
Il racconto della scoperta.
Una favola vera. Parla della storia moderna del paese delle Grotte: Castellana.
86 anni dopo.
A pochi passi da Monopoli.
“Era una mattina serena quella del 23 gennaio 1938 quando mi affacciai per la prima volta alla bocca del baratro”.
È l’inizio del racconto. Scritto da Franco Anelli, colui che scoprì le Grotte. Autore di: … “Arcano mondo sotterraneo in Terra di Bari. Nuova Postumia d’Italia, Castellana-Grotte, 1954″.
“La profonda cavità naturale presentava … le caratteristiche delle più imponenti foibe del Carso di Trieste e dell’Istria”.
“Avevo portato da Postumia una … dotazione di scale di corda, funi e cinture di sicurezza, fanali”, tutti gli “strumenti per rilievi topografici, macchine fotografiche”.
… “Tre spezzoni di corda, agganciati l’uno all’altro, da formare un … tratto di cinquanta metri”. … “Furono sufficienti per toccare il fondo”.
Era naturalmente accompagnato e sorretto da due aiutanti. Con molto timore calò la scala di corda all’interno del “fosso”, sorretto da una fune di sicurezza, attentamente manovrata dall’esterno dai due premurosi allievi, Raffaele Dell’Erba e Giovanni Mancini. Voleva esplorarne tutta l’ampia cavità fino alla base abbastanza profonda. Forse in cerca d’altro. Viuzze e passaggi sotterranei. Cunicoli confluenti, che si incrociavano naturalmente.
Era una probabile e intensa speranza. Un nuovo mondo, una vita diversa.
“Percorrendo il perimetro dell’immenso pantheon naturale, giunsi davanti ad un … corridoio … dalle pareti nerissime; lo seguii … e mi trovai poco dopo in una immensa caverna con l’alto soffitto piano”.
Il pavimento, si fa per dire, era molto accidentato. Era difficile e non dava nessuna possibilità di esplorare dettagliatamente come avrebbe desiderato.
C’era una grande impazienza: quella di portare all’esterno, subito, la grande notizia della scoperta inimmaginabile.
Nessuno si era mai inoltrato in una simile avventura. Una impresa rischiosa e imprevedibile nello stesso tempo. “Tornai a giorno risalendo la … scala di corda penzolante dall’orlo della grave”. La gioia era immensa. Per portare … a Castellana la notizia della scoperta”. “Al Palazzo di Città”, al Sindaco in persona, “esposi … la grande novità … chiedendo … l’aiuto di giovani volenterosi … per un esplorazione metodica delle grotte scoperte”.
Fu grande “l’impressione destata dalla notizia sparsa … nella piccola e tranquilla città pugliese” della Murgia barese. Era stato disvelato “il segreto secolare delle grotte”. “La ‘grave’ non era l’abisso senza fondo”, di cui tutti avevano paura. “Nessun vortice d’aria mi aveva ghermito nell’interno”. “Nessun deposito mobile … mi aveva inghiottito”. “Ero tornato … alla superficie per riprendere l’esplorazione”.
Non è un racconto immaginario, nato dalla fertile penna di uno scrittore navigato.
Da tanto tempo esisteva un paese, che viveva di economia contadina con un artigianato fiorente, che faceva da corollario. Anelli aprì un capitolo nuovo. La storia del paese delle Grotte. La moderna Castellana è in breve tempo diventata una città turistica per eccellenza.








