Il 31 gennaio 2022, il Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi, su proposta dei Ministri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture, ha impugnato la Legge della Regione Puglia n.38 del 30 novembre 2021, quella sul Piano Casa, prorogata per l’ennesima volta fino alla fine del 2022.
A votare la legge era stato tutto il Consiglio Regionale, su proposta dei consiglieri Fabiano Amati e Stefano Lacatena.
Con il Piano Casa si consente di demolire vecchi edifici esistenti in zone residenziali e industriali, trasformandoli in nuovi appartamenti, avendo in premio notevoli aumenti volumetrici.
Secondo il Governo la ulteriore proroga del Piano Casa è illegittima in quanto si consente di intervenire in aree paesaggisticamente vincolate in deroga alle NTA- Norme Tecniche di Attuazione del PPTR-Piano Paesaggistico Territoriale Regionale del 2015, oltre che al DPR- Decreto Presidente Repubblica n. 380/2001 in materia di Edilizia e di Piani Regolatori.
NOTIZIE E COMUNICATI PRECEDENTI
11 NOVEMBRE 2021
Il Consiglio Regionale della Puglia approva all’unanimità, con il voto favorevole della maggioranza di centro sinistra e dell’opposizione di centro destra, la proroga del Piano Casa fino al 31 dicembre 2022.

Si potranno demolire vecchi immobili esistenti, capannoni industriali e ricostruirli come appartamenti con aumenti dei volumi esistenti con premi che arrivano fino al 35 %.
Si potranno utilizzare come volumi anche quelli derivanti da sottotetti, porticati e locali seminterrati.
Gli immobili possono ricadere anche in zone vincolate e in aree pubbliche non autorizzate.
La norma vale per tutti gli immobili esistenti al 1° agosto 2021.
Al momento della discussione e del voto non erano presenti in aula il Presidente Michele Emiliano e l’assessora all’Urbanistica, Anna Grazia Maraschio del M5Stelle.
A presentare la richiesta di proroga e delle modifiche alla legge sono stati i consiglieri Fabiano Amati e Filippo Caracciolo del PD.
E’ stata abrogata la norma approvata il 27 luglio, presentata dal consigliere Stefano Lacatena, che prevedeva, nel caso in cui si voglia fare un cambio di destinazione d’uso, le ricostruzioni devono essere eseguite nello stesso lotto reperendo nello stesso gli spazi per i cosiddetti standards urbanistici, come verde, parcheggi e opere pubbliche, senza possibilità di compensare con la monetizzazione.
Ma anche il consigliere Lacatena ha votato la proroga.
Le dichiarazioni del presidente Michele Emiliano e dell’assessora Anna Grazia Maraschio, di voler procedere con una revisione generale della legge sono state clamorosamente disattese, come anche la legge sulla cosiddetta “bellezza” elaborata dall’assessore Alfonso Pisicchio.
La ulteriore proroga del Piano Casa dovrà fare i conti con il Governo Centrale, che già nel febbraio scorso aveva impugnato la stessa per incostituzionalità.
Infine il Consiglio all’unanimità, ha approvato la legge presentata dal consigliere Antonio Tutolo del Gruppo Misto, che modifica la legge urbanistica regionale n. 56 del 31 maggio 1980 (Tutela ed uso del territorio).
Tra le modifiche quella delle zone agricole, dove si passa dall’indice 0,03 mc per mq a quello di 0,1 mc per mq., da 300 mc ad ettaro a 1000 mc ad ettaro, con destinazione dei nuovi immobili anche a manufatti non agricoli.
Un vero pasticcio nel governo regionale, una legge contro i Piani Regolatori dei Comuni, uno scempio per il territorio pugliese, un’aggressione al paesaggio agrario.
Dopo il voto unanime queste le dichiarazioni dei consiglieri regionali, di destra e di sinistra, tutti soddisfatti.
Fabiano Amati, PD, Presidente Commissione Bilancio.
“Evviva. Approvata all’unanimità la proroga del Piano Casa a tutto il 2022. Con questa legge si potranno ancora realizzare gli interventi di eco-edilizia.
Si tratta, infatti, di uno strumento che evita il consumo di suolo, perché agisce sugli immobili esistenti, e favorisce l’utilizzo di materiali per il risparmio energetico.
A ciò si aggiunga che si tratta di un provvedimento di legalità, perché riduce la discrezionalità dei politici e dei tecnici, quindi il rischio di corruzione, e di grande potenza economica, perché aiuta a mettere a tavola migliaia e migliaia di piatti”.
Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, proponente e da sempre primo firmatario del Piano Casa e delle successive proroghe.
“Siamo di fronte a un’attività legislativa che serve alla stragrande maggioranza dei cittadini nei diversi settori, creando un indotto economico da fare spavento.
In poche parole: quello che dovrebbe essere sempre il compito della politica. In questo caso addirittura all’unanimità.
Abbiamo voluto, con la scelta delle tempistiche, dare certezze in via diretta ai proprietari di immobili, imprenditori, tecnici, operai, artigiani, e in via indiretta a tutta la struttura produttiva pugliese, perché l’edilizia è uno dei settori a più alta densità di posti di lavoro.
Sottolineo che, nonostante le polemiche, il Piano Casa è prorogato ogni anno in virtù della piena vigenza della normativa statale la quale, nell’articolo 11 del decreto legge 112 del 2008, ha abilitato le Regioni a introdurre questo speciale strumento normativo quale misura straordinaria a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio e residenziale. E su questo punto mi paiono incontestabili i risultati: il Piano Casa, strumento di eco-edilizia e produzione, ha creato un circuito virtuoso per cui i proprietari di immobili abbandonati hanno potuto recuperarli, le imprese e i professionisti hanno creato progetti e occasioni di lavoro, i commercianti dell’indotto edilizia hanno venduto materiale, elettricisti, falegnami, idraulici e operai in generale hanno lavorato e soprattutto le comunità locali hanno visto rinascere un pezzetto del loro territorio. Tutto questo senza consumo di suolo. E non si può non rilevare che il legislatore nazionale non ha mai abrogato la norma da cui tutto è iniziato e sulla base della quale procediamo con le proroghe. Precisato questo, sottolineo ancora una volta che sono il primo a ritenere indispensabile che si proceda alla strutturazione di una norma regionale che dia stabilità alle prescrizioni del Piano Casa (pur nel rispetto delle competenze in termini di pianificazione dei Comuni) e maggiori certezze a chi lavora e opera in questo settore produttivo. Il Governo regionale ha già annunciato che ci sta lavorando. Laddove questa norma – che tutti ci auguriamo approdi all’esame dell’Aula quanto prima – sarà approvata, la proroga votata oggi cesserà immediatamente i suoi effetti. Ma fino ad allora era necessario proseguire sulla strada dei benefici ottenuti per l’intero territorio e al contempo dare certezze legislative a chi investe tempo, professionalità e risorse economiche”.
Stefano Lacatena, Forza Italia.
“E’ stata approvata la proroga del Piano Casa: il Consiglio regionale ha bypassato il parere negativo dell’assessore Maraschio e ha proceduto, giustamente, a testa bassa. Che significa questo? Che l’assessore, probabilmente, aveva deciso di bloccare lo strumento urbanistico senza aver fatto, però, i “compiti a casa” ovvero senza aver predisposto una legge organica, strutturale, per la rigenerazione urbana semplificata. Ciò che chiediamo e proponiamo noi ormai da mesi. Perciò, il Consiglio ha dovuto sopperire alle falle e garantire all’indotto e ai cittadini di poter contare, comunque, sul Piano Casa che continua a rappresentare un modo celere e a burocrazia ridotta per gli interventi edilizi. Dal canto nostro, però, dobbiamo mantenere la posizione ferma perché lo sviluppo urbanistico della nostra Puglia ha bisogno di una legge di ampio respiro che disciplini tutta la materia, mettendo al centro l’interesse pubblico. Il territorio va governato e vanno governati i processi che lo riguardano, arginando le speculazioni e disegnando un perimetro entro il quale l’iniziativa privata si può e deve realizzare con procedure snelle e semplificate. Se l’assessore Maraschio farà mancare ancora una sua proposta legislativa a riguardo, lo faremo noi”.
Davide Bellomo, Lega Salvini Puglia.
“Bisogna prendere atto di ciò che oggi è successo nell’Aula del Consiglio Regionale. L’assessore Maraschio volutamente, oggi, non si è presentata, perché in evidente disaccordo con il testo di legge e i suoi emendamenti che riguardano un argomento tanto sentito come la tutela e l’uso del territorio. Nonostante il parere negativo del Governo, la proposta di modifica della legge regionale n.56/1980 è stata approvata all’unanimità. A questo punto credo fermamente che le dimissioni dell’assessore debbano essere consequenziali al voto dell’Aula e a questo suo modo di concepire l’urbanistica, l’assetto del territorio e lo sviluppo della nostra regione. Non credo ci sia stato uno solo di noi che non sia stato interpellato in maniera costante negli ultimi due mesi per cercare di fare in modo che questa legge fosse approvata. Eppure oggi abbiamo visto il Governo dirci di ‘no’.
Credo che la Giunta regionale e l’assessore ne debbano prendere atto per coerenza nei confronti di tutti i cittadini pugliesi”.
Gruppo regionale di Fratelli d’Italia.
“La proroga del Piano Casa viene approvato solo per responsabilità dei consiglieri regionali che nonostante il parere contrario del Governo – peraltro alcuni assessori hanno votato a favore – hanno guardato oltre per dare risposte a un settore economico e a cittadini che attendono da anni una legge urbanistica complessiva.
L’assenza del presidente Emiliano e dell’assessore Maraschio dall’aula la dice lunga su quale sia l’attenzione del Governo su questo tema. Di contro ci sono stati consiglieri regionali di tutti gli schieramenti che hanno deciso di assumersi la responsabilità di porre una soluzione al problema casa in Puglia.
Una gran bella prova del Consiglio regionale nella sua interezza e di una maggioranza che una volta tanto non si fa intimorire e dettare l’agenda dal tiranno Emiliano”.
Paolo Campo, presidente della V Commissione Ambiente.
“Dare impulso alla ripresa economica, offrire certezze alle imprese, semplificare la burocrazia e ridurre il consumo di suolo. Sono gli obiettivi centrati con l’approvazione unanime da parte del Consiglio regionale della proroga del Piano Casa per il 2022 e delle norme che modificano la legge regionale sull’uso e la tutela del territorio.
In entrambi i casi, anche grazie al buon lavoro svolto dalla V Commissione che presiedo, siamo riusciti a trovare il punto di equilibrio tra le prescrizioni degli strumenti urbanistici esistenti e le istanze dei privati relativamente all’ampliamento di immobili ad uso abitativo e, soprattutto, ad uso produttivo.
In quest’ultimo caso, in particolare, abbiamo tenuto da conto le esigenze di quanti vogliono ingrandire il capannone o il laboratorio come di chi vuole realizzare un edificio a servizio dell’attività agricola sottraendole alle pastoie burocratiche ed ai vincoli di piani regolatori superati dal tempo.
A beneficiare direttamente delle norme approvate sarà il comparto edilizio, molto importante per l’economia pugliese, messo nelle condizioni di operare serenamente al servizio delle imprese che scelgono di investire e crescere, offrendo nuove opportunità di lavoro”.
Mauro Vizzino Presidente III Commissione Sanità.
“La proroga del ‘Piano casa’ a tutto il 2022, decisa all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia, testimonia la comune volontà di andare incontro alle esigenze dei proprietari di immobili, peraltro in un contesto di piena legalità. E’ un sostegno, inoltre, all’intero comparto edilizio della nostra regione che sta vivendo un momento di grandi difficoltà.
Ancora una volta, insomma, abbiamo agito nell’interesse dei cittadini che alla Regione chiedono provvedimenti finalizzati alla risoluzione di problemi e scollegati dai tempi biblici della burocrazia.
Non va sottovalutata, inoltre, la valenza di questo provvedimento nell’ottica della prosecuzione di un’opera di recupero del patrimonio edilizio, con i conseguenti benefici derivanti da un minor consumo di suolo.
E’ un passo importante, infine, verso l’avvertita necessità di una legge che stabilizzi i contenuti di questo provvedimento”.
Francesco Ventola, Fratelli d’Italia.
“Una giornata molto positiva del Consiglio regionale, dove maggioranza e minoranza hanno lavorato bene prima nelle Commissioni e poi votato all’unanimità provvedimenti urbanistici che si traducono in risultati molto importanti per tutti i pugliesi, nonostante Emiliano e i suoi pareri negativi.
Con l’approvazione all’unanimità – ribadisco: nonostante la contrarietà e l’assenza di Emiliano – della proroga del Piano Casa e dei Sottotetti anche per tutto il 2022 si potranno utilizzare queste leggi molto importanti. Nel dettaglio, giusto per capire l’importanza: chi possiede proprietà agricole potrà costruire capannoni sulla propria proprietà; si potrà utilizzare lo sportello unico del Comune di propria appartenenza per ampliare le proprie attività esistenti, secondo il piano industriale derogando al limite del cento per cento; sarà possibile ampliare il proprio capannone del venti per cento senza che debba essere convocata una conferenza di servizi, ma facendo le pratiche direttamente con il Comune di appartenenza; nel Piano casa viene ristabilita la norma, prevista nel PPTR, dell’utilizzo di fasce di rispetto, chiaramente secondo prescrizioni e dettami normativi.
Abbiamo all’unanimità aiutato non solo il settore edilizio, ma anche quello delle attività produttive. Senza contare i tanti cittadini che utilizzano questi strumenti per migliorare la propria abitazione. Il tutto nonostante Emiliano!
AGGIORNAMENTO DEL 27 LUGLIO 2021
Da oltre 10 anni la Puglia proroga ogni anno il Piano Casa, che consente di trasformare i vecchi immobili ricadenti in qualsiasi area, anche zone industriali e vincolate, in nuovi fabbricati residenziali, con abbondanti premi di volumi oltre l’esistente.
La legge di proroga per l’anno 2021, presentata dal consigliere Fabiano Amati e approvata dal consiglio regionale, è impugnata dal Governo centrale per motivi di incostituzionalità.
Per superare questo intoppo il consiglio regionale riapprova la legge di proroga del Piano Casa 2021 introducendo una piccola modifica che esclude degli immobili vincolati, recependo il parere favorevole del ministro della Cultura Dario Franceschini.
I consiglieri regionali Fabiano Amati di Fasano e Stefano Lacatena di Monopoli annunciano con enfasi la soluzione definitiva del problema.
Contro questa ulteriore legge di proroga il prof. Stefano Carbonara, in qualità di storico e scrittore di Monopoli e di ex assessore all’Urbanistica del Comune di Monopoli, presenta ricorso in quanto i motivi di incostituzionalità non sono superati.
Il Ministero degli Affari Regionali, presieduto da Stella Gelmini, non ha, ad oggi, espresso il parere definitivo sulla legge, ritenendo validi i motivi di incostituzionalità sollevati dal Governo e ribaditi nel ricorso del prof. Carbonara.
Il consigliere Fabiano Amati, irritato da questa mancata approvazione. torna a “bomba” riproponendo in anticipo una nuova legge di proroga.
Qui i dettagli della proposta. Cliccare sul seguente link:
SPERIAMO CHE IL GOVERNO MANTENGA IL PARERE NEGATIVO.
STORIA DEL PIANO CASA DELLA REGIONE PUGLIA
NEL 2009, QUANDO LA LEGGE VIENE APPROVATA, E’ DEFINITA “STRAORDINARIA E TEMPORANEA”.

I GOVERNI DI NICHI VENDOLA E MICHELE EMILIANO,CON POCHI VOTI CONTRARI, LA PROROGANO INVECE PER 10 ANNI.
TUTTI I TIPI DI FABBRICATI COSTRUITI ANCHE SENZA LICENZA, SOLO ACCATASTATI, RICADENTI IN QUALSIASI ZONA, ANCHE INDUSTRIALI, POSSONO ESSERE ABBATTUTI, RICOSTRUITI SUL POSTO, MA ANCHE TRASFERITI IN ALTRE PARTI, COME FABBRICATI RESIDENZIALI.
ANCHE FUORI DELLA CINTA URBANA, CON PREMI IN PIU’ DEI VOLUMI INIZIALMENTE DEL 10 % ,DIVENTATI NEGLI ANNI FINO AL 45 %. IN BARBA AI PIANI REGOLATORI IN VIGORE.
SOLO CASE E CEMENTO, SENZA RISPETTO DELLE ALTEZZE E DELLE DISTANZE PREVISTE DALLA LEGGE DEL 1967, SENZA STRADE, PARCHEGGI, SERVIZI E VERDE.

SENZA DOMANDE E LICENZE, MA SOLO COMUNICAZIONI AL COMUNE CHIAMATE “DIA” E “SCIA”.
I PROPRIETARI DEI FABBRICATI E I COSTRUTTORI SONO LIBERI DI INTERVENIRE E DI COSTRUIRE SENZA PIANIFICAZIONE URBANISTICA.
AVVIENE ANCHE CHE BARACCHE E CAPANNONI PROVVISORI ANCHE IN LAMIERA DIVENTINO FABBRICATI RESIDENZIALI.
I COMUNI HANNO FACOLTA’ DI NON AVVALERSI DELLA LEGGE. MA NESSUNO IN PUGLIA LO FA.
PIU’ FAVORI, PIU’ VOTI.
IL COMUNE DI MONOPOLI E’ TRA I PRIMI AD UTILIZZARE LA LEGGE.
NELL’ULTIMO DECENNIO NASCONO NUOVI BORGHI RESIDENZIALI, DORMITORI SENZA SERVIZI. NEL FUTURO TANTI ALTRI POTREBBERO SORGERE NELLE AREE INDUSTRIALI E NELLE PERIFERIE.
L’ULTIMA PROROGA RISALE AL 30 DICEMBRE 2020 CON UN ARTICOLO DI 2 RIGHE INFILATO NELLA LEGGE SUL BILANCIO REGIONALE, CHE NON RIGUARDA I TEMI URBANISTICI.
QUESTA VOLTA INCLUDE FINANCHE I FABBRICATI ESISTENTI AL 1° AGOSTO 2020.

IL 26 FEBBRAIO 2021 IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI MARIO DRAGHI, SU RICHIESTA DELL’AVVOCATURA DELLO STATO DIPARTIMENTO AFFARI REGIONALI, CON RICHIAMO ALLA SENTENZA N.70 DELLA CORTE DEL 24 APRILE 2020, PRESENTA RICORSO PER INCOSTITUZIONALITA’ DELLA LEGGE.
IL 9 MARZO 2021 IL CONSIGLIO REGIONALE, CON VOTO QUASI UNANIME DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE, PER SUPERARE IL RICORSO, APPROVA UNA NUOVA LEGGE CON UN ARTICOLO DI SOLI DUE RIGHI CON UNA MODIFICA IRRILEVANTE PER IL SUPERAMENTO DELLA MANCANZA DI COSTITUZIONALITA’.
A SOSTENERE LA LEGGE SONO I CONSIGLIERI FABIANO AMATI PD E STEFANO LACATENA FORZA ITALIA, APPOGGIATI DAI REFERENTI REGIONALI ALBERTO LOSACCO PD E MAURO D’ATTIS FI E DAI MINISTRI FRANCESCHINI PD E GELMINI FI.
IL 21 MARZO LA LEGGE VIENE PROMULGATA SUL BOLLETTINO REGIONALE.
ESULTANO AMATI, LACATENA, COSTRUTTORI E AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MONOPOLI.
IL 31 MARZO, STEFANO CARBONARA, EDITORE DI MONOPOLI TRE ROSE, PRESENTA RICORSO PER INCOSTITUZIONALITA’, CHIEDENDO LA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA DELLA LEGGE, IN ATTESA DEL PARERE DEL GOVERNO CENTRALE, DIPARTIMENTO AFFARI REGIONALI.
LA SEGRETERIA DELLA REGIONE COMUNICA IL RICEVIMENTO TRAMITE PEC CON INVIO DEL RICORSO AGLI ORGANI REGIONALI COMPETENTI PER RAGIONI DI INCOSTITUZIONALITA’ NON SUPERATI.
IL GOVERNO CENTRALE, DIPARTIMENTO AFFARI REGIONALI, DOVRA’ NUOVAMENTE ESPRIMERSI CON PARERE MOTIVATO.
SI SPERA CHE CONFERMI IL PARERE GIA’ ESPRESSO IL 26 FEBBRAIO METTENDO FINE ALLO SCEMPIO DELLE CITTA’ DI PUGLIA, IN ATTO DA OLTRE 10 ANNI.
Stefano Carbonara
Scrittore, Editore Monopoli Tre Rose
Copia del Ricorso
Al Presidente pro tempore della Regione Puglia
Lungomare Nazario Sauro,33- 70121 Bari PEC protocollogeneralepresidenza@per.rupar.puglia.it)
e per conoscenza
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Avvocatura Generale dello Stato PEC ags.rm@mailcert.avvocaturastato.it)
Al Dipartimento Affari Regionali e le Autonomie – Palazzo Chigi PEC affariregionali@pec.governo.it
Oggetto: RICORSO per illegittimità costituzionale LEGGE REGIONALE PUGLIA 24 marzo 2021, n.3
Il sottoscritto CARBONARA STEFANO,
nato a Monopoli il 01.06.1945 ed ivi residente,
C.F. CRBSFN45H01F376B email stefanocarbonara10@libero.it
CONSIDERATO
- Che il Consiglio Regionale della Puglia
Ha approvato la LEGGE REGIONALE 24 marzo 2021, n.3, pubblicata sul Bollettino Ufficiale – n. 43 del 25-3-2021 avente il seguente oggetto:
Modifica all’articolo 6 della legge regionale 30 luglio2009, n.14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e disposizioni in materia di prezzario regionale delle opere pubbliche”, in cui l’art.1 prevede: La lettera c) bis del comma 2 dell’articolo 6 è abrogata.
Ha approvato la LEGGE REGIONALE 30 dicembre 2020, n. 35 “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2021 e bilancio pluriennale 2021-2023 della Regione Puglia – legge di stabilità regionale 2021”.
Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 174 suppl. del 31-12-2020, in cui l’art.15 prevede:
Modifiche alla L.R. 14/2009 1. Alla legge regionale 30 luglio 2009 n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 5, comma 1, le parole: “1° agosto 2019” sono sostituite dalle seguenti: “1° agosto 2020”; b) all’articolo 7, comma 1, le parole: “31 dicembre 2020” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2021”.
- Che il Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso con il patrocinio ex lege, dall’Avvocatura Generale dello Stato, richiamando la Sentenza 70 del 24 aprile 2020 della Corte Costituzionale, pubblicata in G.U. 1^ Serie Speciale del 29 aprile 2020, ha impugnato la legge con delibera del C.D.M. del 26 febbraio 2021 e che ha presentato il 4 marzo 2021 il ricorso n.16 nei confronti della Regione Puglia per:
Illegittimità costituzionale della Legge della Regione Puglia n. 35 del 30/12/2020 recante: “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2021 e bilancio pluriennale 2021-2023 della Regione Puglia – legge di stabilità regionale 2021”, relativamente alle disposizioni contenute nell’articolo 15.
Principali motivi di illegittimità:
L’articolo 15 della legge regionale suindicata, intervenendo a modificare gli articoli 5 e 7 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, recante “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”, dispone un’ulteriore proroga delle norme straordinarie e temporanee di cui all’articolo 1 della stessa L.R. n. 14 del 2009, protraendo ulteriormente l’efficacia di una disciplina eccezionale a carattere derogatorio, quale quella del c.d. Piano Casa, destinata in origine ad avere un’applicazione temporale estremamente limitata.
In sostanza, con l’ulteriore – ennesima – proroga contenuta nella legge regionale n. 35 del 2020, la Regione perpetua ulteriormente una disciplina derogatoria introdotta per la prima volta nel 2009 e che consente la realizzazione di interventi straordinari di ampliamento, demolizione e ricostruzione anche nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Nello specifico, l’articolo 15 della legge in oggetto consente di realizzare gli interventi straordinari di ampliamento, demolizione e ricostruzione, di cui agli articoli 3 e 4 della L.R. n. 14 del 2009, su immobili esistenti alla data del 1° agosto 2020 – estendendo ulteriormente il precedente termine del 1° agosto 2019 – e proroga di un ulteriore anno la possibilità di avvalersi del regime derogatorio della predetta legge regionale, differendo al 31 dicembre 2021 il termine per la presentazione della SCIA o dell’istanza per il rilascio del permesso di costruire.
Occorre evidenziare che, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera f), della legge regionale n. 14 del 2009, la realizzazione dei predetti interventi straordinari non è ammessa “su immobili ubicati in area sottoposta a vincolo paesaggistico.
La finalità normativa era originariamente quella di consentire interventi “straordinari”, per un periodo temporalmente limitato, mentre le continue proroghe, apportate con leggi regionali che si susseguono nel tempo, hanno determinato la sostanziale stabilizzazione di tali deroghe nel lungo periodo, con il risultato di accrescere enormemente, per sommatoria, il numero degli interventi assentibili in contrasto con la disciplina urbanistica e paesaggistica.
Deve, ancora, osservarsi che la disciplina derogatoria è operante non solo con riferimento a tutti i beni paesaggistici, ma anche al paesaggio non vincolato.
Al riguardo, deve tenersi presente che anche tale paesaggio, pur non assoggettato al regime dei vincoli paesaggistici, costituisce comunque oggetto di tutela ai sensi della Convenzione europea del paesaggio, sottoscritta a Firenze del 20 ottobre 2000 e ratificata dall’Italia con la legge 9 gennaio 2006, n. 14. La Convezione prevede infatti, all’articolo 1, lett. a), che il termine «paesaggio» “designa una determinata parte di territorio, cosi come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”.
Oggetto della protezione assicurata dalla Convenzione sono, quindi, tutti i paesaggi, e non solo i beni soggetti a vincolo paesaggistico.
La scelta della Regione di assumere iniziative unilaterali e reiterate, al di fuori del percorso di collaborazione già proficuamente concluso con lo Stato mediante l’approvazione del Piano paesaggistico del 2015, si pone, pertanto, in contrasto anche con il predetto principio di leale collaborazione.
Il risultato è quello di assicurare a regime la possibilità di realizzare interventi di rilevante impatto sul territorio direttamente ex lege, in deroga agli strumenti di pianificazione urbanistica, e quindi del tutto al di fuori di qualsivoglia valutazione del singolo contesto territoriale.
Secondo l’intesa sul piano casa siglata nel 2009, infatti, “La disciplina introdotta dalle suddette leggi regionali avrà validità temporalmente definita, comunque non superiore a 18 mesi dalla loro entrata in vigore, salvo diverse determinazioni delle singole Regioni”.
Con le disposizioni ora richiamate, il legislatore statale ha infatti stabilito: (i) che tutto il territorio comunale debba essere pianificato e che, dunque, ogni intervento di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio debba inserirsi nel quadro dello strumento urbanistico comunale.
“In tutti i comuni, ai fini della formazione di nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, debbono essere osservati limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza tra i fabbricati, nonché rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi.” (ottavo comma) e che “I limiti e i rapporti previsti dal precedente comma sono definiti per zone territoriali omogenee, con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con quello per l’interno, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici. In sede di prima applicazione della presente legge, tale decreto viene emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore della medesima.” (nono comma); disposizione, quest’ultima, che ha trovato puntuale attuazione con l’emanazione del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, recante “Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765”.
In questo quadro, il legislatore nazionale ha previsto che la possibilità di assentire interventi in deroga alla pianificazione urbanistica sia ammessa soltanto in forza di una decisione assunta, caso per caso, a livello locale, sulla base di una ponderazione di interessi che tenga conto del contesto territoriale e nei soli casi di interesse pubblico (cfr. articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 luglio 2001, n. 380). Posta la predetta cornice di principio, non è consentito alle Regioni – al di fuori della normativa straordinaria 18924 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 40 del 18-3-2021 e temporanea del piano casa, avente copertura a livello statale – introdurre deroghe generalizzate ex lege alla pianificazione urbanistica e agli standard urbanistici di cui al decreto ministeriale n. 1444 del 1968, tanto più laddove tali deroghe generalizzate assumano carattere stabile nel tempo. Una tale opzione normativa viene, infatti, a snaturare del tutto la funzione propria della pianificazione urbanistica e degli standard fissati a livello statale, volti ad assicurare l’ordinato assetto del territorio.
Le disposizioni regionali contrastano anche con i principi di ragionevolezza e di buon andamento dell’amministrazione, violando così anche gli artt. 3 e 97 Cost.
Si ritiene, pertanto, che l’articolo 15 della legge regionale n. 35 del 2020, che modifica gli articoli 5 e 7 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, sia affetto dai profili di illegittimità costituzionale illustrati.
Si conclude chiedendo che siano dichiarate costituzionalmente illegittime le disposizioni contenute nell’articolo 15 della Legge regionale Puglia n. 35 del 30 dicembre 2020, pubblicata nel BUR 31 dicembre 2020, n. 174.
RITENUTO
Che la LEGGE REGIONALE 24 marzo 2021, n.3, avente per oggetto:
Modifica all’articolo 6 della legge regionale 30 luglio2009, n.14 : La lettera c) bis del comma 2 dell’articolo 6 è abrogata.
non supera i motivi di illegittimità costituzionale, evidenziati dalla Sentenza della Corte, come su richiamati.
CHIEDE
- Che la legge richiamata 24 marzo 2021, n.3 sia annullata e comunque non svolga la sua efficacia prima del parere finale della Presidenza del Consiglio, Dipartimento Affari Regionali, cui spetta il giudizio di merito sulla costituzionalità della legge.
- Che il presente ricorso venga inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri
Avvocatura Generale dello Stato PEC ags.rm@mailcert.avvocaturastato.it) e
Dipartimento Affari Regionali e le Autonomie PEC affariregionali@pec.governo.it
Con osservanza.
Monopoli,31 marzo 2021

Aggiornamento del 9 aprile 2021.
Il Consigliere Regionale, capogruppo di Forza Italia, Stefano Lacatena chiede la revisione della legge, estendendo l’applicazione del Piano Casa agli immobili con vincolo paesaggistico.
“Ho presentato, assieme ai colleghi del Gruppo di Fi e di minoranza, una proposta di legge per uscire dall’impasse e dalla confusione che regna nel settore edilizio, mettendo al centro la rigenerazione urbana e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e all’angolo ogni forma speculativa. La nostra proposta non è stata ancora incardinata in Consiglio, ma ora stanno emergendo con forza le ragioni che ne giustificano l’urgenza.
Oggi, infatti, a seguito dell’approvazione da parte dell’assise regionale della legge n.3/2021, è inibita l’applicazione del Piano Casa nelle aree sottoposte a vincolo del Piano Paesaggistico. Che succede, quindi?
Succede che gli operatori del settore (tecnici comunali e pubblici, ma anche professionisti) che hanno dato avvio a centinaia di pratiche edilizie, adesso non sappiano cosa fare perché impossibilitati al rilascio del titolo abitativo.
A pagare il prezzo di questa grave incertezza normativa sono le famiglie, che nutrivano importanti aspettative, ed anche le imprese. Tutto arenato: un quadro che certifica la necessità imprescindibile che il legislatore regionale di faccia carico del compito di dirimere la questione.
E noi il nostro contributo costruttivo l’abbiamo messo in campo con una proposta seria, rigorosa ed efficace, in grado di riordinare un settore e dare una risposta concreta a coloro che hanno già investito sulla base di previsioni normative poi crollate.
Chiediamo, perciò, che l’esame del testo venga inserito al più presto nei lavori della Commissione competente e si apra senza indugio l’iter per la sua approvazione”.














La materia è complessa, ma semplificando un’amministraziione regionale di centro sinistra non avrebbe dovuto amplificare lo scempio.
Per quello che ho compreso, ciò che poteva inizialmente essere accettato come possibilità di riconvertire un manufatto industriale abbandonato in un fabbricato residenziale (al fine di non consumare altro suolo edificatorio), in seguito, tutto quanto premesso, (attraverso “provvidenziali” proroghe) ha permesso un’azione diffusa di riconversione e ricostruzione di ruderi industriali superando vincoli edificatori e paesaggistici cogenti. Come dire: a fronte di un iniziale e circoscritto 10% di positività del provvedimento, si registra un preoccupante 90% di negatività delle varie proroghe regionali che hanno prodotto e produrranno reiterazioni ad libitum dei vari riadattamenti edilizi. Va da sé che la “cosa” evidentemente non va. E non si venga a perorare la “necessità” di movimentare il settore edilizio: a Monopoli manca poco che si edifichi finanche al “borgo”. Lode all’iniziativa del prof. Stefano Carbonara.
Ringrazio per il giudizio di condivisione.