Pubblichiamo alcuni stralci di un articolo a firma di don Maurizio Patriciello, pubblicato sull’“Avvenire” nella rubrica “Passi di speranza”.
Questione di sguardi
Tu vedi un misero seme marcito; io una gemma che sboccia, … nasce alla vita. Vedo sacchi di grano e un mulino, una madia e il lievito in una … cucina. La nonna che impasta, il nonno che fuma, un bambino che gioca, la mamma che allatta. Il forno … caldo, la pasta … pronta. Vedo la legna che brucia, il cane che abbaia. Stasera per tutti ci sarà da mangiare. Questione di sguardi.
Se il chicco non muore la spiga non nasce. La speranza s’intrufola dove l’occhio non giunge. Trattala bene. Fattela amica. Invitala a cena. Falla parlare. Viene per dare non per rubare.
Tu vedi un barcone che porta problemi, un carico di umana carne straniera, gente affamata che ruba lavoro. Io vedo fratelli impauriti che non sanno parlare, che tendono le braccia per non annegare. Vedo badanti amorevoli accanto ai malati, fronti riverse sui solchi assolati. Vedo lo spasimo … anche sorrisi. Persone che chiedono di essere amate. Speranza è il nome dello sguardo fatato. Porgile ascolto. Donale il cuore. Abbi coraggio, non essere vile. Indossa le ali e inizia a volare. Questione di sguardi.
Tu vedi una bara con dentro un bambino. Gente che piange e … lumini. La morte che ha vinto ti sfida sorniona. Ride beffarda alle antiche illusioni. Io vedo quel bimbo risorto coccolato da Dio. E gli angeli e i santi insieme a Maria. Il bimbo, felice, improvvisa una danza. Cristo Gesù ha nome Speranza.
(da don Maurizio Patriciello)







