IL DOPO ELEZIONI A MONOPOLI
La vittoria di Annese e delle sue liste.
Angelo Annese ha vinto in modo schiacciante le elezioni comunali 2023 di Monopoli.
19.753 cittadini, il 70,5 % dei votanti, gli hanno concesso la fiducia preferendolo come sindaco, 8.253 hanno votato gli altri tre candidati sindaci esclusi ( Angelo Papio, Pietro Brescia, Paolo Comes), 16.103 elettori, pari al 36 %, sono rimasti a casa.
Il risultato delle liste che appoggiavano il sindaco Annese è ancora più consistente, il 77,4 %, corrispondente a 20.878 elettori, 1.125 elettori in più.
Si tratta di un dato che esprime chiaramente, oltre il significativo apprezzamento per l’attività dell’Amministrazione nel quinquennio scorso, quanto siano importanti per il successo l’apporto dei singoli candidati consiglieri attraverso le relazioni personali, amicali e parentali e il sostegno di associazioni, sindacati, patronati, cooperative e confraternite varie.
Il tutto a prescindere dai partiti, dai programmi e dagli ideali, che fanno somigliare sempre più il voto ad un corrispettivo per gratificazioni ed aiuti ricevuti.
Più i candidati sono presenti in organismi ed enti che svolgono attività sociali, culturali, sportive e sindacali, più preferenze ottengono.
Nel caso di un’Amministrazione uscente e di una coalizione di centro destra vincenti, al potere della città da 15 anni, la rete di penetrazione nella società si è ancor più consolidata e affermata, grazie proprio alla possibilità di esercitare più efficacemente, attraverso la macchina degli uffici comunali, il rapporto con i cittadini.
Un certificato, una licenza, un beneficio, un contributo, per molti cittadini, da essere un diritto diventa una concessione, da cui un impegno riconoscente verso l’amministratore, il consigliere, l’amico, venuto in aiuto.
Sul fronte dell’opposizione si assiste al fenomeno inverso. I candidati sindaci ottengono più voti delle liste che li sostengono, in ragione della scarsa presenza di candidati consiglieri forti, portatori di voti. Si è assistito al “voto disgiunto”: molti elettori ( 7 %) hanno votato il candidato sindaco dell’opposizione, preferendo però le liste di maggioranza.
Da qui il conseguente risultato a valanga nell’attribuzione dei seggi : 20 consiglieri alla maggioranza, solo 4 alla opposizione.
Il successo delle liste civiche.

A farla da padroni le liste civiche, con dentro tanti importanti portatori di voti, con 15 eletti su 20.
8 consiglieri sono stati conquistati da “ Monopoli al Centro”, facente capo all’ing. Alberto Pasqualone, direttore di lavori di molti progetti edilizi, e al consigliere regionale Stefano Lacatena, già delegato all’Urbanistica a Monopoli e ora in Regione, ambedue molto vicini a Michele Emiliano, presidente della Regione del centro sinistra. Tra i consiglieri eletti l’avv. Felice Indiveri, proveniente dalle fila del PD.
5 consiglieri a “Monopoli Presente”, organizzata dall’avv. Giuseppe Ciaccia; 2 a “Fare Comune”, organizzata da Giorgio Spada, con un passato politico nelle file del centro sinistra, diventato uomo di fiducia del sindaco. Tra i consiglieri eletti l’avv. Antonella Fiume vicina agli ambienti del sindacato CGIL.
Ai partiti nazionali di centro destra, che nello scorso settembre avevano ottenuto un grosso risultato, a dimostrazione che il voto locale prescinde da quello nazionale, i rimanenti 5 consiglieri: 2 ciascuno a Fratelli d’Italia e Forza Italia, 1 a Noi Moderati.
Per alcuni osservatori i veri vincitori delle elezioni, più che il centro destra, siano stati Emiliano e i suoi uomini: Pasqualone, Lacatena e lo stesso Annese.
L’insuccesso dell’opposizione.

Sul fronte dell’opposizione a pagarne le maggiori conseguenze, con nessun consigliere eletto, sono proprio il PD e il M5Stelle, che sostengono in Regione lo stesso Emiliano, che così gioca su due fronti: a Bari con il centro sinistra, a Monopoli con il centro destra.
Per i 4 consiglieri di opposizione 2 sono attribuiti a Mani Sporche ( Angelo Papio e Mariangela Mastronardi), 1 a Spazio Civico ( Silvia Contento), che ha potuto contare sul sostegno di Adalisa Campanelli, componente degli organi direttivi del PD nazionale e regionale, 1 a Pietro Brescia della lista Riprendiamoci Monopoli, che ha raccolto il consenso degli elettori più determinati e alternativi all’Amministrazione Annese.
In generale il voto ha premiato la coalizione di centro destra, dimostratasi unita intorno alla figura del sindaco Annese, ha penalizzato il centro sinistra, incapace di unità e coesione, attraversata da rancori e rivalità personali.
I problemi della città, a cominciare da quello della casa.
Monopoli oggi basa le sue fortune su alcune attività che dovrebbero essere più eque e solidali.
Il turismo diffuso e di massa riempie le tasche di molti impoverendo la qualità di vita di altri, a cominciare dai residenti del centro storico.
L’ edilizia pesante e cementificante arricchisce pochi speculatori, approfittatori e investitori, specie di fuori, non offrendo ai più sfortunati e alle giovani famiglie l’accesso alla casa a prezzi accettabili.
L’applicazione delle normative del PUG e del Piano Casa regionale molto benevoli verso i privati da parte della Giunta Comunale ha determinato l’approvazione di un elevato numero di PUE con il rilascio di centinaia di licenze edilizie e l’offerta di migliaia di nuovi appartamenti.
Questa massiccia offerta e la diminuzione degli abitanti dai 49.000 agli attuali 48.000 abitanti, avrebbero dovuto determinare, per la legge della domanda e dell’offerta, la diminuzione dei prezzi, che invece sono schizzati a valori tra i più alti della provincia, anche 3.000 euro a mq.
Di contro gli interventi hanno determinato brutture edilizie, strade e parcheggi privati, alberature carenti ed ulivi secolari spostati ai margini dei comparti e secchi, spazi a verde ridotti a infime dimensioni, opere pubbliche scelte a misura degli interessi privati ( vedi progetto della pineta di via Puccini) e non della collettività.
Disattese le normative che disponevano la programmazione degli interventi attraverso il monitoraggio delle opere e dei servizi pubblici in rapporto al numero e alle esigenze della popolazione residente e dell’economia locale.

Solo alcuni esempi.
Per il progetto di riqualificazione di Portavecchia, a cosa serve prevedere l’allargamento dell’arenile, senza intervenire sul problema del deflusso della fogna a mare? a cosa serve la cosiddetta Cattedrale laica del Mare per il mercato del pesce nel sito della ex palestra della scuola G. Modugno, lontana dal Porto dove approdano le barche dei nostri pescatori ? E la casa del Mare ? E il fossato di S. Matteo l’Arena chiuso? E le mura antiche non curate e in degrado? Dove sono i progetti che avrebbero dovuto assicurare l’edilizia popolare e convenzionata? E quelli che dovrebbero garantire ampi parchi e giardini pubblici a verde? E le carenze nel traffico, nella viabilità, nella mobilità pedonale e ciclabile ? E la mancanza di adeguate strutture per nuovi asili nido, di cui le giovani coppie hanno bisogno per essere incentivate nella natalità invocata? Quali piani e progetti per il rilancio del porto? Quali norme per garantire spiagge libere e attrezzate?
La nuova classe politica, uscita dalle elezioni comunali, sia di maggioranza, sia di opposizione, è chiamata a dare anche queste risposte.
Articolo a cura di Stefano Carbonara,
storico e scrittore,
editore della rivista Monopoli Tre Rose.












“Non è tempo per noi. E forse non lo sarà mai” (Ligabue).
Ottima analisi, caro Stefano.
Grazie Stefano, hai descritto con grande precisione l’altra faccia dell’amministrazione Annese.
I punti dolenti andrebbero divulgati e diffusi, con incontri tematici, nella popolazione che più soffre di quelle mancanze.
Spero in un nuovo PD basato sui giovani, e sganciato dalla logica che bisogna governare a tutti i costi.
Le questioni irrisolte richiamate dall’articolo solo in minima parte possono incontrare l’interesse diffuso dei nostri concittadini, i quali purtroppo spesso hanno problemi ben più stringenti da affrontare e risolvere in tempi rapidi, dei quali quello principe è il lavoro. Per questo motivo, concordo sull’opportunità di attirare l’attenzione della gente su quelle questioni, ma stando ben attenti a scegliere le giuste modalità per farlo. Le quali, a mio parere, devono trattare ogni tema focalizzandosi sulla sua potenzialità di creare lavoro (perchè è questo che interessa ai più) e magari “buon” lavoro, rispetto a quello normalmente disponibile oggi in città: per esempio, andrebbe sottolineato che le spiagge libere, cui teniamo, oltre a far risparmiare tutti e a restituire il demanio a tutti, non cancellerebbero le attività attuali legate alle concessioni vigenti, come parcheggi e bar; ma ne promuoverebbero di nuove (tipo il noleggio di attrezzature) e/o migliori, perchè gestite in ambito pubblico (tipo pulizia spiagge e punti di soccorso). Inoltre, vanno utilizzati canali adeguati ai destinatari, che non possono essere gli incontri tematici classici, ai quali intervengono i soliti noti, che se lo possono e se lo vogliono permettere. Beninteso, non so quali mezzi utilizzare (butto qui il primo che mi passa per la mente: divulgazione tramite social di esempi virtuosi di altre realtà, replicabili in loco), ma quello che voglio evidenziare è la necessità ineludibile di rinnovare il modo di approcciare e comunicare le cose, per adattarlo alle realtà che la gente vive ed entrare in sintonia con essa. Insomma, uscire dalla torre d’avorio e ritornare tra le persone normali. Quindi, in quest’ottica, concordo che serva un nuovo PD, veramente aperto ai giovani (del resto, i meno giovani hanno già fatto abbastanza danni), ma sempre con il fine ultimo di governare, perchè solo governando si possono cambiare le cose. Certo, non è cosa nè da poco, nè breve, ma diversamente ci si continuerebbe a parlare addosso senza prospettive. Cari saluti.