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Monopoli, Centro Storico, Portavecchia, via Procaccia. Problemi: movida, turismo, Ztl, vivibilità.

Comunicati ed esposti presentati da Angelo Giangrande, coordinatore dei Comitati in difesa del Centro Storico e via Procaccia.

by Angelo Giangrande
22 Luglio 2022
in Attualità
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COMUNICATO DEL 1° GIUGNO 2022

Anche i turisti contro la Movida selvaggia.

 Abbiamo letto con vivo interesse l’articolo pubblicato su un periodico locale nel quale si evidenzia che alcuni turisti che vogliono godere delle bellezze del nostro Centro Storico sono disturbati dal chiasso della movida selvaggia e dalla musica ad alto volume che si protrae fino ad ora tarda.

E’ questa, qualora ce ne fosse bisogno, la prova di quanto noi stiamo segnalando da anni nei nostri interventi e cioè che i veri turisti hanno bisogno di tranquillità per poter godere quanto di bello il nostro Centro Storico, e non solo, offre!

Segnaliamo, inoltre, con piacere come anche alcuni Operatori della ricettività, pensosi del futuro del turismo nella nostra Città, cominciano a rendersi conto di quanto sia importante per la loro attività, e non solo per i residenti, mettere un freno al turismo chiassoso e “mordi e fuggi” e con i quali auspichiamo un sereno e proficuo confronto.

E come non concordare con la richiesta, da noi più volte sollecitata, di maggiori e costanti controlli da parte degli organi di polizia per sanzionare chi ancora non intende rispettare le vigenti ordinanze sindacali?

Infatti non è più possibile tollerare, come pure denunziato, che la musica si debba protrarre, in alcune situazioni, fino oltre le ore 3 del mattino”!

Per cui torniamo ad insistere perché il tanto sospirato P.Z.A. diventi operativo quanto prima per regolamentare in tutto il territorio cittadino non solo la diffusione musicale ma anche ogni rumore molesto come pure lamentato nel succitato articolo dai turisti ed operatori della ricettività e da noi pure più volte raccomandato.

Monopoli ha le potenzialità, andiamo dicendo da anni, per un turismo di qualità e che possa durare tutto l’anno e non di un centro storico trasformato in una grande “mangiatoia all’aperto”  con il conseguente afflusso di gente chiassosa che non permette il giusto riposo non solo ai residenti ma anche ai turisti che desiderano soggiornare nel nostro bel centro storico dove, nonostante le nostre rimostranze, continuano a sorgere ulteriori attività di ristorazione che ovviamente, richiamando ulteriori avventori, contribuiscono ad aumentare il caos.

Alla luce di quanto segnalato nel mentre ci rendiamo disponibili ad un’azione comune con quanti sono preoccupati ed  auspichiamo finalmente  un ”cambio di rotta” e maggiori controlli.


ORDINANZA SU MOVIDA DEL SINDACO DI MOLA cliccare su questo link:
20 luglio 2022 Ordinanza Sindaco di MOLA
 

COMUNICATO DEL 28 LUGLIO 2021

Degenerazione della “movida”; gravi conseguenze su vivibilità, decoro, condizioni ambientali e igienico-sanitarie di alcune zone della città di Monopoli

All’Ill.mo Signor Prefetto di Bari Palazzo di Governo Piazza Libertà, 1 BARI
PEC: protocollo.prefba@pec.interno.it

i sottoscritti, rappresentanti del Comitato dei residenti nel centro storico e in via Procaccia di Monopoli, costituitosi nell’anno 2015 a causa dell’aumento progressivo di attività commerciali concentrate in alcune zone della città, incompatibili sia con la residenzialità sia con il “vero turismo”, con la presente intendono informarLa della grave degenerazione che la cosiddetta “movida” ha subito negli ultimi anni, al fine di un Suo incisivo intervento sul Sig. Sindaco di Monopoli perché si impegni a rendere più vivibile le nostre zone.

Infatti, nel periodo estivo tali zone della città diventano delle vere e proprie enclave dove le norme dello Stato sono sistematicamente ignorate e il governo del territorio è praticamente nelle mani dei gestori delle attività commerciali, con il beneplacito della locale Pubblica Amministrazione. Le Ordinanze Sindacali e Dirigenziali vigenti, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Regolamento di Polizia Municipale, oltre a tutte le norme regionali e nazionali inerenti al contenimento dell’inquinamento acustico e ambientale, nonché il decoro urbano e l’igiene, vengono sistematicamente ignorate, con contestuale mancanza di adeguati controlli della Polizia Locale.

Per i residenti di queste zone diventa difficile non solo riposare, ma anche svolgere serenamente qualunque tipo di attività all’interno delle proprie case, con conseguenze in termini di salute psico-fisica e di concentrazione sul lavoro, sia all’esterno sia all’interno (si pensi al lavoro che si svolge da casa).

PREMESSA

 A partire da circa dieci anni fa nella città di Monopoli si è assistito ad un progressivo aumento di alcune tipologie di attività commerciali che si sono concentrate essenzialmente in due zone della città:

  1. il Centro Storico, dove si è assistito ad un proliferare di attività legate al food & drink, come bar, ristoranti, osterie, pub, pizzerie e rosticcerie di ogni genere; la quasi totalità di queste attività si è dotata di sistemi di riproduzione di musica sia all’interno, sia all’esterno dei locali;
  2. via Procaccia, la via che parte dalla località Largo Porta Vecchia (ingresso sud del centro storico) e si estende verso sud parallelamente alla costa per circa 3 km, dove c’è stato un aumento delle attività definite a supporto del “turismo balneare” che nelle ore pomeridiane, serali e notturne propongono intrattenimento musicale e danzante.

Nei confronti di tale “sviluppo commerciale” gli scriventi non sono mai stati pregiudizialmente contrari, anzi, hanno sempre giudicato positivamente la rivitalizzazione del centro storico e della fascia costiera; tuttavia, la grave degenerazione del fenomeno verificatasi nell’ultimo lustro e che continua incessantemente, rappresenta una forma di irreversibile degrado del territorio, in termini di qualità della vita, decoro ambientale e condizioni igienico- sanitarie.

CENTRO STORICO

 Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da scelte politiche che, a seguito di deroghe alle norme vigenti, soprattutto in materia di igiene, hanno concesso una grande libertà di trasformare le originarie destinazioni d’uso di numerosi locali, originariamente accatastati come depositi, anche seminterrati, in locali commerciali, con la conseguenza che si è assistito al proliferare di decine di attività di somministrazione di alimenti e bevande, spesso prive anche dei minimi requisiti di legge in tema di adeguati spazi per le cucine e di dotazioni di servizi igienici per il personale e per il pubblico, in particolar modo per i diversamente abili.

Spessissimo i titolari di tali attività, in larga misura di tipo stagionale, approfittando di un malcelato rapporto privilegiato tra le associazioni di categoria e le amministrazione comunali succedutesi nello stesso periodo, assumono atteggiamenti di sfida e di prevaricazione nei confronti dei residenti, con insulti verbali, intimidazioni e finanche minacce, conferimento irregolare dei rifiuti prodotti (spesso in violazione delle stesse norme comunali vigenti), installazione di sistemi di evacuazione dei fumi delle cucine spesso irregolari in quanto rumorosi, visivamente molto invasivi e all’origine di emissioni odorigene sgradevoli e persistenti per tutto il periodo di attività.

Particolarmente d’impatto sul riposo notturno dei residenti è la diffusione di musica ad alto volume fino a tarda ora, nonché il conferimento dei rifiuti in vetro prodotti durante l’esercizio diurno e serale; tali rifiuti vengono infatti sversati nei bidoni carrellati della raccolta differenziata a tarda ora alla chiusura dei locali (1:30 – 2:00 del mattino e anche oltre), generando un grande frastuono; come non bastasse, gli esercenti spostano i carrellati sul basolato in pietra lungo le strette vie del centro storico per portarli nei punti di raccolta da parte dei mezzi dell’azienda assegnataria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, generando ulteriore frastuono nel cuore della notte.

In molte zone del centro storico il conferimento dei rifiuti indifferenziati da parte delle attività di ristorazione avviene irregolarmente mediante enormi bustoni neri che sono spesso posizionati nelle immediate vicinanze delle stesse, spesso vicinissimo agli ingressi delle abitazioni private dei residenti; la scarsa attenzione alla differenziazione del rifiuto e la presenza di numerosi cani e gatti randagi che rompono tali buste alla ricerca di cibo, causa la dispersione di residui maleodoranti di ogni genere sul suolo pubblico che lo insozzano oltre ogni decenza (da Foto 1 a Foto 7).

L’enorme afflusso turistico durante la stagione estiva combinato ad un servizio di nettezza urbana ampiamente insufficiente, è causa di fenomeni di degrado delle condizioni igienico-sanitarie nel centro storico, con cestini per la raccolta dei rifiuti sempre debordanti e all’origine di sversamento di percolati sul basolato in pietra che lo rendono lurido e appiccicoso; il servizio di lavaggio delle strade è sottodimensionato ed insufficiente per le reali esigenze del periodo estivo, con il risultato che la sede stradale è perennemente lordata da macchie di ogni genere che solo intense piogge sono in grado di rimuovere (da Foto 8 a Foto 16).

Inoltre, le numerosissime concessioni di suolo pubblico riconosciute a molti esercizi di ristorazione in vie e viuzze del centro storico per l’installazione di tavolini all’aperto, restringono in modo considerevole la sede stradale a disposizione per il transito dei pedoni e, cosa ancor più grave, dei mezzi di soccorso (da Foto 17 a Foto 21); in passato si sono già verificate situazioni di emergenza in cui le ambulanze o le automediche chiamate per interventi nel centro storico, sono state costrette a tornare indietro o a fermarsi anche molto lontano dal luogo in cui si trovava chi necessitava di assistenza; l’ultimo episodio del genere in ordine di tempo si è verificato il 19 giugno 2021 (Foto 22). Non sono rari i casi in cui l’assistito è stato poi trasportato su barella in mezzo alla folla della movida. Un caso particolarmente emblematico si è verificato nelle scorse settimane in Piazza Palmieri, allorquando i titolari di un’attività di ristorazione ivi presente hanno pensato bene di posizionare dei tavolini su un’area parcheggio in concessione (e regolarmente in uso) a persona diversamente abile (Foto 23). La situazione è ulteriormente peggiorata a seguito dell’adozione delle misure previste dal piano “Monopoli ReStart 2k21”, con le quali la Giunta Comunale di Monopoli, per consentire alle attività di ristorazione di riprendersi dai mancati introiti del periodo di chiusura causato dall’emergenza sanitaria da Covid-19, ha inteso concedere l’esenzione dalla tassa di occupazione del suolo pubblico fino al 31/12/2021 e l’estensione a titolo gratuito dell’area occupata su suolo pubblico fino al 50% in più rispetto a quella normale, anche in aree distanti fino a 100 m dall’attività stessa; il risultato è che nelle zone interessate dal provvedimento della città (Largo Castello, Largo Porta Vecchia, Piazza Palmieri, Via e Piazza Garibaldi, ecc.) il numero di tavolini installato è diventato talmente elevato, peraltro, nei fatti, senza neanche rispettare le disposizioni di distanziamento previsto dalle norme anti-Covid-19, da rendere difficile lo stesso transito pedonale.

Altro problema di grande rilievo per i residenti del centro storico sono le emissioni di musica ad alto volume fino a tardissima ora (spesso anche le 3.00 – 4.00 del mattino) per l’intrattenimento dei clienti dei numerosi locali di somministrazione di cibo e bevande, nonché gli schiamazzi molto forti dei clienti stessi; tali emissioni nella gran parte dei casi non rispettano né i limiti orari imposti dal Regolamento di Polizia Locale del Comune di Monopoli (art. 51 – Divieto di schiamazzi, grida e canti nelle vie e nelle piazze e art. 54 – Uso di apparecchi radio, juke-box, televisori nei locali di vendita e nei pubblici esercizi), né l’ordinanza sindacale nr. 324 del 5 agosto 2015, tuttora in vigore, dell’allora Sindaco Emilio Romani. Numerose attività di ristorazione nelle serate estive organizzano eventi di “live music” in cui piccole band musicali intrattengono i clienti con veri e propri “concertini” all’aperto fino a tarda ora, utilizzando però sistemi di amplificazione e diffusione sonora di potenza spropositata per quelle che sono le caratteristiche dei luoghi in cui stazionano (viuzze e piazzette circondate dalle tipiche abitazioni del centro storico, con mura molto alte che creano effetti di riflessione acustica molto intensi); in occasione di tali “spettacoli” per i residenti risulta improponibile tenere le finestre aperte per godere di un minimo di frescura serale. D’altronde, anche tenendo le finestre chiuse, il livello acustico dall’esterno è talmente alto da far letteralmente tremare i vetri degli infissi, rendendo quindi impossibile qualsiasi attività in casa propria, figuriamoci il riposo!

Tutti i fatti sopra riportati, segnalati a più riprese all’Amministrazione Comunale, non solo nei vari incontri con il Sig. Sindaco ma anche per iscritto via PEC, nonché all’autorità di Polizia Locale, ai Carabinieri della locale Compagnia CC di Monopoli, al Commissariato di Polizia di Stato di Monopoli e all’Ufficio Igiene del Comune di Monopoli con esposti corredati anche da dettagliato materiale fotografico, non hanno ad oggi sortito alcun effetto; spessissimo le denunce inoltrate anche via PEC al Comando di Polizia Locale, non ricevono alcun riscontro, anche quando denunciano fatti penalmente rilevanti.

Il Piano di Zonizzazione Acustica adottato con deliberazione nr. 28/2017 del Consiglio Comunale del 17 maggio 2017 è a tutt’oggi in attesa di sottomissione alla Città Metropolitana di Bari per il via libero definitivo; le osservazioni presentate da questo comitato che si è anche avvalso della consulenza di un perito fonometrico, il quale ha in esso evidenziato forti criticità tecniche, criticità confermate anche da un parere scritto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), non hanno ottenuto alcun riscontro da parte dell’Amministrazione Comunale.

VIA PROCACCIA

 È la strada comunale più prossima alla costa sud di Monopoli, ma tra essa e il demanio marittimo è ubicata una porzione di costa di proprietà privata, all’interno della quale continuano a sorgere senza alcuna pianificazione “strutture e stabilimenti balneari”, secondo varie tipologie, che fondano la loro “presunta legittimità” sulla condizione di “precarietà e facile amovibilità”. Di fatto, si tratta di strutture per nulla amovibili che hanno alterato e continuano ad alterare in modo irreversibile una porzione di territorio fisico rientrante nella fascia costiera entro i 200 metri dal mare (Foto 24 e Foto 25), laddove, in base al vigente Piano Urbanistico Generale, nulla di stabile e permanente potrebbe mai essere realizzato. In molti casi tali strutture sono ubicate all’interno di aree classificate a elevata pericolosità idrologica e/o geomorfologica (elevata “probabilità di accadimento di un evento dannoso”) dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale, pertanto, nei periodi estivi in cui l’affluenza è elevata (elevata “esposizione”), si genera un elevato rischio per gli stessi avventori (Foto 26); si ricorda il crollo disastroso di un ristorante avvenuto lo scorso anno in località Porto Giardino dove non ci sono state vittime solo perché l’evento dannoso è avvenuto, per pura fortuna, alle cinque di mattina (Foto 27).

Ancora una volta si ribadisce di non essere per nulla contrari agli insediamenti che svolgono un ruolo di servizio e supporto per il turismo balneare, ma certamente siamo contrari all’alterazione del clima acustico e della vivibilità che la zona subisce in occasione delle attività pomeridiane, serali e notturne che vengono sempre più spesso svolte presso tali strutture. Infatti, pur nascendo come attività di supporto al “turismo balneare”, soprattutto per motivi legati alla maggiore semplicità procedurale per l’ottenimento dei vari permessi, molte di esse si pongono sul mercato dell’intrattenimento pomeridiano e serale, proponendo la possibilità di svolgere feste e ricevimenti, finanche matrimoni, che si protraggono fino a notte inoltrata. In molte occasioni l’effetto sul clima acustico è quello di una “discoteca all’aperto”, con tanto di fuochi d’artificio finali nel cuore della notte. A causa della tolleranza manifestata dalla “politica locale” nei confronti di tali eventi, anche ristoranti stabilmente operanti nella zona hanno avviato attività di intrattenimento con musica ad alto volume e immancabili fuochi d’artificio finali.

Conseguenza non secondaria di tali attività è l’incremento del traffico lungo la via Procaccia e nelle vie limitrofe, per nulla idonee a contenere il flusso veicolare che si genera soprattutto nei fine settimana. Per non parlare dell’assenza di parcheggi che causa una distribuzione selvaggia delle auto in tutta la zona (Foto 28); a tale proposito è doveroso evidenziare come l’unico ampio parcheggio pubblico ubicato su via Procaccia è occupato per metà da un parco giochi per bambini (Foto 29), insediatosi nell’ormai lontano anno 2000, probabilmente con un “permesso precario e temporaneo”, diventato ormai un punto di riferimento per lo svolgimento di feste e ricevimenti per bambini, pur in assenza dei requisiti indispensabili allo svolgimento di tali attività, come il collegamento alla rete di acquedotto e alla rete di fognatura.

Tutte queste attività “precarie e amovibili”, che tanto alterano il paesaggio e la vivibilità della zona, sono ubicate nelle vicinanze di palazzine residenziali regolarmente realizzate a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, in cui abitano stabilmente centinaia di famiglie che da giugno a settembre si trovano a vivere in condizioni di alteramento del ciclo sonno-veglia, con conseguenze spesso gravi sull’equilibrio psico-fisico e sulla capacità di concentrazione sul lavoro.

CONCLUSIONI

 L’atteggiamento aperto al confronto e al dialogo che contraddistingue gli scriventi e l’intero Comitato, ci ha portato negli anni ad avere numerosi incontri con il Sindaco, il Comandante della Polizia Locale e gli Assessori competenti, in occasione dei quali abbiamo ricevuto tante promesse ma successivamente ad essi, nei fatti, non è cambiato nulla, anzi, la situazione è ancor più degenerata rispetto a qualche anno fa. Anche quest’anno, in vista delle settimane estive più problematiche, siamo molto preoccupati!

Per le motivazioni sopra esposte, ormai stanchi e provati sia nel fisico sia nella psiche, ci rivolgiamo a Lei Signor Prefetto affinché intervenga presso il Sindaco e la Giunta Comunale della Città di Monopoli, per fermare la degenerazione della “movida” e ripristinare condizioni di vivibilità che restituiscano ai cittadini la libertà di vivere la propria casa: riposare, dialogare, leggere, ascoltare la radio/televisione, ma anche studiare e lavorare.

COMUNICATO DEL 1° LUGLIO 2021
Che fine ha fatto il Piano di Zonizzazione Acustica?

 

Al Sindaco Angelo ANNESE
All’Ing. Antonello ANTONICELLI Dirigente Comune Monopoli

 

  Questo Comitato riunitosi  il 29 giugno u.s. ha tra l’altro preso atto con rammarico che il P.Z.A. giace ancora nei cassetti degli Uffici Comunali preposti nonostante le promesse, anche queste inattuate, fatte nell’incontro in municipio del 3 febbraio 2021 tra una delegazione di questo Comitato ed il sindaco con la presenza anche dell’ing. Antonello Antonicelli , dirigente dell’Area IV cui compete dare corso alla relativa pratica.

E’ da sottolineare che in detto incontro l’ing. Antonicelli affermava che in breve tempo avrebbe ripreso l’esame di detto  Piano e ci avrebbe fatto sapere.

Ma dopo le iniziali e gradite interlocuzioni tra lo stesso e lo scrivente, il che faceva ben sperare in un riavvio della procedura, poi non siamo più riusciti a contattarlo: perché ?

E’ bene ricordare che questo Comitato è dal lontano maggio 2015 che va sollecitando l’adozione di detto Piano che la legge regionale  n.3 del 20.02.2002, imponeva ai comuni di approvare  pena l’invio di un Commissario ad Acta.

Da allora ci sono stati vari incontri tra questo Comitato, le Commissioni Comunali preposte, il Sindaco, ecc.
E solo dopo pressanti sollecitazioni finalmente il Consiglio Comunale, in data 17.05.2017, lo adottava ma in maniera, in alcun parti, in gravi difformità rispetto a quanto indicato dalla citata legge regionale.

Per cui questo Comitato, e ci risulta anche altre tre istituzioni, ha presentato, come previsto dalla normativa, le proprie osservazioni rivolgendosi anche ad un tecnico esterno esperto in materia e pagato con risorse proprie ed a beneficio dell’intera comunità cittadina perché è bene ribadire ancora una volta che detto Piano non deve normare solo la diffusione sonora nelle nostre zone ma tutto ciò che provoca “rumore molesto” in tutta la nostra città (opifici; lavori industriali e nell’edilizia; lavori stradali; livello acustico di TV e Radio,  ecc.).
Le nostre osservazione furono presentate nel lontano 12 agosto 2017!!

Da allora silenzio assoluto!

Ed a nulla sono valse le tante nostre sollecitazioni fino ad arrivare al citato incontro in comune del 3 febbraio u.s. che, come detto, ad oggi non ha portato alcun risultato!

Alla luce delle suesposte considerazioni rivolgiamo vivo appello alle SS.LL. perché a breve venga ripreso l’iter attuativo di detto Piano dandocene comunicazioni.

Con l’occasione anticipiamo che, in assenza di sollecito riscontro,  nostro malgrado ed alla luce di quanto previsto dalla citata legge regionale  n. 3 del 2002, chiederemo all’Assessorato Regionale all’Ambiente la nomina di un Commissario ad Acta perché finalmente la nostra Comunità Cittadina possa avvalersi di un tale importante strumento teso a rendere più vivibile la nostra Monopoli.                                                                                                                                           

COMUNICATO DEL 31 MAGGIO 2021

I sottoscritti componenti questo Comitato, riunitosi il 31 maggio 2021, rilevano che sono state disattese tutte le promesse fatte dal sindaco nell’incontro del 30.04 u.s. con alcuni rappresentanti del Comitato, e anzi, contrariamente a quanto concordato, sono stati aumentati gli spazi per la sistemazione dei tavolini all’aperto, anche non in contiguità alle occupazioni già autorizzate, e sono state individuate nuove zone dove sistemarli.

Inoltre, con l’Ordinanza Dirigenziale nr. 340 del 25/05/2021 emanata dal Dirigente della VI Area Organizzativa Polizia Locale, Dott. Michele Cassano, è stata ampliata l’area pedonale urbana nel Centro Storico creando ulteriori ed evidenti difficoltà ai residenti. Curiosamente questa ordinanza riprende in pieno, integrandola, le richieste avanzate dalla Confcommercio Monopoli e dall’Ass.ne “La Nuova Portavecchia” con una missiva del 3 maggio scorso, indirizzata al Sindaco Angelo Annese e all’Assessore Zazzera.

Questo non fa altro che confermare quanto questa Amministrazione sia parziale e orientata unicamente al soddisfacimento delle richieste che pervengono dagli esercenti senza tenere minimamente in conto le esigenze dei residenti!

Nella stessa missiva si chiedeva il restringimento della ZTL “INA Casa” con riduzione dei posti riservati ai residenti per favorire invece il parcheggio dei clienti delle attività commerciali della zona; curiosamente l’ordinanza di ripristino di tale ZTL, ad oggi, non è stata ancora emanata nonostante la validità della ZTL dovesse ripartire già dal 1° aprile 2021. C’è forse qualche altra sorpresa che attende i residenti che già da diverse settimane sono costretti a fare i conti con la pressoché totale eliminazione dei parcheggi disponibili nel centro storico? Staremo a vedere!

ORA DICIAMO BASTA!

 Non vogliamo più essere prigionieri a casa nostra!

In tutti questi anni abbiamo cercato di dialogare perché l’Amministrazione si facesse carico di mediare tra i contrasti di interesse, ma abbiamo preso atto che i suoi interessi sono a senso unico privilegiando di fatto solo gli interessi degli operatori commerciali.

Questo atteggiamento ha contribuito a far sì che il nostro Centro Storico diventasse una “mangiatoia” a cielo aperto e un “bancomat” per interessi di parte.

Lamentiamo, inoltre, i mancati controlli da parte della Polizia Locale specie in questi giorni in cui nemmeno il coprifuoco viene rispettato da alcuni operatori commerciali e dai loro clienti.

FUORI I MERCANTI DAL NOSTRO CENTRO STORICO!

Il Centro Storico è apprezzato in tutto il mondo perché da sempre noi residenti lo abbiamo custodito e curato, rendendolo accogliente e vivo con chiassi e scorci fioriti. Abbiamo il diritto di poterlo vivere senza rimetterci la salute.

Fino ad ora abbiamo solo chiesto che venissero applicate le ordinanze che il sindaco stesso ha emanato, ma né lui né il Comandante della Polizia Locale sono stati capaci di farle rispettare.

Pertanto:

CHIEDIAMO

le dimissioni del sindaco perché inaffidabile e di parte

Siamo consapevoli che alcune attività hanno sofferto durante il periodo di chiusura ma questa non può essere la scusa per una liberalizzazione selvaggia e senza alcun controllo. Il diritto alla salute viene prima di tutto e non riteniamo che sia salutare l’ammassarsi di persone su alcune strade e attività.

Monopoli ha le potenzialità per avere un turismo “di qualità” che duri tutto l’anno, ma ci vogliono investimenti mirati e controlli continui per impedire che si verifichino schiamazzi notturni, sporcizia e degrado (non dimentichiamo l’urina nei nostri androni) che sicuramente allontanano la qualità dalla nostra città.

Quindi:

C H I E D I A M O

che si dia immediata attuazione a tutti i 12 punti deliberati dall’assemblea cittadina del 7 settembre 2020 e presentati al Sindaco compresa la definitiva adozione del  P.Z.A.

Infine rivolgiamo un appello a tutte le Associazioni che lamentano di essere inascoltate da questo  Sindaco perché si faccia fronte comune per ottenerne le sue dimissioni!

 

Articolo a cura di Angelo Giangrande, coordinatore dei Comitati

 

 

 

 

 

                                                   

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Monopoli tre Rose, rivista storica della città.
Testata registrata al Registro Stampa del Tribunale di Bari il 28 gennaio 2021 al N.2

Editore Stefano Carbonara, storico e scrittore

Direttore Antonio Losito, giornalista pubblicista

Contatti: redazione@monopolitrerose.it;

               stefanocarbonara45@gmail.com

Telefono: 338.45.91.147

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