Una domanda, ormai vecchia, ritorna come un’abitudine: perché i giovani, nonostante tutti gli sforzi e tutte le inventive, disertano quasi completamente la partecipazione alla Messa domenicale? Irrilevante e sempre più scarsa.
«Sembra che non sia necessario prendere parte alla liturgia per potersi sentire appartenenti alla Chiesa». È la semplice risposta degli addetti ai lavori. I giovani, interpellati, fanno notare la pesantezza delle costrizioni quando erano più piccoli. La Messa era legata alla frequenza del catechismo, all’eucarestia e alla ripetitività di tutte le preghiere. Inoltre, le esposizioni, compreso il lessico, derivano da una cultura completamente antica. Moltissime sono le critiche all’omelia e alle prediche. Prevedibili, nonché noiose, astratte e lunghe, sempre edulcorate da un linguaggio di altri tempi, non legate alla vita quotidiana, alle sue problematiche e ai temi attuali, e non pongono interrogativi coinvolgenti. «Il modo con cui i giovani raccontano l’esperienza religiosa o spirituale», lo scrivono in molti, «ha caratteristiche molto diverse dai linguaggi astratti delle comunità cristiane, delle omelie e delle catechesi. Sono espressioni, attinenti alle esperienze, che ne esprimono, in modo certo impreciso ma molto comunicativo e personale, il significato profondo».
L’analisi è aperta: «Impossibile trovare “ricette” che rispondano all’esigenza di dare nuovo significato ai voleri dei giovani. La percezione del valore della liturgia dipende dal modo con cui si vive tutta l’esperienza religiosa: la liturgia non è la dimensione più esteriore della fede, ma la più sublime. Per entrare in essa occorre aver preso familiarità con il senso del mistero e con una relazione personale e profonda con il Signore Gesù».
Qualcuno adombra altri fattori. Prima di tutto pare che questo abbandono abbia altre concause. Si parla molto dei ragazzi, ma sicuramente i primi a trascurare la fede sono entrambi i propri genitori. Anche gli scarsi e labili rapporti, che intercorrono tra i giovani e i sacerdoti della propria parrocchia, talvolta ormai lontani dall’essere anche padri spirituali. Il tutto accompagnato da una dichiarata mancanza di una iniziale e solida formazione religiosa. Una dottrina troppo rigida e ignorata.
Sono tutti argomenti che non offrono in alcun modo un solo motivo per restare?
Antonio Losito








La penso come te Antonio