CANALE DI S. VINCENZO.
COSTRUITO PER LA PROTEZIONE DA ALLUVIONI POTREBBE DIVENTARE UN BACINO PER LA RACCOLTA DELLE ACQUE DA IMMETTERE NELLE FOGGE, PER DIVENTARE UNA GRANDE RISERVA IDRICA DA CUI ATTINGERE PER L’IRRIGAZIONE DELLE AREE VERDI.

La LAMA S. VINCENZO è una delle tante lame scorrenti nel territorio di Monopoli, dalle colline al mare, costituenti il suo caratteristico reticolo idrografico.
Parte dai piedi delle colline dell’omonima contrada S. Vincenzo, ai confini delle contrade Passarello e Cozzana, scorre lungo la piana degli ulivi secolari e si collega alla Lama Belvedere nella zona delle FOGGE di via Castellana.
La Lama è stata interessata da un importante Progetto di Recupero con la costruzione nel suo alveo di un grande Canale di scorrimento delle acque pluviali.
La storia inizia il 7 aprile 2014 con la presentazione di un progetto e di uno studio preliminare del Comune di Monopoli, come riportato nel seguente comunicato a firma dell’Ing. Pompeo Colacicco, allora Dirigente dei Lavori Pubblici.
Il Comune di Monopoli ha predisposto lo studio preliminare ambientale relativo al progetto di recupero dal dissesto idrogeologico di lama “San Vincenzo”, per il quale ha richiesto la verifica di assoggettabilità a V.I.A. alla Regione Puglia – Servizio Ecologia.

L’area interessata dall’intervento ricade all’interno del territorio del comune di Monopoli, a sud/ovest del centro abitato, in località Chiesa dei Morti. In particolare, il canale oggetto di ripristino si sviluppa in due tratti separati: il primo è quello compreso tra strada Macchiarossa e canale Cava Liuzzi, il secondo va da canale Cava Liuzzi sino alla Strada Statale 16, per una lunghezza di circa 760 m.
Il progetto consiste nella ricostruzione della continuità idraulica delle condizioni di deflusso naturale dell’alveo S. Vincenzo, finalizzata al recupero dal dissesto idrogeologico, all’eliminazione e/o riduzione della pericolosità e del rischio idraulico.
Il Progetto, suddiviso in 2 Lotti, viene poi seguito negli anni dal dirigente ing. Angela Pinto e responsabile dott. agronomo Leonardo Lorusso.
Il primo Lotto riguarda il tratto a monte della Cava Liuzzi ( in mappa colorazione verde), il secondo Lotto quello a valle fino all’innesto con la Lama Belvedere ( colorazione rossa ).
Il 1° Lotto è stato finanziato per euro 708.301 con i fondi europei POR Puglia 2014-2020 Asse V, Misure 5.1 “Interventi di riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera” e 120.000 di fondi comunali. Il 2° Lotto per euro 1.300.000 sempre con i fondi POR e per 100.000 di fondi comunali, per un totale generale di 2.228.301 euro, una cifra notevole.
Secondo il cronoprogramma i lavori si sarebbero dovuti concludere nel febbraio 2019; in realtà si sono conclusi nel 2021, anche se i conti consuntivi non sono ancora pubblicati.
Il progetto esecutivo è stato elaborato dalla società ITAL PROGETTI Srl, ing. Claudio De Stefano, geologo Antonio Greco; la stessa società ha eseguito i lavori.
Le opere comprendono lo scavo del canale, largo mediamente circa 3 metri, profondo in alcuni tratti fino a 7 metri, la costruzione dei muri di contenimento laterali in pietrame a secco, avvolti in gabbia metallica.
OSSERVAZIONI


L’opera realizzata è da ritenersi positiva ai fini dello scopo indicato, quello finalizzato al recupero dal dissesto idrogeologico, all’eliminazione e/o riduzione della pericolosità e del rischio idraulico.
Nell’attuale tempo, dove il problema siccità è diventato una emergenza planetaria, che interesserà la nostra Puglia siccitosa e la nostra Monopoli, il Canale costruito potrebbe essere utilizzato ai fini del recupero delle acque di scorrimento con l’immissione delle stesse nei grandi serbatoi delle FOGGE esistenti sullo stesso percorso nella parte alta della Lama Belvedere.
Prima dell’arrivo dell’Acquedotto Pugliese, avvenuto nel 1926 con l’attivazione delle fontanine pubbliche, la città di Monopoli utilizzava per i bisogni della popolazione e per il rifornimento dei treni a vapore, proprio le acque raccolte nelle FOGGE.

Attualmente le acque provenienti dal Canale S. Vincenzo si immettono nella Lama Belvedere, la attraversano, passano nel Torrente Ferraricchio, scorrono sotto il ponte dell’Ospedale, sotto la via Marconi, piazza S. Antonio, via Veneto, Campo Sportivo, affluiscono e si disperdono a mare nella Cala Verdegiglio.

Non solo un grande spreco di acque, ma grandi cumuli di rifiuti che si riversano in parte a mare in caso di inondazioni.
La progettazione del recupero funzionale delle FOGGE con il loro collegamento al nuovo Canale S. Vincenzo potrebbe dimostrarsi un’opera importante, che guarda al futuro, alfine di assicurare alla città una riserva d’acqua, da utilizzare almeno per scopi irrigui di ville, giardini e verde pubblico.

In questo caso esistono le strutture, antiche e nuove. Occorrerebbe adeguarle realizzando un Impianto irriguo corrente lungo Lama Belvedere e immesso a valle lungo le condotte idrico fognanti esistenti per la distribuzione delle acque alle aree verdi e ai giardini della città.

Potrebbero essere irrigati con adeguati sistemi la stessa Lama Belvedere, Villa S. Antonio, viale Rimembranze, Stazione ferroviaria, Campo Sportivo e altre aree verdi.
Il tutto senza pompe di sollevamento, dal momento che le acque andrebbero giù per caduta, trovandosi le FOGGE ad altitudine maggiore rispetto all’abitato.
I nuovi fondi europei del PNRR 2021-2027 includono il finanziamento di questa tipologia di lavori.









