RICORDO DI BEPPE NICO, FIGLIO DI FRANCA.
Un vestito rosso a fiori. Lei che canta raggiante e mi dedica la canzone. Una calda sera d’estate dal fraterno amico Tonino Muolo, a Cala Corvino. E’ questo uno dei ricordi più nitidi e sereni che ho di lei.
Ripercorrere la vita artistica della mia mamma, Franca Raimondi, nata a Monopoli l’8 Luglio del 1932, vincitrice del sesto festival di Sanremo nel 1956, non è poi così difficile, poiché in rete si trova tanto materiale.
Di recente, ad esempio, il buon Pietro Sanna, ragazzo sardo con la passione per la musica degli anni ’50 e creatore della pagina Facebook dedicata, ha pubblicato un inserto di “Sorrisi Canzoni” dove sono ben delineate le tappe fondamentali della sua carriera.
Lei, giovane ventenne di un paesino della Puglia, vinse dapprima un concorso canoro nazionale in Sicilia, poi Sanremo, e successivamente calcò prestigiosi palcoscenici internazionali come ad esempio quello dell’attuale “Eurosong Contest” ed i teatri statunitensi durante una memorabile tournée in cui conobbe persone del calibro del produttore cinematografico Albert Broccoli (chi non conosce la saga di 007) o artisti come Walt Disney.
Quello che ai più, magari sarà meno noto, è come tutto iniziò.
Mamma era l’ultimogenita di una numerosa famiglia, a cui l’estro, per la verità, non mancò mai.
Mio nonno Sebastiano, infatti, mi fu raccontato essere un cultore di musica lirica, nonché un prezioso componente di una compagnia teatrale con sede al teatro “Rendella”, attuale biblioteca.
La passione per l’arte, soprattutto canto e poesia, trasmessa dal papà, pervase quindi un po’ tutte le figlie: Elsa (che fu per professione giornalista e poetessa), Mimì, Maria, Pupa ed infine lei.
Nacquero in una casa in via Santa Caterina, sopra dove era il vecchio forno, oggi spostatosi all’angolo della strada. Uno strano caso della vita mi portò, un po’ di anni fa, a dirigere i lavori di ristrutturazione di quella casa, passata ormai in altre mani.
Ricordo invitai “zia Maria”. Fu per lei un misto di emozioni ripercorrere quelle scale e descrivermi come quella casa era distribuita sessant’anni addietro per accogliere le numerose famiglie di quell’epoca.
“Zia Maria” è stata per me una seconda mamma, avendo perso quella naturale quando avevo solo 15 anni. Lei mi ha cresciuto ed ha vissuto con me fino a quando ci ha lasciati 7 anni fa.
Mamma iniziò a cantare per gioco durante le feste che si svolgevano in quello che era un luogo storico all’epoca, ossia la villa De Martino.

Questa si trovava e si trova al termine di via Giovanni Barnaba; se ci si affaccia sulla sinistra la vista offre un giardino, oggi forse un po’ trascurato, ma che all’epoca “zia Maria” mi raccontava essere uno dei fiori all’occhiello di Monopoli; quella era la villa De Martino.

Mamma era iscritta alla cosiddetta “Camerata Musicale”.
I membri di quella associazione sarebbero diventati le migliori e i migliori amici della sua vita. Ovviamente provo sempre forte emozione nel re-incontrarli in giro per Monopoli, pensando a quei solidi e sinceri sentimenti che li univano.
A dirigere l’orchestra all’epoca vi era il maestro Gino Galluzzi di Polignano a Mare. Altra amicizia indissolubile quella con lui e con la sua famiglia; amicizia che si protrasse anche nei 14 anni in cui mamma e “zia Maria”(che di fatto, avendo 11 anni più di mamma, le fece da consigliera quasi ad essere un po’ la sua manager) si trasferirono a Roma, dato che, dopo aver vinto il festival, mamma fu assunta dalla Rai.
Per capire chi lei fosse realmente però, basti pensare che non era uno sforzo rinunciare ad una serata mondana a Roma, per scappare a Monopoli dai suoi affetti e rimanere così a casa con le sue sorelle, oppure a farsi coccolare dai suoi amati nipoti (zia Mimì sposò zio Vincenzo Carrieri ed ebbe ben 8 figli ), o ancora organizzare una rimpatriata con le sue care amiche.
Eppure la Roma di quell’epoca aveva un fascino ineguagliabile; era la Roma della Dolce
Vita di Fellini, lo stesso Fellini che scritturò zia Maria per farle fare la parte della Zia del “piccolo” Marcello Mastroianni nel film premiato con l’Oscar “8½”.
Alla luce di quanto detto, non fu così difficile per mamma, dopo un po’ di anni di carriera, decidere di lasciare i luccichii del palco per una più tranquilla vita come dipendente dell’INPS, dapprima a Torino, poi per anni a Bari, e infine negli ultimi anni a Monopoli.
Ricordo quegli anni da pendolare. La sveglia attorno alle 6, il tran tran settimanale per poi goderci un tranquillo fine settimana, magari da trascorrere all’aria aperta in campagna. Ricordo anche la tanto agognata apertura della sede INPS di Monopoli in via Luigi Einaudi e le mie visite pomeridiane in quell’ufficio.
Di certo il canto era rimasta la sua passione, ma preferiva molto più esibirsi in una serata tra amici, a Cala Corvino appunto, oppure nella villa della sua amica Luisa De Meo, o anche nella sua amata città per la festa della Madonna della Madia, sotto la spinta del caro Walter Laganà, a cui devo con gratitudine ed affetto l’affissione della lapide in piazza.

Io credo che i tanti che hanno conosciuto mia madre, condivideranno la descrizione che ho
tracciato di lei; una donna che è stata in grado di esibirsi su di un palco e vincere il più prestigioso festival nazionale, ma anche di vivere con gioia la semplice vita della nostra Monopoli, tra una passeggiata lungo il mare ed una festa in campagna, così come siamo soliti noi stessi fare oggi, e così come i tanti che l’accolsero gioiosi gremendo la stazione al ritorno da Sanremo facevano in quel lontano ’56.
Il Festival di Sanremo si rinnova con la 73^ Edizione 2023 nei giorni dal 7 all’11 febbraio.
Tu sei stata la vincitrice della 6^ con le note di “Aprite le Finestre”.
Ciao mamma ! Il tuo Beppe.
BIOGRAFIA DI FRANCA RAIMONDI

Nasce a Monopoli l’8 luglio 1932.
Suo padre è Sebastiano Raimondi (1884-1969), giornalista corrispondente del ” Il Tempo”, cultore di musica lirica e componente della compagnia teatrale del Rendella, sua madre è Isabella Depasquale, sua sorella è la poetessa e giornalista Elsa.
Sin da piccola si dedica nello studio delle lingue e del canto.
Nel 1955 partecipa a un concorso radiofonico, organizzato dalla Rai per voci nuove vincendolo, insieme ad altri cinque esordienti, tra 6.446 partecipanti. Il concorso permetteva ai vincitori di partecipare al Festival di Sanremo.
Nel 1956 interpreta al Festival di Sanremo 1956 il brano “Aprite le finestre”, con il quale vince la manifestazione con 171 voti davanti a Tonina Torielli.

Sempre nello stesso Festival porta le canzoni Il trenino del destino, Lucia e Tobia in abbinamento con Gianni Mazzocchi e Sogni d’or in abbinamento con Clara Vincenzi. Il brano vincitore del Festival raggiunse la decima posizione in classifica di vendite.
Al ritorno a Monopoli viene accolta trionfalmente dai cittadini e dalle autorità. Dal balcone del Municipio canta la sua canzone “Aprite le Finestre”.


Nello stesso anno, grazie alla vittoria nel festival, rappresenta l’Italia (assieme a Tonina Torielli) al primissimo “Concorso Eurovisione della canzone” (oggi Eurovision Song Contest) tenutosi a Lugano, piazzandosi in settima posizione. Sempre sull’onda del successo partecipa alla trasmissione le Canzoni della Fortuna.
Nel 1957 si esibisce al Festival di Nizza, firmando nello stesso periodo un contratto con la Rai per cantare con un’orchestra diretta da Gian Stellari. Negli anni successivi partecipa a Canzonissima e al Festival di Bari, avviando delle tournée in Canadà e in America dove trova grande popolarità.
Nel 1959 partecipa alla trasmissione radiofonica Solo contro tutti condotta da Mario Riva. Durante lo stesso anno prende parte alla trasmissione condotta da Corrado Il traguardo degli assi, in abbinamento a Alberto Rabagliati e al Duo Fasano.
Nel 1960 porta il brano Canzone all’antica al Festival di Napoli in coppia con Mario Trevi.
Nel 1961 è presente al Festival di Zurigo con il brano Mostra le tue vie, partecipa al 3º Festival della Canzone Marinara di Ischia, dove, accompagnata dall’Orchestra De Martino, interpreta le canzoni “N’ammore a Surriento” e “Serenata a Taormina”, eseguite in abbinamento con Aura D’Angelo e Luciano Glori.
Prosegue la sua carriera musicale fino alla fine degli anni settanta.
Dopo l’abbandono dell’attività canora, partecipa ad un concorso all’INPS, lo vince, è impiegata prima nella sede di Torino, poi di Bari, raggiunta ogni giorno con l’autobus da Monopoli, infine in quella di Monopoli in via Einaudi.
Muore a causa di un cancro a Monopoli il 22 aprile 1988.

Nel 2004 il Comune di Monopoli la commemora con una lapide marmorea affissa in Piazza Vittorio Emanuele.
Nel marzo 2014 grazie allo spot televisivo della Morellato per lanciare la sua nuova collezione di gioielli ispirati ai fiori denominata ” FioreMio”, il successo sanremese della Raimondi diventa la colonna sonora dello spot televisivo, che ha come protagonista la modella Sara Sampaio.
GALLERIA DI IMMAGINI.

FRANCA E LA CANZONE APRITE LE FINESTRE








































Bello questo articolo! Mi ha spinto a ritrovare quello che Lella Leoci pubblicò su PORTANUOVA nel 1988 in occasione della sua morte.