
La sua origine è ligure. Edmondo De Amicis è nato il 21 ottobre del 1846 a Oneglia in provincia di Imperia. Studi liceali a Cuneo, collegio Candellero di Torino e scuola militare di Modena. Alla fine del suo percorso formativo diventa ufficiale di fanteria. Nel 1866 partecipa alla terza guerra d’indipendenza e alla battaglia di Custoza.
Scriveva e raccontava il mondo militare, che lo circondava. Dava molta importanza alla coscrizione obbligatoria, perché credeva in una prospettiva immediata: l’unificazione dell’Italia. Anelito sostenuto nel suo primo libro La vita militare del 1868.
Il libro Cuore, pubblicato il 18 ottobre 1886, appartiene ai classici della letteratura italiana. Non è venuto fuori da esigenze esclusivamente letterarie, perché contiene in sé un preciso impegno etico e morale. De Amicis, tra le esperienze giovanili, nel 1869 aveva scritto per la casa editrice Le Monnier di Firenze “Racconti militari”. Un libro dedicato alle scuole dell’esercito.
Una propensione all’insegnamento? Lo sapeva benissimo. Ma non poteva immaginare che il suo libro Cuore, negli anni successivi, sarebbe stato accostato direttamente alla prosecuzione de I promessi sposi, identificandolo come l’opera che inizia esattamente dove termina il capolavoro di Alessandro Manzoni.
Il percorso sembra andare in direzione di quello che adesso chiamiamo Pubblica Istruzione, o, più semplicemente, istituzione scolastica. Un solo scopo: la formazione. Raggiungere l’obiettivo di una nazione saldamente unita.
Nel testo di De Amicis pare evidente che è stata coniata la locuzione «italiani brava gente».
Con la conseguente e necessaria attivazione di quelle qualità intrinseche e naturali, che danno l’avvio a un processo virtuoso di contributo reciproco, di assistenza e di rispetto.







