DODO’
Vita tra musica, pittura, radio, TV, programmi, composizioni e romanzi.
Teodoro Fuso è un artista eclettico, sensibile che ha conservato, intatta, la giovanile capacità di sognare e creare riversando la sua capacità artistica in svariate attività.
Appena sedicenne costituisce uno dei primi gruppi musicali beat pugliesi, The New Stars diventando un punto di riferimento per i suoi coetanei.
Nel 1967 con il complesso di Mimmo e i Comets vince il 1° Festival Beat di Puglia tenutosi ad Alberobello e viene premiato come miglior chitarrista della manifestazione.
Nel 1976 fa parte del movimento artistico definito Surrealismo Cosmico e selezionato da apposita commissione nazionale viene scelto per partecipare, come pittore, alla 1^ Mostra Nazionale di Pittura ispirata ai temi del Convegno di Studi L’uomo nel cosmo organizzata dall’Azienda Autonoma di Soggiorno di Cattolica, dalla Corrado Tedeschi editore e la Sezione Ricerca di Art Market Roma.
Nel 1979 l’Associazione Turistica Pro Loco di Locorotondo organizza, nella sua sede, una sua mostra di pittura personale inaugurata dal Vice Presidente della Provincia Avv. Vito Notarnicola.
Nel 1978 e 1979 realizza per Radio Antenna Monopoli due programmi musicali di successo the Beatles e Nashville e altre storie.
Nel 1980 entra a far parte della prima TV di Monopoli TeleRam, come responsabile del settore pubblicitario realizzando numerosi spot pubblicitari e programmi culturali di successo come Beatles e Comeravamo.
Nello stesso anno si iscrive alla Siae come autore e compositore e compone diverse canzoni.
Nel 1982 Vince il 1 concorso di Vignettistica Satirica indetto dal Centro Studi Nazario Signore.
Nel 1987 in collaborazione con Claudio Munno pubblica Gabbiano, un’audio cassetta contenente 4 brani inediti targati Muso.

Nello stesso anno pubblica come solista la cassetta audio Old Friends contenente 8 canzoni.
Nel 1988 realizza per il Comune di Monopoli il manifesto Unicef.
Videomaker, post produttore, regista realizza numerosi documentari e cortometraggi, tra i quali La purezza dell’Arte sulla vita dei Ignazio Perricci, La magia della voce sulla vita della cantante Mariella Carbonara, Il respiro dell’anima sulla vita del maestro Orazio Fiume, Il culto per la bellezza sulla vita del prof. Giuseppe Campanelli, Lo zingarello di Cristo sulla vita di Padre Pietro Manghisi.
Dal 1987 fino al 2007collabora con la più importante tv locale pugliese, Tele Norba.
Nel 2001 si classifica al secondo posto al Versilia Video Festival con il cortometraggio Chiaroscuro.
Nel 2002 si classifica al terzo posto al concorso Grand Prix Sony a Bellinzona in Svizzera.
Dal 2008 scopre il fascino della scrittura e le sue potenzialità, attraverso cui libera la sua inesauribile fantasia.
Pubblica una trilogia di racconti Dopo…Venne Elvis del 2008, Dopo…Dipingemmo il mondo del 2014 e Dopo…Ci abbracciò la vita del 2016.
Nel 2018 nelle scuderie Estensi di Tivoli ottiene una menzione di merito al 3 Premio Internazionale Salvatore Quasimodo con la poesia canzone Una Pietra.
Nel 2019 scrive la storia e parte delle musiche del musical Life che in pratica è l’embrione del successivo romanzo. Ad Asti si classifica al secondo posto per la narrativa al XVIII Concorso nazionale Vittorio Alfieri.
Nello stesso anno riceve la Menzione d’onore al Concorso Internazionale Montefiore come riconoscimento per il particolare valore artistico dell’opera Life.
Nel 2020 si classifica al quarto posto per la Narrativa al Premio internazionale Città di Castellana Grotte organizzato dall’Associazione Pivot con il racconto Nero.
Nel 2021 pubblica il romanzo Life edito da Altro Mondo Editore.
Vive a Monopoli, sua città natale.
GALLERIA
Il suo romanzo- Life
Chi conosce Teodoro Fuso sa bene che la musica è stata la levatrice del suo istinto creativo. In particolare quegli splendidi anni 60 che hanno cambiato la Storia – non solo musicale – hanno costruito quell’humus socio-culturale al quale egli attinge in tutte le sue espressioni artistiche. Perché in quegli anni, la musica è stata la colonna sonora di una generazione di giovani ribelli che ha stravolto gli schemi obsoleti presenti in tutte le manifestazioni artistiche dell’epoca. La pittura, la poesia, la filosofia, il linguaggio hanno scandito nuove formule espressive che hanno finito per influenzare il costume, la sessualità, la politica, l’istruzione.
Il suo romanzo – Life – segue ed introietta questo background, aprendosi con tutti i connotati di un canovaccio storico, riportandoci scenograficamente, musicalmente ed anche drammaticamente, a quegli eventi del 68 che travolsero lo status quo.
Ma dopo i primi due capitoli ecco la sorpresa: un balzo in avanti nel tempo che allaccia vite, sentimenti, ideali e coscienze.
Si scandaglia nel profondo la personalità di alcuni ex ragazzi che si ritrovano dopo tanti anni a pensare e ragionare con la stessa coerenza, l’identico trasporto, la incrollabile fedeltà a valori che sono scolpiti nel cemento dei loro cuori.
E vivono questi personaggi, discutono, amano, sbagliano e si perdonano.
Magari ad una velocità diversa dal passato, ma con la stessa passione. Life è l’impersonificazione dell’eredità lasciata nelle mani del futuro, di un pugno di ideali che non moriranno mai.
Questi ideali che sono comuni a generazioni diverse e che trovano un solo collante universale: l’Amore – ciò che muove il sole e le altre stelle. Ferruccio Ferretti
















Caro Stefano ti sono grato per aver dato “valore” al mio modesto operato nell’ambito dell’Arte e ti ringrazio per la stima e la pazienza che nutri nei miei confronti. Devo essere sincero non credo di meritare troppi elogi perché non sono affatto soddisfatto di ciò che ho realizzato. Conosco i miei limiti e vorrei fare e dare di più. Mi consola però il tuo autorevole apprezzamento che mi invoglia a continuare a crescere. Ringrazio altresì il buon Ferruccio, poeta fine ed erudito letterato, che nutre una immeritata stima nei miei confronti. Buon lavoro a tutti e grazie.