un confronto sull’azione internazionale del nostro Paese. Hanno partecipato più di 150 titolari delle Sedi diplomatiche italiane all’estero.
Il Capo dello Stato sottolinea i principi della Costituzione, descritti negli articoli 10 e 11. Sottolinea che «è compreso il diritto di asilo per lo straniero cui venga impedito nel suo Paese l’esercito delle libertà democratiche». Inoltre il «ripudio della guerra», e il «perseguimento di pace e giustizia tra le nazioni anche attraverso limitazioni alla sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati». «Lo sforzo incessante della nostra azione è stato diretto, quindi, a prevenire i conflitti, a elaborare soluzioni idonee a ricostruire il capitale di fiducia tra gli Stati, oggi pericolosamente eroso. E questo ha consentito alla Repubblica di acquisire influenza e credibilità, in numerosi organismi multilaterali, a partire dalle Nazioni unite. Strumento ampiamente imperfetto ma prezioso».
Il «settarismo» diventa un «paradosso» in una «società globale sempre più interconnessa e interdipendente». E sottolinea che ci sono «forze, che si propongono di intaccare la cornice di norme e principi statuiti per assicurare ai membri della comunità internazionale interazioni stabili e ordinate secondo regole riconosciute e valide per tutti». Il Presidente Mattarella fa riferimento al tentativo, sofisticato e subdolo di interventi dall’estero, per condizionare i processi democratici, come accaduto di recente. È conclamata anche «la pretesa di alcuni Governi di calare cortine sui flussi di informazione e sulle relazioni tra i cittadini di vari Paesi o di incidere negativamente su di essi attraverso ostili strumenti di manipolazione delle informazioni e di condizionamento di opinione».
Infatti, la libera formazione e circolazione delle opinioni è messa in dubbio da «operatori internazionali svincolati da ogni patria, la cui potenza finanziaria supera oggi quella di Stati di media dimensione, e la cui gestione di servizi essenziali sfiora, sovente, una condizione monopolistica». È evidente il riferimento all’intervento politico assunto gratuitamente da Elon Musk.
La diplomazia è tutela della libertà. «Nella sua espressione autentica, presidio della pace, come quest’ultima lo è dello sviluppo». È «esercizio di paziente tessitura strategica», e «nelle democrazie mature la politica estera è motivo di naturale convergenza tra le diverse opinioni che animano il dibattito pubblico».
Diplomazia è strumento di pace. In Italia «si è gradualmente affermato nei decenni, dopo la lezione degasperiana», con il «valore prezioso dei piccoli passi».
Uno sguardo alla Palestina: «Va ribadito fermamente che, per la Repubblica italiana, l’autentica prospettiva di futuro risiede nella soluzione a due Stati». «Ci porta a sperare per Gaza. Occorre ottenere finalmente l’immediata liberazione degli ostaggi israeliani. Occorre porre fine alle disumane sofferenze della popolazione civile della Striscia e poter farvi giungere aiuti immediati».
Ugualmente per l’Ucraina, che «sta per entrare nel suo terzo anno» di guerra. «In oltre 1000 giorni di conflitto la Federazione Russa ha fatto continuo ricorso a strumenti di morte contro la popolazione ucraina e le infrastrutture civili del Paese». Mattarella afferma che «l’Italia continuerà a lavorare affinché siano rispettati parametri essenziali, quali il rispetto del diritto internazionale; l’integrità territoriale ucraina; il principio della sicurezza nucleare; il rilascio dei prigionieri di guerra; la restituzione alle famiglie dei bambini ucraini rapiti e condotti in Russia; l’accesso sicuro ai porti del Mar Nero e del Mar d’Azov».
Per aprire un processo di pace si «richiede il contributo di tutti, in particolare delle potenze globali, perché globali sono le loro responsabilità e globali sono le conseguenze dell’aggressione alla legalità internazionale compiuto dalla Federazione Russa».
Antonio Losito