Dallo scontro con Vance e Trump sulle deportazioni all’attenzione per l’ambiente del pianeta terra.
Il pensiero e le idee del card. Robert Francis Prevost sulle migrazioni erano sembrate simili a quelli di Papa Francesco. Le sue posizioni sin da subito sono apparse molto evidenti in aperta polemica sia con il Presidente americano sia con il suo vice.
È del 3 febbraio scorso il primo episodio. Vance, parlando delle deportazioni di migranti dagli Stati Uniti verso il Salvador afferma: «Lo Stato, proprio come un padre di famiglia, ha il dovere prioritario di prendersi cura dei propri cittadini prima di rivolgere attenzioni nei confronti degli stranieri».
Prevost condivide. Poi, l’articolo di una rivista cattolica dal chiaro titolo: «J.D. Vance ha torto: Gesù non ci chiede di classificare il nostro amore per gli altri», dove viene implicitamente criticato l’approccio selettivo dell’amministrazione Trump verso gli immigrati. In quella circostanza il vicepresidente americano per giustificare le deportazioni degli immigrati illegali, aveva cercato di affermare e vantare la priorità nel dare amore e sicurezza ai propri cari e poi agli altri.
Dopo una settimana, in merito alle deportazioni, Francesco scrive alla Conferenza Episcopale americana: «Un autentico Stato di diritto si verifica nel trattamento dignitoso che meritano tutte le persone, soprattutto le più povere ed emarginate». E poi: «Va favorita una politica che regoli la migrazione ordinata e legale». Dopo due giorni, Vance si ripete e giustifica le deportazioni con il concetto cristiano dell’«ordo amoris».
Prevost scrive un altro articolo. «L’ordo amoris di J.D. Vance è ciò che il Vangelo chiede a tutti noi sull’immigrazione» e cita la lettera di Bergoglio ai vescovi statunitensi.
Riferendosi ai poveri afferma: «Qualcuno deve parlare per loro».
Da Chicago, una delle dieci città più influenti al mondo, e da una delle regioni più povere del Perù, Robert Francis Prevost parla di un pontificato, le cui premesse sono ancora tutte da scrivere. Sceglie apertamente di essere dalla parte degli ultimi della terra. Sostiene popoli, che prima hanno subìto lo sfruttamento attraverso il sistema delle “fattorie”, dopo, abbandonati nel 1996 dal governo, attraverso la “riforma agraria”. Con ripercussioni indescrivibili come l’aumento della mortalità infantile e il diffondersi di epidemie. Prima di tutto il colera. In questo c’è la continuità con la guerra di Papa Francesco alla finanza speculativa e la sua battaglia per l’azzeramento del debito dei Paesi del Sud del mondo. «Questa economia uccide. Il denaro deve servire non governare», scriveva Francesco nell’”Evangelii Gaudium”, parlando di «denaro sterco del diavolo», idolo della modernità.
Allo stesso modo Prevost: «Abbiamo bisogno di qualcuno che possa parlare per i poveri, gli emarginati, gli sfollati, sulla scena mondiale. Anche se le persone annuiscono educatamente e vanno avanti, abbiamo comunque bisogno di avere quella voce». Leone XIV è nel solco dell’opera di Francesco.
Coppie gay: «Pratica in contrasto con il Vangelo».
Papa Bergoglio ha segnato il proprio pontificato con posizioni di apertura poi ribadite in un’intervista del maggio 2024: «Il Vangelo è per tutti, per tutti noi che siamo peccatori. Anch’io sono un peccatore. E se la Chiesa mette alla sua porta una dogana, cessa di essere la Chiesa di Cristo». Senza fornire un chiarimento sulla benedizione delle unioni omosessuali affrontato nel documento dottrinale «Fiducia Supplicans». «La benedizione è per tutti: si può benedire ogni persona, ma non l’unione omosessuale. Quello che ho permesso non è stato di benedire l’unione perché va contro la legge della Chiesa».
Recentemente Prevost ha sostenuto la «Fiducia Supplicans», che è una dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede della Chiesa Cattolica del 2023, firmata da Papa Francesco. Riguarda il significato pastorale delle benedizioni e consente ai sacerdoti di impartire quelle spontanee, senza alcun elemento nuziale, anche a coppie “irregolari”: coppie non sposate, coppie gay, coppie divorziate e cautela sull’apertura verso la comunità Lgbtq+.
In passato Prevost aveva invece rivolto critiche alla Chiesa, sia allo «stile di vita omosessuale», sia alle «famiglie alternative composte da partner dello stesso sesso e dai loro figli adottivi». Criticando chi mostrava «simpatia per credenze e pratiche che sono in contrasto con il Vangelo». «Defendamos la vida humana en todo momento!» (Difendiamo la vita umana in ogni momento!). «Se accettiamo che una madre possa uccidere il proprio figlio, come possiamo dire agli altri che non si uccide?». «L’aborto mina i diritti umani di tutti».
Nessuna apertura sul sacerdozio femminile.
Più volte Papa Francesco ha detto: «Quando le donne comandano le cose vanno», confermando un’apertura per ruoli da affidare alle donne all’interno della Chiesa. Questa affermazione ha evidenziato che le iniziative di Francesco hanno consentito una lenta, ma costante avanzata delle donne.
«Nei dicasteri vaticani, dove ora ci sono più donne che in passato e ricoprono posizioni più elevate, l’atmosfera è radicalmente cambiata. Basta qualche donna e la Curia non è più quel cerchio clericale ristretto che purtroppo viene così facilmente stigmatizzato».
Durante il Sinodo nel 2023 Prevost disse che «estendere il sacerdozio alle donne non risolve necessariamente un problema, ma potrebbe crearne uno nuovo». Le donne possono comunque dare «un grande contributo su diversi livelli alla vita della Chiesa». Una dichiarazione che ha mostrato apertura sulla possibilità che le donne abbiano ruoli decisionali.
Per i cambiamenti climatici: «Tra noi e la natura serve reciprocità».
L’attenzione del pontificato di Francesco: «Seppur non tutte le catastrofi possano essere attribuite al cambiamento climatico globale; tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di eventi estremi più frequenti e più intensi». Stiamo assistendo a «un’insolita accelerazione del riscaldamento».
Posizioni che papa Leone XIV sembra condividere. Prevost ha sempre affermato che «il dominio sulla natura» dovrebbe essere «un rapporto di reciprocità».
Antonio Losito








A mio modesto parere, un Papa non può essere giudicato da nessuno. Solo Dio ha il potere di farlo. Né tanto meno può essere paragonato ai suoi predecessori, perché ogni Papa agisce in base al contesto mondiale in cui vive. Fa sempre bene il Papa a predicare la Pace nel mondo e condannare i conflitti, le miserie e le povertà.
A mio parere quando un cardinale, chiunque sia, indossa l’abito Bianco, in quel momento viene irradiato dalla Luce Bianca dello Spirito Santo e cambia del tutto la sua personalità, avvicinandosi a Gesù Cristo.
Lunga Vita al Santo Padre Leone XIV !!!