Il 1° giugno 2024, nella Biblioteca civica “Prospero Rendella” di Monopoli si è tenuta la presentazione del libro 𝘊𝘰𝘯𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘪𝘵à. 𝘔𝘪𝘢 𝘻𝘪𝘢 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘢𝘯𝘯𝘪𝘯𝘢 𝘋𝘦 𝘍𝘶𝘴𝘤𝘰, 𝘤𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘚𝘢𝘯𝘵𝘶𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘗𝘰𝘮𝘱𝘦𝘪 (Giannini editore, 2024) di 𝗟𝗶𝗻𝗼 𝗭𝗮𝗰𝗰𝗮𝗿𝗶𝗮.
È intervenuto Monsignore 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗙𝗮𝘃𝗮𝗹𝗲, Vescovo di Conversano-Monopoli.
L’autore ha dialogato con 𝗪𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗟𝗮𝗴𝗮𝗻à, già sindaco di Monopoli e 𝗔𝗱𝗮 𝗜𝗴𝗻𝗮𝘇𝘇𝗶, scrittrice monopolitana, autrice del libro Marianna Farnararo, Contessa De Fusco, cofondatrice del Santuario di Pompei (2004).
Le letture sono state a cura di 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗟𝗲𝗰𝗰𝗶𝘀𝗶.
MARIANNA FARNARARO
La Contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco in Longo è stata la cofondatrice del Santuario di Pompei.
Nata a Monopoli (BA), il 13 dicembre 1836, rimase orfana di padre all’età di dieci anni e fu mandata presso un istituto religioso, dove ricevette un’educazione morale e scolastica, volta principalmente alla pratica religiosa e al sociale, che influenzò in gran parte tutta la sua esistenza.
Promessa sposa al Conte Albenzio De Fusco di Lettere, che sposerà nel 1852, Marianna si trasferì a Napoli con la madre e con il fratello Francesco.
Dal matrimonio col conte Albenzio nacquero 5 figli.
La Contessa De Fusco si fece molto apprezzare nell’ambiente nobiliare napoletano, dove coltivò numerose amicizie, dalle quali, in seguito, ricevette aiuti per la realizzazione delle opere pompeiane.
Dopo dodici anni di matrimonio, rimase vedova e, tra le proprietà che ereditò dal defunto marito, c’era anche quella in Valle di Pompei, per la cui gestione chiese aiuto al giovane avvocato Bartolo Longo, conosciuto a casa di Caterina Volpicelli, la fondatrice delle “Ancelle del Sacro Cuore”, oggi beata.
Assieme a lei si dedicò a numerose attività di beneficenza e ricevette lo scapolare di novizia del Terzo Ordine del Sacro Cuore, avvicinandosi sempre più alla religione e alle pratiche di pietà.
Quando Bartolo Longo, chiamato dalla Vergine a propagare il Rosario, cominciò la sua opera fondatrice trovò in Marianna un’abile, intelligente e preziosa collaboratrice.
Insieme iniziarono un cammino di vita e di fede che li vide uniti e con un solo obiettivo: la cura delle anime dei contadini della Valle e la diffusione del culto mariano con la recita del Santo Rosario.
Tutto questo però fece nascere calunnie e maldicenze attorno ai due, che, il 1° aprile 1885, su consiglio di Papa Leone XIII, si sposarono.
Essi non si allontanarono più da Pompei e per cinquant’anni continuarono la loro opera al servizio della Chiesa e a favore degli ultimi e degli emarginati.
La Contessa De Fusco, in particolare, sollecitò i suoi amici nobili napoletani ad offrire un “soldo al mese” per il nascente santuario ed ella stessa contribuì, con i suoi averi, alla costruzione del tempio.
L’impegno al quale dedicò, però, tutta la sua esistenza è stato la diffusione del culto mariano.
Il contributo specifico della De Fusco all’opera pompeiana fu, invece, la realizzazione dell’Orfanotrofio Femminile, inaugurato nel 1887, e l’amministrazione dei beni del Santuario, amministrazione “temporale”, dopo la cessione alla Santa Sede del Santuario e delle opere di Valle di Pompei.
Le diverse opere realizzate dai coniugi Longo videro sempre un impegno diretto e particolare di Marianna Farnararo, riassunto nel suo “Pro Memoria – Cenni sulle origini del Santuario di Pompei”.
Morì a Pompei il 9 febbraio 1924.











