
Nel 1828 viene nominato sindaco il Barone Tommaso Ghezzi Petraroli, a soli 25 anni.
1829
Nuovi decurioni Brescia Nicola, Cafaro Domenico, De Martino Michele, De Valery Orazio, Farnararo Francesco, Formica Donato, Indelli Federico, Martinelli Francesco Paolo, Marzolla Vitantonio, Nistrio Carlo, Palmieri Eugenio, Palmieri Francesco Paolo, Puteo Leonardo Antonio, Sgobba Giovanni, Simonelli Giuseppe Leonardo, Tria Michele.

Nel 1830 l’Intendente di Bari Giambattista Rega richiama i sindaci sul problema della salute pubblica.
La questione ricorrente è quella dei rifiuti, ma non manca una certa attenzione anche al problema delle carceri.
La stagione estiva avanza, negli anni scorsi varie malattie han preso piede nei vari punti della provincia. Tra le cause si annoverano le insalubri esalazioni che derivano dalla mancanza di nettezza nelle strade pubbliche, da depositi di immondezze nell’interno e nell’esterno dell’abitato, o da quelli delle morchie.
A fare che sparisca questo grave inconveniente la incarico, signor Sindaco, a dare i più precisi ordini perché si mantengano sempre pulite tutte le strade.
È d’uopo che uno speciale pensiero si abbia per le carceri, che se ne imbianchisca la parte interna e se ne tenga sempre netto il luogo immondo, la paglia su cui giacciono i detenuti sia cambiata rigorosamente secondo i regolamenti.
Attendo rapporto settimanale, dopo aver dato lettura al Decurionato e al
Cancelliere, responsabile dei rapporti.
Il sindaco Barone Ghezzi rimane in carica fino al 1831. Successivamente ricopre gli incarichi di consigliere provinciale, di presidente del Consiglio Distrettuale e di membro della Società Economica di Bari.
Il 3 gennaio 1831, con approvazione del real decreto di Ferdinando II, è nominato sindaco Giuseppe Turchiarulo.

Nel ’30-‘31 hanno luogo in Romagna significative iniziative rivoluzionarie, in seguito all’attività di organizzazione svolta dalle società segrete e da patrioti come Ciro Menotti.

A Monopoli, negli anni successivi, gli affiliati della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini sono organizzati dal barone Tommaso Ghezzi Petraroli.
Tra loro i fratelli Flaminio e Francesco Valenti, Nicola Andriani e Francesco Manfredi.
Le riunioni si tengono presso l’abitazione del barone, fuori città, nelle vicinanze del convento degli Antoniani, dove convengono i giovani patrioti passando per una porta nascosta posta sul retro del giardino.
Fra le organizzazioni segrete attive in questo periodo si annovera anche La Cipolla, che conta tra i suoi adepti sacerdoti di idee liberali favorevoli alla Costituzione, operanti nel seminario locale. Un’altra setta prende il nome di Bella Costantina.
1832
Decurioni Affatati Giambattista, Andriani Nicola, Antonelli Pietro, Barnaba Benedetto, Brescia Giuseppe, Brunetti Berardino, Cacace Giuseppe, Capitaneo Vito, Capitanio Vito, Carbonelli Francesco Paolo, Cavallo Vito, D’Erchia Angelo, Di Mola Pietro, Dileo Antonio, Finamore Raffaele, Guida Giuseppe, Indelli Emmanuele, Indelli Giovanni Matteo, La Ghezza Francesco,Manfredi Giacinto Giuseppe, Martinelli Clemente, Meo Leonardo, Palasciano Giacinto, Palmieri Costantino, Palmieri Domenico, Palmitessa Onofrio, Piepoli Giacomo, Romeo Francesco, Simonelli Domenico, Valenti Francesco.
Nel 1832 l’Intendente di Terra di Bari, il Marchese di Montrone, comunica la nomina dei dottori Giuseppe Lentini e Francesco Valenti a Deputati sanitari ordinari.
1833
Decurioni Sersale Domenico, Affatati Giambattista, Brescia Giuseppe, Siena Gaetano, Nistrio Giuseppe Leonardo, Romeo Francesco, Laghezza Lanfranco, Antonelli Cesare, Cacace Giuseppe, Sifola Francesco, Palmitessa Girolamo, Simonelli Giuseppe Leonardo, Barnaba Donato, Stanisci Raffaele, Basta Vincenzo, Meo Antonio, Sardano Vito, Indelli Federico, Perugini Filippo.
Nel 1834 viene nominato sindaco Francesco Paolo Martinelli, che rimane in carica fino al 1839.
1834
Decurioni Farnararo Biagio, Carbonelli Ignazio, Piacenza Onofrio, Turchiarulo Giuseppe, Giannoccaro Sante, Di Mola Paolo, Veneziani Domenico.
Come già detto, per il previsto rinnovo parziale del decurionato, ogni anno subentrano nuovi decurioni.
1836
Decurioni Simonelli Giuseppe Leonardo, Barnaba Donato, Stanisci Raffaele, Basta Vincenzo, Formica Cataldo, Sardano Vito, Indelli Federico, Perugini Filippo.
1837
Decurioni Cafaro Domenico, Formica Donato, Briganti Giuseppe, Basta Michele, Di Martino Michele, Valenti Francesco, Brescia Francesco, Palasciano Giacinto, Antonelli Pietro, Ciaccia Donato, Palmieri Francesco, Indelli Emmanuele, Sgobba Giovanni, Canaletti Felice, Manfredi Francesco.
1838
Decurioni Antonelli Giuseppe, Accinni Paolo, Barnaba Giuseppe, Colucci Giovanni, Carbonelli Francesco Paolo, Finamore Raffaele, Marzolla Vitantonio, Brescia Nicola, Palasciano Francesco, Pirrelli Nicola, Puteo Sante, Cacace Giuseppe, Capitanio Domenico, Sgobba Giovanni, Brunetti Berardino.
Nel 1839 viene nominato sindaco Francesco Manfredi.
1839
Decurioni Sanvito Cosmo, Manfredi Guidotto, Saverio Pinto Francesco, Guida Giuseppe, Piepoli Giacomo, Siena Gaetano, Stanisci Nicola, Indiveri Vito, Finamore Marzantonio, Siena Gaetano, Palasciano Francesco, Marzolla Vitantonio, Affatati Giambattista, Palasciano Settimio, Brescia Nicola, Stanisci Nicola, Piepoli Giacomo, Barnaba Giuseppe, Laghezza Francesco, Perrini Vito, Canaletti Felice, Accinni Domenico, Sanvito Cosimo, Capitanio Domenico.
Nel 1839 il commerciante inglese John Pitkin, console a Monopoli e amico di Michele De Martino, commerciante salernitano che opera in città, fonda, nella sua casa in Via Polignani 14, la Loggia massonica The Sphinx.
A questi anni risale la realizzazione del Teatro Comunale in Piazza dei Mercanti, attuale Piazza Garibaldi.
L’opera è progettata nel 1836 dall’architetto Vito Tedeschi, mentre è ancora in carica il sindaco Francesco Paolo Martinelli, il cui fattivo contributo gli procura la definizione di benemerito cittadino in una deliberazione del Decurionato del 24 gennaio 1841.
Viene inaugurato nel giorno di Pasqua del 1841 dal sindaco Francesco Manfredi.
Il prospetto forma un colpo d’occhio per l’ordine architettonico, il sipario presenta amorini che scherzano in diversi modi, il magazzino ha nove scenari con cui poter realizzare qualsiasi repertorio, una galleria magnifica da servire anche per reggia, una camera nobile con quadri rappresentanti fatti storici, una camera corta, una camera rustica, il sotterraneo da servire per carcere, la piazza con veduta di edifici, strade ed obelisco, il bosco, il giardino, l’ orizzonte attaccato al muro rappresentante una veduta di mare con scogliere e barche naviganti.
Viene intitolato al piccolo Francesco Maria di cinque anni, erede al trono borbonico, che diventerà re Franceschiello.
Si realizzano stagioni teatrali con la partecipazione di note compagnie nazionali con buoni e virtuosi artisti e prime donne appassionate.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020








Interessante perché scorrevole e razionale. Una domanda: il Manfredi deve intendersi Manfridi? Quando compare per la prima volta Manfridi? (l’antenato di Walter Lagana`).
Agli atti ufficiali da me consultati è riportato in modo preciso il COGNOME MANFREDI.