
Ugo Forno ha 12 anni. È uno studente.
Il 5 giugno 1944, di buon mattino, verso le 06:30, vede gli alleati entrare a Roma nei pressi di piazza Verbano. Si sente rinascere.
Contemporaneamente gli viene riferito che i tedeschi, un intero reparto di guastatori, stanno organizzando un attentato. Sono impegnati a far saltare il ponte ferroviario sul fiume Aniene.
Insieme a cinque giovani suoi amici e con in braccio un solo fucile, che si era procurato insieme ad una bandoliera con diverse cartucce, cerca di impedire l’azione dei tedeschi.
Viene ucciso, stroncato da un colpo secco di mortaio.








