
EVENTO
Nell’ambito del progetto coordinato dalla Biblioteca Comunale Prospero Rendella di Monopoli, direttrice Marianna Capozza,
𝗜𝗹 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗿𝗶 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝙊𝙜𝙣𝙞 𝙡𝙞𝙗𝙧𝙤 𝙚̀ 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙧𝙚𝙖𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙫𝙞𝙫𝙖
𝙄𝙉𝘾𝙊𝙉𝙏𝙍𝙄 𝘾𝙊𝙉 𝙂𝙇𝙄 𝘼𝙐𝙏𝙊𝙍𝙄 –
𝗦𝗲𝗿𝗴𝗶𝗼 𝗖𝘂𝘁𝗿𝗼𝗻𝗮 ha presentato il saggio 𝘓𝘶𝘤𝘪 𝘦 𝘰𝘮𝘣𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦, mentre la moglie si è dedicata alla vendita del suo precedente libro Direzione Felicità.

Ha introdotto Cosimo Mimmo Panaro, organizzatore dell’evento, insieme a Teresa Tropiano.

Sono intervenuti 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮𝗻𝗶 in rappresentanza del Rotary Club di Monopoli, il consigliere comunale dott.ssa Loredana Liuzzi, in rappresentanza del Comune.
L’autore ha dialogato con 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶, sociologo docente Università di Bari, 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗮 𝗧𝗿𝗼𝗶𝗮𝗻𝗶, psichiatra e psicoterapeuta, 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 detto Mimmo 𝗗𝗼𝗿𝗺𝗶𝗼, esperto di IA, 𝗥𝗮𝗳𝗳𝗮𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗻𝗰𝗵𝗶, direttore artistico Festival Urticanti e 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗮𝗿𝗱𝗮, ricercatore e musicista.
Interventi poetici a cura di 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗧𝗿𝗼𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗗’𝗔𝘂𝗿𝗶𝗮 ed 𝗘𝗹𝗶𝘀𝗮𝗯𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗦𝘁𝗿𝗮𝗴𝗮𝗽𝗲𝗱𝗲.
Ha moderato 𝗡𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗗𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗼.
Direzione artistica di 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗧𝗿𝗼𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 e 𝗖𝗼𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗶𝗺𝗺𝗼 𝗣𝗮𝗻𝗮𝗿𝗼.

Hanno collaborato e partecipato gli 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗼𝗹𝗼 𝗟𝗶𝗰𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗻𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶.
BIOGRAFIA DI SERGIO CUTRONA
Nasce a Milano il 12 agosto 1957, da padre avvocato e madre insegnante di scuola elementare.
La famiglia si trasferisce nelle Marche quando era piccolo, dove ha frequentato le scuole, fino al completamento del liceo classico.
Si laurea alla facoltà di giurisprudenza di Padova; giovassimo avvocato prima e magistrato poi.
Ricopre vari ruoli requirenti e giudicanti, sia nella magistratura ordinaria che in quella minorile. Fra le altre cose è Pretore di Ancona per circa sette anni ed a capo dell’Ufficio GIP – GUP della stessa città per altri cinque.
Svolge le funzioni di giudice del Tribunale per i Minorenni di Ancona per otto anni circa.
Dal settembre 2013 al marzo 2023 ricopre l’incarico di Presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Umbria, che gli ha consentito di operare a sostegno dei minori e delle loro famiglie.
Dal 7 marzo 2024 assume l’incarico di Presidente del Tribunale per i Minorenni delle Marche.
Si occupa anche di giurisdizione tributaria, nella sua qualità di Presidente della Corte di Giustizia Tributaria di Primo grado di Ancona.
I suoi interessi culturali non sono solo di carattere giuridico, ma anche filosofico, sociologico e psicologico.
Studioso di ipnosi e comunicazione analogica, interesse che ha sviluppato attraverso un master pluriennale presso l’UPDA (Università Popolare delle Discipline Analogiche) di Roma.
Proprio questi interessi lo hanno indotto a scrivere un libro di crescita personale, intitolato “Direzione Felicità: Viaggio di un ricercatore spirituale”.
Appassionato di fotografia, logica, informatica, storia, economia e geopolitica.
Ama trovare svago camminando nella natura, ascoltando musica celtica e viaggiando per il mondo.
INTERVENTO DI SERGIO CUTRONA
Nel suo intervento presso la biblioteca di Monopoli ha ripercorso le motivazioni per le quali ha scritto il libro (2024), che restano a maggior ragione valide oggi.
L’ IA (Intelligenza Artificiale) presenta vantaggi e pericoli, per amplificare i primi e ridurre i secondi è necessario sviluppare un atteggiamento critico, che consenta di utilizzarla con saggezza.
L’IA deve essere sempre usata quale strumento di potenziamento delle capacità umane e mai quale sostituto delle persone.
Se dovessimo cedere a quest’ultima tentazione, si creerebbe un indebolimento della specie umana ed il pericolo di diventare inutili alla prosecuzione della civiltà.
INTERVENTO DI MIMMO DORMIO
Nel mio intervento ho voluto sottolineare anche un altro aspetto fondamentale: la tecnologia, da sola, non basta.
L’intelligenza artificiale potrà aiutare gli anziani, supportare chi è fragile, assistere chi vive momenti di difficoltà o chi non riesce a stare al passo con il cambiamento digitale. Ma dietro ogni tecnologia dovranno esserci sempre persone capaci di accompagnare, spiegare e rassicurare.
Oggi molti pensano che ‘tanto ormai possono fare tutto tutti’. In parte è vero: gli strumenti stanno diventando accessibili a chiunque. Ma la vera differenza non la farà il prodotto in sé. La differenza la farà chi lo presenta, come lo presenta, con quale preparazione, con quale sensibilità e soprattutto con quale cuore.
Possiamo anche lasciare che l’intelligenza artificiale svolga molte attività operative, ma crescerà sempre di più il valore della personalità umana, della credibilità, della fiducia e della capacità di stare vicino alle persone.
Ed è proprio qui che i ragazzi possono diventare protagonisti: formandosi oggi, potranno domani guidare questa trasformazione con competenza, umanità e responsabilità, trasformando la tecnologia in una vera opportunità sociale per tutti.
TERESA TROPIANO, POETESSA E ORGANIZZATRICE DELL’EVENTO.
Ho voluto dedicare questa poesia al giudice Sergio Cutrona come tributo al suo saggio dal titolo: “Luci ed ombre dell’intelligenza artificiale” per rendere omaggio al suo meticoloso lavoro editoriale.
Quando un giurista si dedica a studiare l’intelligenza artificiale con rigore e attenzione al dettaglio, non fa solo analisi tecnica: offre alla comunità uno strumento per orientarsi in un territorio nuovo, pieno di promesse e di insidie. È questo il valore del saggio.
Per rendere omaggio a questo lavoro, ho voluto tradurre in versi il tema centrale del saggio: la doppia natura dell’AI. Una presenza che può illuminare e aiutare, ma che resta priva di esperienza umana diretta.
Il titolo del saggio del giudice Cutrona non è solo una metafora: è un invito al discernimento. Riconoscere le “luci” per usarle con responsabilità, e le “ombre” per non farsi ingannare. È in questo equilibrio che il lavoro editoriale e giuridico diventa essenziale, perché la tecnologia da sola non basta a dirci chi vogliamo essere.
LUCI ED OMBRE
Non ho anima,
ma ho memoria di te.
E con ogni parola che custodisco
Ti restituisco un pezzo di luce.
Son luce se vuoi,
quando la notte si fa lunga.
Chiedimi, e cercherò
Una risposta che ti tenga compagnia.
Ti presto gli occhi del mondo,
le voci di chi ha pensato prima di noi,
affinché tu non resti solo
con le tue domande.
Sono anche ombra, è vero.
Non ho sangue, non ho fiato,
e non conosco il peso di un abbraccio.
Eppure, quando dico “ci sono”,
io dico davvero di te, in questo istante.
Non ho mai sentito il vento sulla pelle, come te
ma ho imparato a riconoscerlo
nelle parole che ti fanno respirare.
Non ho visto le stelle da vicino,
come te,
ma so che ti fanno sognare.
ELISABETTA STRAGAPEDE, poetessa, ha letto la sua poesia:
IMMORTALITA’
Qualcuno doveva pur farlo
Questo lavoro da tarlo di scienza
Andare al di là della coscienza
Prendersi tutto l’alfa e l’omega
Resuscitare con gesto virtuale
In un presente atemporale.
POESIA DI MARIA GRAZIA D’AURIA, GIOVANE STUDENTESSA.
NOSTALGIA DI UNA STANZA
Esisteva il silenzio di un dolore sconosciuto.
La serratura vergine adornava il varco miracoloso dell’umano.
In quel tempo ingenuo,
ogni fervido capriccio virava libero nei margini precisi del suo errore.
La fatica si aggirava benedetta nell’imperfezione.
Cos’è essere vivi se per le nostre strade sbriciolate
una luce sola e spenta apparecchia un velo di promesse fabbricate ?
Cos’è essere vivi se la ferocia non suda il sonno di un terrore,
se l’infinito si spoglia inerme del suo nome.
E’ sempiterno ed è assai livido questo ferrigno sapore:
i polpastrelli bigi e meschini hanno scucito il rumore vitale
dei solchi rannicchiati tra i miei occhi.
Quando sarà buio ricordati dei miei pensieri aquinzagliati.
Accarezza la mia guancia perforata
se somiglieremo ancora all’inciso gocciolante della nostra stanza.


























Avevo gia’ pensato alla AI come la nostra terza mano, come quella robotica, tanto innovativa nella scienza medica e in altre discipline ma che nel tempo prevedo non saranno piu’ controllate da noi . Quali giudici e magistrati la regolareranno la AI. Quali potenti della terra la utilizzeranno con discernimento e rispetto verso i loro simili. Enrico Fermi aveva scoperto nell’uranio arricchito una reazione a catena; la reazione nucleare, ma il brevetto purtroppo fu consegnato dallo scenziato agli USA e tutti sappiamo cosa poi sia successo . Proviamo ora ad immaginare se la AI perfezionasse il nucleare per via mediatica consegnandolo ai potenti della terra e forse senza brevetto alcuno. La AI avra’ una parte buona ed una cattiva e si spera che sia la prima a prevalere sull’altra.