C’era una volta il mar Mediterraneo.
Sempre considerato come un lago immenso, che bagnava popoli, culture, usanze e continenti.
All’interno il mar Jonio, che ha visto fiorire una grande civiltà e una fratellanza.
Quella nata sin dai tempi dell’impero bizantino e oltre.
E oggi? Un enorme cimitero capace di accogliere migliaia e migliaia di cadaveri. Dovuto soltanto alla disperata fuga di tantissimi profughi? Oppure dobbiamo ricercare le responsabilità e l’indifferenza di quei governi, che non hanno la benché minima conoscenza di che cosa sia l’accoglienza e l’umanità? Non possiamo dimenticare che il diritto naturale è innato in ciascun essere umano. Senza distinzione alcuna.
Dopo i due naufragi, quello di Cutro e ultimamente quello al largo del Peloponneso, esattamente a Pylos, sull’altra costa del mar Jonio, abbiamo assistito alle peggiori ecatombe di migranti nel mar Mediterraneo. I soccorsi non convincono e il numero delle vittime, donne e bambini soprattutto, aumentano. Il totale complessivo non è stato ancora calcolato. È naufragata l’umanità.
Gianfranco Pagliarulo, il Presidente nazionale dell’Anpi, ha lanciato un appello: «La strage di migranti avvenuta» a Cutro e «al largo del Peloponneso pesa sul senso di responsabilità e umanità dell’intera Europa e delle sue Istituzioni… Chiediamo, per questo, che il Parlamento dell’Ue deliberi, con procedura d’urgenza, una giornata di lutto europeo e auspichiamo che la Presidenza del consiglio italiano sostenga con tempestività e determinazione questa proposta».
Nel frattempo, in Italia è in discussione anche una proposta di legge di fonte governativa per vietare la trasformazione di capannoni industriali e garage in luoghi di culto per le comunità islamiche. Una lotta totale ai diversi?
Indifferenza e sentimenti xenofobi sono avallati dal centro destra. Anche nella Grecia, patria della filosofia, c’è una identica situazione. Non ci sono più uomini «fatti per comprendersi e amarsi, hanno figli che saranno padri d’uomini, hanno figli senza casa, senza patria, che reinventeranno le case, che inventeranno gli uomini». È quello che sognava il poeta Paul Eluard. Nonostante l’uomo sia «ancora quello della pietra e della fionda». «Nella carlinga, con le ali maligne, meridiane di morte». «Con la scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo», come lamentava Salvatore Quasimodo.
Antonio Losito