Nella mia esperienza politica ricordo stagioni molto felici. Sicuramente quelle che ho vissuto al fianco di Mundo Lapenna.
Anche lui protagonista di un palco in cui si esibivano amici indimenticabili.
Ospiti del sindaco di Valona immediatamente dopo la guerra civile in Albania nel 1998, giravamo con Mundo in vecchie Mercedes rubate, con autista armato, mentre per le strade si sentivano colpi di mitra ad ogni angolo, in una città martoriata nell’anima. Palazzi sventrati da proiettili, strade piene di voragini, assenza di qualsiasi forma di vita sociale, gente adagiata sui marciapiedi senza fare nulla. E Mundo che ci scorazzava tra un modestissimo palazzo della cultura e un ufficio malridotto del comune di Valona ad ascoltare improbabili convegni e ad incontrare politici locali, con l’autorevolezza di un ambasciatore, tanto che al nostro arrivo fu dedicata l’apertura del tg nazionale.
E poi come assessore della giunta Leoci.
Bastava chiedere. Mundo servono soldi per il parco Lama Belvedere. Mundo servono soldi per rifare il Borgo. E lui sornione, dalle pieghe del bilancio, tirava fuori milioni di euro, come conigli dal cilindro.
La sua capacità di dedicarsi ai problemi delle persone più umili e di chiunque avesse bisogno era straordinaria.
Quando gli citai la frase dell’apostolo Paolo di Tarso lui tradusse a modo suo e mi disse: tutte le cose del mondo passano da Mundo.
E probabilmente aveva ragione.
Ciao Mundo.










