Non finirà presto. Come un lampo sono stati scagliati soldati e mezzi militari della Russia. Una ferita che sanguinerà a lungo. Il tutto appare come un tradimento.
L’invasione e la guerra guerreggiata in Ucraina è appena cominciata. Aperta, atroce, premeditata e imprevedibile come quasi tutte le guerre, assai peggiore di quelle che l’hanno preceduta.
Contro la storia.
Sono trascorsi più di trent’anni dalla fine della Russia sovietica e imperiale.
Poterla combattere è un primo passo e quasi una vittoria.
Il prezzo, in vite umane, consensi e soldi, è esorbitante.
E Vladimir Putin ne è consapevole. Gli occidentali erano convinti che, per evitarla, si potessero proclamare semplicemente minacce di ritorsioni o sanzioni internazionali.
Ieri, si è parlato di “Swift”, come particolare penalizzazione sia per Putin che per le banche di Mosca. Vale a dire, esclusione completa da quel sistema che gestisce lo scambio monetario e le transazioni finanziarie in tutto il mondo. Dal quale dipendono tutte le operatività delle banche e dei mercati e garantisce l’ordine e la sicurezza di tutti i pagamenti, compresi i bonifici internazionali.
Un’impresa ardua.
Permane ancora tra i Paesi occidentali insipienza e presunzione. Per dettare la pace e convincere il vecchio nemico, non basta sbandierare l’ipotesi di installare missili o ventilare il dispiegamento di dollari sonanti.
Infatti, il risultato sperato non si è realizzato.
La guerra è presente nel Vecchio Continente.
Non è stato reso nessun aiuto agli ucraini, gente tenace, volenterosa e solida, di animo forte, antico e gentile. Il soccorso è necessario per far prosperare, crescere e consolidare una democrazia sicuramente imperfetta.
Tutte le guerre sono simbolo di fratricidio, ma questa lo è ancora di più.
Quel popolo sta vivendo una tragedia e non può accettare di far scrivere da Mosca la propria storia.
Nessuna nazione può essere impunemente assoggettata.

Cresce a vista d’occhio la solidarietà delle persone di buon senso in tutto il mondo. Grandi manifestazioni di solidarietà.
Caloroso risveglio del pacifismo in moltissime città d’Italia. Dappertutto sventolano bandiere di ogni colore.
Massiccia è la partecipazione di badanti ucraine in lacrime.
Anche a San Pietroburgo la gente è scesa in piazza contro Putin.
Antonio Losito







