Il padrone sa 1.000 parole. Tu ne sai 100. Ecco perché lui è il padrone.
Basterebbe questa frase per capire don Milani.
Non ha niente a che spartire con una scuola di retroguardia, che arriva sempre dopo e che si accontenta di poche parole per andare avanti.
Non ha niente a che vedere con quella scuola che attribuisce colpe soltanto agli allievi, che sono svogliati e che studiano poco. Li restringe, li accerchia, li inchioda a quella colpa e poi li boccia.
La provocazione di don Milani va nella direzione del superamento della disuguaglianza, che percorre in lungo e in largo la nostra società, certamente democratica nella forma, e che ben rappresenta il contrasto tra chi sa 1000 parole e chi ne sa solo 100. È un grido di vendetta di fronte a Dio e di fronte agli uomini. Di fronte alla Costituzione e di fronte al Vangelo. Il Vangelo non può essere predicato a chi non vuole intenderlo e non ha gli strumenti. La Costituzione al secondo comma dell’art. 3 impegna la Repubblica Italiana a rimuovere gli ostacoli socio-economici, che impediscono la vera libertà e l’effettiva uguaglianza di tutti i lavoratori.
La scuola, che don Milani realizza, prima a San Donato e poi a Barbiana, ha le caratteristiche di una provocazione e smentisce chi vuole a lui attribuire il progressivo degrado del sistema scolastico italiano. Perché parzialmente e forse solo superficialmente si sono invaghiti dei capitoli di “Lettera a una professoressa”.
Si fa scuola tutti i giorni dell’anno, anche la domenica. Non ci sono vacanze. Non c’è ricreazione.
Quello che si studia deve favorire la crescita culturale di tutte le persone. I figli dei contadini e degli operai devono partecipare e devono usufruire della stessa cultura “alta” alla pari dei figli delle “famiglie buone”, che vi accedono naturalmente, per diritto di nascita.
La scuola di don Milani ha un motto: “I CARE”, che significa “mi prendo cura”. L’esatto contrario del motto del ventennio: “me ne frego”.
Chiunque sa qualcosa deve metterlo a disposizione degli altri.
Il sapere deve essere per tutti strumento di conoscenza della realtà.
Antonio Losito








Ribadisco: Perfetto…