L’intero comprensorio del Parco Agrario degli Ulivi Secolari che comprende i Comuni di Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno viene declassificato nella importante Guida turistica nazionale di Legambiente e Touring Club Italiano.

Nella presentazione del Mare più bello, la Puglia è seconda in Italia, insieme alla Toscana, per le 5 Vele di Otranto, Melendugno, Vernole, Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo, Racale e le Isole Tremiti.
A decretare il passaggio di Monopoli tra i Comuni che perdono l’ambizioso titolo delle 5 Vele sono le scelte adottate delle amministrazioni di Ostuni e Polignano a Mare che hanno puntato sui Resort di lusso nel loro territorio facente parte del Parco degli Ulivi.
In particolare, determinante è stata la scelta, oggi ancora in discussione davanti ai Tribunali, di autorizzare la costruzione di un grosso intervento edilizio con strutture ricettive nel Parco dei trulli della Costa Ripagnola da parte della Società Serim dell’imprenditore Modesto Scagliusi.
Il Comune di Monopoli, non opponendosi a tale intervento della cui zona fa parte, e avendo attuato negli ultimi anni scelte urbanistiche che hanno consentito una forte cementificazione del suo territorio, ne paga anche le conseguenze in termini di immagine.
La tendenza per il futuro è quella di un turismo dolce, a tutela delle bellezze paesaggistiche e di basso consumo di suolo, come indicato nei programmi green dei paesi più consapevoli come l’Europa, miranti alla salvezza del pianeta Terra, oggi minacciata nelle sue risorse naturali.
Così Ruggero Ronzulli, direttore di Legambiente Puglia.
“La Guida Blu e le Vele rappresentano un importante riconoscimento per le amministrazioni che da anni hanno saputo valorizzare il nostro mare più bello, accanto a paesaggi incantevoli pregni di storia e cultura che rispondono a un turismo esperienziale fatto di scoperte del territorio, soprattutto in quest’anno difficile di pandemia. I comprensori e le località che raggiungono l’eccellenza sono quelle che avranno più possibilità di vincere le sfide del futuro, quelle in grado di lavorare in sinergia al fine di coniugare al meglio le tematiche ambientali con le prospettive di sviluppo economico, soprattutto con le opportunità che verranno dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Il turismo del futuro deve essere improntato alla sostenibilità ambientale e alla tutela del paesaggio“.

I Resort di lusso a Costa Ripagnola e in Ostuni son esempi negativi, l’opzione “plastic free” delle Isole Tremiti, il parco naturale delle Cesine, la tutela delle aree archeologiche sono invece in linea con questa tendenza e sono premiate.
Il nuovo turismo privilegia il mare pulito e trasparente, ma anche il territorio e il paesaggio in una visione globale di tutela, per fare escursioni, andare in bicicletta, apprezzare i beni architettonici e culturali, degustare i prodotti locali.
In controtendenza le dichiarazioni del consigliere regionale Fabiano Amati, promotore del Piano Casa, che attacca Legambiente.
“Ha fatto un grosso errore di valutazione, non ha comparato le varie questioni, ha un approccio tecnologico. La Puglia ha strumenti di tutela del paesaggio come il PPTR, il turismo ha bisogno di strutture di alta gamma, la rigida sostenibilità ambientale consegue perdita di posti di lavoro ed esodo verso altri territori. L’alternativa è l’abbandono e la decrescita“.
Porre la questione in questi termini somiglia a quella della scelta tra “salute e lavoro” per il Covid.
Non è propriamente così!







