Per tanti anni, e si può dimostrare, se una squadra è umile e possiede spirito di sacrificio con veri valori sociali e sportivi, ormai scomparsi, può aspirare e ambire a traguardi sempre maggiori.
Sbalordire il mondo intero con una base economica da normale amministrazione. La vendita di un calciatore è l’occasione per spendere il ricavato senza strafare. Avere in ogni momento i conti in regola ed evitare una gestione deficitaria.
Ci si può anche indebitare in senso buono e positivo. In ogni azione bisogna avere garbo, stile ed eleganza mentale. Vincere e convincere con uno spettacolo trasparente. Una squadra unita e concentrata fino alla fine.
Così anche negli allenamenti. Avere la capacità e la forza di arrivare nelle finali e vincerle bene e lealmente, per assicurarsi scudetti, coppe, supercoppe e altri trofei. È il calcio pulito. Sportività, lealtà e spirito di sacrificio, senza strafare in spese iperboliche per giocatori costosi.
Il resto è tutta scarto sportivo falsamente integrato nel sociale. Mai affossare. A che serve coprire fatti e misfatti, disonestà e delinquenza? Non vorrei fare riferimento a quello che sta succedendo in altre squadre molto blasonate.
È questo l’insegnamento della finale giocata l’altro giorno dalla “mitica” Inter, che insegna a giocare a testa bassa una finale per vincerla. Lealmente, mettendo in evidenza lo sport e il calcio. L’evento può capitare una volta ogni tanto, anche dopo anni, ma si gioca con volontà e umiltà.
Esaltare la sintonia della squadra. Se si perde, si può ritentare. Un grande elogio va a Simone Inzaghi, un “signor” allenatore.
Siamo distanti dalla Grande Inter di Helenio Herrera?








