
Nel 1861 viene estesa anche a Napoli la legge Rattazzi del 1859, concepita per il Regno sabaudo e la Lombardia e via via adottata nel biennio conclusivo del Risorgimento in Emilia Romagna, Sicilia, Marche ed Umbria e infine in Toscana e nel Mezzogiorno.
Il decreto legge, emanato il 23 ottobre 1859, mentre i poteri del Parlamento sabaudo sono sospesi a causa della guerra contro l’Austria (II guerra d’indipendenza), tiene innegabilmente presente il modello accentratore francese.
A fronte infatti di un Consiglio elettivo e di una Giunta votata dal Consiglio, il Sindaco è di nomina regia e accentua le proprie prerogative di Ufficiale di governo negli ambiti della sicurezza e dell’igiene pubblica.
Al Comune spettano le funzioni in materia di polizia locale, approvvigionamento idrico, opere pubbliche come mattatoi, mercati, manutenzione delle strade locali.
L’elemento significativo è che per assolvere alle spese obbligatorie e a quelle facoltative il Comune ha facoltà di imporre tasse, come quella per l’occupazione di suolo pubblico, per gli animali, per la pesatura pubblica, oltre ai dazi di consumo.
Permangono, però, forti limiti all’autonomia locale, in quanto tutti gli atti del Comune sono sottoposti al controllo dell’Intendente e del Governatore, in ambito provinciale. In particolare il bilancio è soggetto alla verifica anche di merito da parte della Deputazione provinciale.
L’elettorato attivo per gli organi comunali, pur allargato rispetto alle leggi di Carlo Alberto del ’47-48, è ancora selezionato per censo e capacità intellettuali.
Il Consiglio Comunale, dunque, anche se elettivo, mantiene una legittimazione elettorale elitaria (appena il 2% della popolazione gode del diritto di voto) e risente di una certa discontinuità nel suo operato, in quanto il mandato quinquennale prevede un rinnovo parziale, per un quinto dei componenti, ogni anno.
Morto Cavour, è accantonata ogni ipotesi di una pur blanda apertura autonomistica e con il decreto del 9 ottobre 1861 vengono istituite le figure del Prefetto e del Sottoprefetto, che sostituiscono i Governatori e gli Intendenti generali delle Province.
In particolare il Prefetto assomma in sé poteri straordinari, unendo funzione politica e compiti amministrativi: è rappresentante del governo centrale e sono di sua competenza l’ordine pubblico, la scuola, i lavori pubblici, oltre che il controllo di legittimità e di merito sugli atti degli enti locali.
Nel gennaio 1861, con decreto a firma del Governatore della Provincia di Bari, viene nominato sindaco Angelo D’Erchia, già comandante della Guardia Nazionale.
Tra il marzo e il maggio 1861, in preparazione delle elezioni comunali, il governatore della provincia di Bari, Federico Papa, emana le circolari in applicazione della nuova legge sull’amministrazione comunale e provinciale.
Gli elettori devono saper leggere e scrivere, i consiglieri eleggono con la maggioranza assoluta i membri della Giunta Comunale e della Deputazione Provinciale. Viene eliminato il Consiglio Distrettuale. Vengono eliminati il I e II eletto.
La lista di Monopoli è formata da 525 elettori.
La prova di saper leggere e scrivere viene effettuata davanti al sindaco in carica Angelo D’Erchia, al 2° eletto Francesco Paolo Martinelli e in presenza del giudice regio.
Le prime elezioni amministrative post unitarie si svolgono nel giugno 1861. Sono eletti 30 consiglieri.
1861
Consiglieri comunali Stanisci Raffaele, Marzolla Vitantonio, Dimola Paolo, Meo Giuseppe, Tedeschi Lonardo, Brigida Nicola, Carbonelli Giovanni, Pugliese Filippo, Brunetti Giorgio, Indelli Federico, Andriani Nicola, Capitanio Giambattista, Boggiano Domenico, Meo Giacomo, Indelli Bovio Nicola, Caracciolo Nicola, Veneziani Domenico, Martinelli Francesco Paolo, Cacace Francesco, Acquaviva Vincenzo, Turchiarulo Francesco, D’Erchia Angelo, Indelli Fulvio, Sanvito Raffaele, Finamore Raffaele, Farnararo Vincenzo, Gigante Vincenzo, Antonelli Giuseppe, Bianchi Pietro, Gigante Vincenzo Fedele.
Assessori Carbonelli Giovanni, Indelli Federico, Andriani Nicola, Marzolla Vitantonio,Caracciolo Nicola,Veneziani Domenico.
La prima seduta del 13 giugno 1861 è presieduta dal consigliere anziano Nicola Andriani, cancelliere comunale con funzioni di segretario è Tommaso Palmisani.
Dopo le votazioni per gli assessori le schede sono bruciate a norma di regolamento. Francesco Turchiarulo è nominato sindaco con decreto del Governatore della Provincia.
Tra le delibere troviamo quella che stabilisce di pagare olio, carboni e calzettelli al Corpo della Guardia Nazionale e della Guardia Rurale. Il prefetto Cosenz della prefettura della provincia di Bari emana il 2 luglio 1862 la circolare per le nuove elezioni amministrative, che si svolgono il 10 novembre 1862.

1862
Consiglieri comunali Tedeschi Lonardo, Bianchi Pietro, Sardano Vito, Andriani Nicola,
Turchiarulo Emmanuele, Indelli Fulvio, Valenti Francesco, Gigante Vincenzo, Acquaviva Vincenzo, Antonelli Placido, Antonelli Giuseppe, Carbonelli Giovanni, Pugliese Filippo, Brunetti Giorgio, Cacace Francesco, Sanvito Raffaele, Meo Giuseppe, Meo Giacomo, Brescia Nicola, Boggiano Domenico, Caracciolo Nicola, Giangrande Agostino, Capitanio Giambattista, Indelli Federico.
Nel novembre Angelo D’Erchia è nuovamente nominato sindaco con decreto del prefetto.
Nel febbraio 1863 viene sciolto il Consiglio Comunale e Riccardo Spagnoletti di Andria è nominato Regio Delegato Straordinario.
In questi anni, a livello locale, specie nelle campagne, si assiste al fenomeno del brigantaggio.
Si tratta di bande formate da contadini poveri e da braccianti che non riescono a garantirsi la sopravvivenza, gravati dalla leva obbligatoria e dai provvedimenti di natura fiscale presi dal nuovo governo della destra storica, che insistono sulle imposte indirette, penalizzando così i ceti meno abbienti.
Ad essi si sommano membri del disciolto esercito borbonico, che cercano di strumentalizzare il fenomeno per far rientrare i sovrani spodestati.
Per combattere il brigantaggio opera la Guardia Nazionale, composta da cittadini onesti di diversa provenienza politica, che spesso si comportano essi stessi come bande di facinorosi.
Il 3 maggio 1863 si tengono nuove elezioni, con la elezione dei 30 consiglieri comunali,non più chiamati decurioni.
Consigliere, paternità, anni, condizione, voti
Carbonelli Giovanni, Nicola, 32, proprietario,192
Sardani Vito Mario, 60, proprietario,190
Brescia Nicola Giovanni, 60, proprietario,187
Di Mola Paolo, Pietro, 60, dottore fisico, 186
Tedeschi Lonardo, Francesco, 55, negoziante, 186
Gigante Vincenzo, Vitantonio, 43, notaio, 184
Sanvito Raffaele, Cosimo, 32, dottore fisico, 184
Antonelli Giuseppe, Pietro, 49, proprietario,182
Boggiano Domenico, Giovanni, 52, proprietario, 182
Pugliese Filippo, Sebastiano, 33, dottore fisico, 182
Meo Giacomo, Antonio, 50, dottore fisico, 181
Meo Giuseppe, Giuseppe Domenico, 52, negoziante,181
Brunetti Giorgio, Berardino, 51, dottore fisico, 179
Cacace Francesco, Giuseppe, 34, proprietario,179
Valenti Francesco, Giovanni, 50, dottore fisico,178
Andriani Nicola, Raffaele, 68, proprietario,178
Acquaviva Vincenzo, Pietro 43, proprietario, 177
Bianchi Pietro, Giuseppe, 41, legale,177
Veneziani Domenico, Marcantonio, 66, notaio, 176
Capitanio Giambattista, Vito, 41, agrimensore, 174
Rossani Antonio, Giuseppe, 65, proprietario,173
Indelli Federico, Francesco Paolo, 37, architetto,171
Caracciolo Nicola, Vitantonio, 34, proprietario, 170
Turchiarulo Francesco, Stanislao, 46, legale, 170
Perrini Vitantonio, Filippo, 57,proprietario, 168
Giangrande Agostino, Angelo, 35, negoziante, 167
Turchiarulo Emmanuele, Giuseppe, 39, legale, 165
Antonelli Placido, Cesare, 50, legale, 162
Indelli Federico, Nicola, 59, proprietario, 158
Marzolla Vitantonio, Girolamo, 60, legale, 157
Assessori Valenti Francesco, Sanvito Raffale, Giangrande Agostino, Brunetti Giorgio, Indelli Federico, Capitanio Nicola Antonio.
Il 24 maggio si insedia il Consiglio Comunale, sotto la presidenza di Giovanni
Carbonelli, consigliere anziano. Segretario è Tommaso Palmisani.
Su proposta delconsigliere Valenti, viene conferita la cittadinanza onoraria della città di Monopoli al regio delegato straordinario Riccardo Spagnoletti, patriota di Andria, che ha retto per quattro mesi il Comune dando prova di probità, patriottismo, onestà e sapienza amministrativa.
Il 30 luglio Francesco Turchiarulo viene nominato sindaco dalla Regia Prefettura della Provincia della Terra di Bari.
Nel 1864 Domenico Veneziani è consigliere anziano, subentrano i consiglieri Pietro Basti, Fabio Affatati, Domenico Schena, Clemente Martinelli.
Dal 1865 le amministrazioni comunali sono disciplinate dalla nuova legge del 22 marzo 1865 n. 2248 per l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia approvata durante il Governo presieduto da Alfonso Lamarmora.
Essa prevede un lieve allargamento della base elettorale e la possibilità di accrescere il numero dei consiglieri in base alla popolazione. Il Prefetto, però, aggiunge alle sue funzioni la facoltà di presenziare alle sedute dei consigli comunali e provinciali, con decisivi poteri in caso di scioglimento degli stessi.
Ciascun comune ha un Consiglio Comunale, elettivo, ed una Giunta Comunale, espressa dal Consiglio. Può avere un segretario e un ufficio comunale. Il Consiglio è composto da trenta membri nei comuni con popolazione eccedente i 10 mila abitanti.
La Giunta municipale è formata dal Sindaco e da un numero variabile di assessori effettivi, quattro in quelli con più di 3 mila abitanti; il numero dei supplenti rimane fissato a 2.
Il corpo elettorale è formato dagli abitanti che pagano contribuzioni dirette di entità determinate in base al numero di abitanti; ne sono esclusi analfabeti, interdetti e soggetti condannati a pene correzionali. Un articolo apposito preclude alle donne il diritto di voto.
Al Consiglio Comunale competono l’elezione dei membri della Giunta municipale, la revisione delle liste elettorali, l’esame e l’approvazione del bilancio comunale, la nomina dei revisori dei conti, la sorveglianza e il controllo contabile sugli stabilimenti di carità e beneficenza.
Il Consiglio delibera anche sui contratti, sull’uso e destinazione dei beni comunali, sull’appalto per le opere pubbliche oltre che sul numero e sullo stipendio degli impiegati comunali, che includono il personale scolastico, sanitario, ecclesiastico, di vigilanza.
Le sedute del Consiglio sono pubbliche e le deliberazioni sono affisse all’albo pretorio.
La Giunta municipale viene eletta con durata annuale a maggioranza assoluta dal Consiglio Comunale fra i propri membri; ha funzioni esecutive delle deliberazioni del Consiglio stesso.
Il sindaco riveste la doppia funzione di ufficiale del governo e di capo dell’amministrazione comunale; dura in carica tre anni e può essere confermato, presiede il Consiglio Comunale, convoca e presiede la Giunta, rappresenta il Comune nelle sedi giudiziarie.
Come ufficiale del governo ha l’incarico di pubblicare le leggi e gli ordini governativi, di tenere i registri dello stato civile e di riferire all’intendente, poi sostituito dal prefetto, sulla concessione di licenze per esercizi e stabilimenti pubblici e sull’ordine pubblico.
Dello stesso anno 1865 è la fondamentale legge sulle espropriazioni forzate per causa di pubblica utilità, che consente di superare gli ostacoli e l’immobilismo nell’esecuzione delle opere di interesse comune. La legge rimarrà operativa per oltre un secolo.
STEFANO CARBONARA
dai suoi libri
Monopoli, Viaggio tra Cronaca e Storia. 2012
Monopoli 2020, Passato e Presente. 2020






