Foibe: STORIA
Foibe: cosa sono e cosa successe nel 1945. Dove si trovano le foibe in Italia e perché è stato istituito il giorno del ricordo il 10 febbraio.

Quella degli eccidi delle foibe è una storia dai connotati tragici, a lungo rimasta nel silenzio e solo negli ultimi anni portata alla luce. Per commemorare le vittime dei massacri delle foibe, nel 2005 è stato istituito il Giorno del Ricordo, giornata commemorativa che si celebra ogni anno.
Una prima ondata di violenza esplose già durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, nel momento in cui, l’8 settembre 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli anglo-americani e i tedeschi assunsero il controllo del nord della penisola istituendo un governo fantoccio guidato da Mussolini. Fu a partire da quel momento che, in Istria e in Dalmazia, i partigiani jugoslavi iniziarono a rivendicare il possesso di quei territori, torturando e gettando nelle foibe gli italiani fascisti – e non solo. Con la fine della Seconda Guerra mondiale, gli attacchi si fecero via via sempre più violenti ed intensi: nella primavera del 1945, l’esercito jugoslavo guidato da Tito marciò verso i territori giuliani; l’intervento venne accolto con euforia dal popolo italiano che vide negli slavi, alla stregua di americani ed inglesi, dei liberatori.
L’esercito di Tito, lungi dal voler aiutare l’Italia ed interessato solo a riappropriarsi delle zone che gli erano state sottratte alla fine della Prima Guerra mondiale, occupò invece Trieste e l’Istria, obbligando gli italiani che abitavano quelle zone ad abbandonare la propria terra. Molti furono i cittadini che vennero uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Gli infoibamenti si perpetuarono fino al 1947: l’esercito slavo si impadronì pian piano dell’Istria, operando una vera e propria pulizia etnica, obbligando gli italiani ad abbandonare la zona e sterminando coloro che decidevano di opporsi a tale violenza. Il massacro delle foibe iniziò a cessare solo a partire dal 10 febbraio 1947, quando la Jugoslavia riottenne le province di Fiume, Zara, Pola e di altri territori grazie al trattato di Parigi. L’Italia riuscì ad assumere pienamente il controllo di Trieste solo nell’ottobre 1954, vedendosi obbligata a lasciare l’Istria nelle mani della Jugoslavia.








Vi segnalo che la foto posta in alto nella “pagina https://www.monopolitrerose.it/stroria/le-foibe-il-giorno-del-ricordo” illustra la fucilazione da parte dell’ esercito italiano di partigiani jugoslavi e che quindi poco ha a che vedere con l’argomento oggetto della pagina.
Grazie per l’attenzione.
Gent.mo sig. Alessandro,
grazie per la tua segnalazione. La foto di copertina di quest’articolo rappresenta effettivamente quello che dici. Però, questa immagine in evidenza ha un carattere “provocatorio”. E’, infatti, il seguito di un nostro precedente articolo datato 06/02/2023, intitolato “10 Febbraio Giorno del Ricordo”, in cui sono dettagliatamente descritti, seguendo i canoni del rigore storico, da Alberto Morandi, intellettuale di Laveno Mombello (Varese), i crimini di guerra commessi dagli italiani in Iugoslavia.
‘Innumerevoli, efferati massacri ferocemente perpetrati tra il 1941 e il 1943 dai militari italiani, non solo fascisti, nei confronti della popolazione civile jugoslava’.
Senza nulla togliere alla ‘giusta commemorazione del Giorno del ricordo, istituito nel 2004 per ricordare la tragedia degli italiani vittime delle foibe e dell’esodo forzato dalle terre istriane e della Venezia-Giulia tra il settembre 1943 e il febbraio 1947’.
Un caro saluto. Antonio Losito