Nata a Roma, suo padre Dino era napoletano, medico Primario Ospedaliero. Di origine calabrese sua madre Giuseppina Pentimalli. Era portata e aveva la passione per recitare sin da piccola. A 15 anni appena, siamo nel 1973, ebbe una parte ridotta nel film di Vittorio De Sica “Una breve vacanza”. In seguito anche Salvatore Samperi la volle con sé in “Peccato veniale”. La notorietà arriva nella primavera del 1974. A teatro. Quando Giorgio Strehler la fece debuttare al Teatro Piccolo di Milano nella parte di Anja nel “Giardino dei ciliegi” di Anton Čechov.
Una relazione molto travagliata con Giancarlo Giannini. Poi l’incontro finito male anche con Gabriele Lavia. Due storie. Due grandi amori.
L’amore con Gabriele Lavia è stato uno spartiacque nella sua vita sentimentale e artistica. L’incontro avvenne nel 1981. Durante la lunga relazione, durata 20 anni, il regista guidò la sua compagnia in diversi spettacoli molto discussi e complessi. I Masnadieri, Giocasta, Lady Macbeth, Ofelia. Un grande amore. Set, palcoscenico e casa. Totalizzante.
Con Lavia la Guerritore ebbe due figlie: Maria Fragolina, nel 1989 e Lucia nel 1992. La secondogenita ha seguito le orme dei genitori.
L’amore tra i due finì sul set di «Scene da un matrimonio» di Ingmar Bergman. Entrambi impegnati. Lavia ammise: «Fu colpa mia. In quel periodo avevamo le bambine a casa con la febbre e noi stavamo girando il film, di cui ero regista, dal testo di Ingmar Bergman. Monica aveva il cellulare scarico, le lasciai il mio per mettersi in contatto con la babysitter ma, mentre mi ero allontanato per risolvere un problema sul set, lei che fa? Mai lasciare il proprio telefonino in mano a una moglie! Comincia a smucinare per leggere i messaggini, a scandagliare la mia rubrica telefonica dove, sotto copertura con un nome tipo KZR, c’era anche il numero di una certa persona. Monica compone il numero e succede l’irreparabile».
Guerritore per anni ha rappresentato la sensualità, il fascino, la grazia. In tanti film ha messo in mostra tutta la sua bellezza. Ne sono un esempio Sensi, Scandalosa Gilda e La Lupa, film scritto e diretto da Gabriele Lavia. Compare in molte scene appassionate. Ma ha confidato: «Mai provato imbarazzo (…) non ho mai accettato l’idea che esista il problema sesso nei personaggi femminili».
Infine, Roberto Zaccaria, ex Presidente della Rai. Si sposaono nel 2010, seconde nozze per entrambi. L’amore nacque nel 2001, nel mese di luglio. Infatti, a luglio del 2021, la Guerritore scrisse un post: «Accadde 20 anni fa». Raccontò le circostanze particolari.
«Il luogo? Ortigia. Cosa accadde? Mentre impersonavo Penelope che incontra Ulisse al suo ritorno (il luogo che si era scelto era Castel Eurialo dove Archimede sperimentó il primo incendio di vele a distanza) quello che poi diventó mio marito, dopo una corte talmente discreta da non essermene accorta, si presentó tra le acclamazioni dei miei giovani colleghi pieni di illusorie future scritture in Rai (di cui il ‘nostro’ era ancora, per pochi mesi, il Presidente). Nel ritornare in macchina al Grand Hotel di Ortigia (dove anche lui aveva preso alloggio) io, smessi i panni di Penelope ma piena di ellenica astuzia, noto un lampeggiare sospetto dietro di noi. Al volgermi inorridisco: un tale Gasparri, già ministro delle telecomunicazioni, che un giorno sì e l’altro pure chiedeva la testa del ‘nostro’, parcheggiava in simultanea … con un guizzo prendo la mano del mio futuro lui (ex nostro) e lo strattono portandolo via dall’ingresso dell’hotel, ‘andiamo di quà …’ gli sussurro. Lui equivoca, pensando a un ‘green pass / passepartout sentimentale’ e non capendo che io volevo sfuggire all’incontro a tre davanti al concierge, mi stringe forte la mano. Con intenzione … A quel punto, dire la verità mi sembró indelicato … e mano nella mano ce ne andammo verso il porto … Dopo vent’anni eccoci ancora insieme e ancora ad Ortigia!».
Ultimamente impegnata in “Speravo de morì prima”, una serie tv, che racconta gli ultimi anni della carriera di Francesco Totti. Una biografia del “capitano”, l’ex-calciatore.
La Guerritore è sua madre Fiorella. Una figura fondamentale nella crescita del fuoriclasse. È la stessa attrice, che, intervistata, racconta il suo personaggio: «È una donna che ha avuto, e ha, un grande ruolo nella vita di suo figlio. È stata lei, mamma Fiorella, a individuare per prima il talento di quel ragazzino, a portarlo agli allenamenti, a imparare le lezioni a memoria per poi spiegargliele, ad asciugargli i capelli con il riscaldamento dell’auto. A bloccare il suo trasferimento nelle giovanili di una squadra di Milano: aveva capito che Francesco aveva la sua grande forza in Roma, nella città che lo nutriva, nella romanità che aveva nel sangue». «Ho dovuto lavorare molto sul dialetto romano, un romano vero, contemporaneo, trattenuto ed esplosivo. Fiorella è una leonessa che combatte contro tutti per il figlio».
Nel 1982, regista Pasquale Festa Campanile, nel film “Più bello di così si muore”, la Guerritore ha recitato insieme a Paola Borboni. Pare non ci fosse un rapporto idilliaco tra le due. Dovuto a incomprensioni?
Oggi è testimonial dell’Istituto Europeo di Oncologia. Aiutata dal prof. Umberto Veronesi, vinse una battaglia contro la drammatica esperienza di una malattia significativa.
Gli altri eventi della sua vita, sono descritti ne “La forza del cuore: le sfide della mia vita”, libro autobiografico del 2010.








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