Si conosceva da anni.
Era nota a molti da anni.
Ma evidentemente non dava fastidio a nessuno.
Ora, invece, finalmente è stata sequestrata.
La notizia della discarica a cielo aperto che costeggia la SP237 che congiunge Monopoli a Castellana Grotte sta facendo il giro del web. Circa 1700 mq di rifiuti di ogni tipo, stipati e accatastati senza alcuna logica e, soprattutto, senza alcun rispetto dell’ambiente. Presenti anche due cani di 5 anni, malnutriti e ammalati, che, dai primi accertamenti, sembra che si nutrissero di alcuni pezzi di carne cruda, anche putrefatta. Per salvarli, gli operatori li hanno affidati al canile comunale per le cure salvavita e la rieducazione.

Il sequestro e i rifiuti accertati
Gli agenti della Polizia Locale hanno scoperto rifiuti speciali di ogni tipo, “inerti da costruzione e demolizione, contenitori per vernici anche per sostanze pericolose, RAEE (televisori, pc, stampanti, tastiere, condizionatori, stampanti da ufficio), pneumatici, serbatoi per liquidi in plastica e ferro, centinaia di bustoni neri contenenti varie tipologie di rifiuti, una cinquantina di big bags contenenti rifiuti vari (plastica, materiale elettrico, cellophane), lastre di vetro, ferro di varie tipologie, legno di varie tipologie, plastica di varie tipologie (tra cui giocattoli, sedie e altro), scarti di vario tipo di materiale edile, tre autoveicoli in disuso contenenti ancora motore e altri liquidi pericolosi, apparecchiature contenenti sostanze pericolose, tubi di plastica e gomma di varie forme e dimensioni, cassette di plastica, bomboloni, estintori, vari rifiuti ingombranti, polistirolo, mobili rinvenienti da attività di svuota cantine. Purtroppo non si può escludere in tutto quel bazar di rifiuti la presenza di rifiuti pericolosi tra cui l’amianto, poiché il materiale inerte è stratificato; a tal fine sarà necessaria la caratterizzazione dell’area: attraverso la compattazione di rifiuti inerti è stata addirittura realizzata una viabilità interna.”. Questo è quanto viene riportato nel comunicato ufficiale della Polizia Locale.

Il gestore della discarica, S.R. di 70 anni originario di Bari ma residente a Monopoli, è stato denunciato in concorso con il proprietario dell’area, G.F. 46enne nato a Monopoli, per attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Si potrebbe configurare anche il disastro ambientale e il maltrattamento di animali se il magistrato inquirente lo riterrà opportuno o se verranno evidenziati elementi tali di gravità, che potrebbero ulteriormente aggravare la posizione dei due denunciati. Se il percolato è penetrato nel terreno e ha raggiunto le falde acquifere e ha inquinato i terreni vicini, la situazione sarebbe estremamente grave per la salute dell’area e di tutta la cittadinanza.
Ovviamente, l’area è stata sequestrata ed è stato nominato un custode giudiziario. Ma non c’è tempo da perdere, l’area è avvelenata da anni e quei veleni sono quasi sicuramente finiti nel ciclo alimentare dei cittadini.

Le dichiarazioni del Comandante
«Il gestore della discarica abusiva era già stato sanzionato qualche giorno fa per il trasporto di rifiuti (scarti di legno). Da quella contestazione ci siamo messi sulle sue tracce: da questo momento, invece, le nostre indagini si concentreranno per scoprire e denunciare le imprese che hanno disinvoltamente conferito o affidato i loro rifiuti speciali ad un soggetto che non ha alcun titolo di gestore ambientale: ritengo che tale comportamento, cioè affidare i propri rifiuti senza conoscerne la destinazione, sia un crimine paragonabile a quello di chi gestisce una discarica abusiva», ha dichiarato il comandante della Polizia Local Michele Cassano.
Dalle nostre ricerche è emerso che i terreni interessati dal sequestro sono ubicati sulla strada provinciale per Castellana Grotte in contrada Chiesa dei Morti, riportati in catasto al foglio 17 particelle 152-155, di natura uliveto.

Il problema dei depositi abbandonati
Tale deposito era presente in zona da molti anni, come si ricava dalle mappe satellitari, era facilmente osservabile perché a ridosso del muro della strada ed era stato oggetto di una serie di incendi nel passato.
Sul resto del territorio comunale esistono altri depositi di rifiuti, pericolosi e inquinanti, magari non osservabili, coperti da terreni o alberature, come nel caso dell’ex cava Caramanna, a poca distanza dal posto in oggetto, dove negli anni ’90 furono smaltite migliaia di quintali di rifiuti urbani dallo stesso Comune e lasciate sul posto a macerare, con probabile infiltrazione del percolato nelle acque sotterranee, utilizzate per l’irrigazione.

Per anni sono state attuate pratiche completamente sbagliate in ambito ambientale nel nostro territorio, e non solo, azioni che hanno inquinato e avvelenato le nostre vite sotto gli occhi “spenti o assopiti” di molti cittadini e delle amministrazioni.
Una nuova coscienza ambientale
Grazie ad un cambio di mentalità che in questi anni sta avvenendo in ambito ambientale, le coscienze si stanno svegliando e tanti reati di questo tipo stanno finalmente emergendo. Ma bisogna fare di più. Bisogna denunciare, bisogna segnalare, bisogna fermare queste pratiche inquinanti, consolidate nel tempo, perché finiscono sulla nostra tavola. L’inquinamento è connesso con le malattie che stanno uccidendo l’umanità, la somma di tutte le pratiche nocive quotidiane, che spesso non sappiamo neanche di fare, sta distruggendo il nostro mondo e la nostra salute.
Tutto ciò è evidente, ormai ne abbiamo coscienza e conoscenza, ma quanti sono pronti ad intervenire e a cambiare realmente le nostre “malsane abitudini”? Dobbiamo capire che dobbiamo farlo subito per noi stessi e per la natura, perché senza di essa noi non ci saremmo.
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