Primo intervento
da Antonio Bini
Si riportano qui gli appunti di 30 slides Power Point solo rozzamente rielaborati. Si potrebbero definire una bozza per la discussione. Il loro scopo era quello di avviare in un gruppo di amici la riflessione, la discussione, l’approfondimento di questioni complesse e di difficile acquisizione al di là delle fonti tradizionali, ampiamente soggette a sensazionalismo e frammentazione. Ci si rende conto che si tratta di un testo schematico, anch’esso frammentario, orientato a destare un dibattito in vista di scelte e orientamenti personali ragionevoli e razionali.
Si riportano in calce solo alcune mappe concettuali e geopolitiche
L’orientamento di fondo è quello di un umanesimo planetario, universalistico. Dal punto di vista metodologico si vorrebbero far notare i mille fili che legano un caso, una guerra ad un tutto magmatico e problematico. Con tutti i limiti che ne conseguono.
Il frutto dello stesso dibattito nella sua completezza potrebbe essere una relazione in stile saggistico.
CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
Si può chiudere il mondo in poche decine di slides e in tre ore di esposizione e dialogo? (NO)
Si può assistere in silenzio, senza prendere posizione, mentre il mondo rischia una deflagrazione più vasta? (NO)
Si può desiderare un mondo migliore, più libero, più uguale? (SÌ)
Si può parlare con cognizione di causa di problemi complessi e intricati in cui sono avvolti milioni di volontà, di destini, di libertà? (SÌ /NO)
È nefasto il ruolo del nazionalismo coniugato in Russia in vari modi (dal filo-europeismo al filo-asiatismo (Gumilëv, Dugin) in una sorta di isolazionismo dinamico)? (SÌ)
È nefasto il ruolo giocato del sovranismo (pardon, nazionalismo), da vedere come sublimazione amplificata dell’individualismo predone? (SÌ)
- Sulla potenza ermeneutica del ragionamento storico in politica
- Passato, presente e futuro costituiscono una unità e si spiegano circolarmente. Una positiva tensione della politica nel presente richiede visione del passato e desiderio di futuro
- La prospettiva spaziale non può essere che globale:
- partire dal locale, conoscere le sue peculiarità,
- ma sempre conoscere anche le sue plurime e progressivamente più ampie relazioni con ciò che lo circonda e comprende
- Siamo di fronte ad una sfida alle nostre pigrizie e inerzie mentali
- Il quadro di riferimento non può essere regionale, ma Globale
- Ruolo degli USA, della Cina, dell’India, del Medio-Oriente, dell’Oriente, delle Americhe, dell’Africa
- Accettazione a livello politico (dei governi) della sfida mondiale lanciata dalla economia e soprattutto dalla finanza
- Coinvolgimento di tutte le economie nell’impostazione delle politiche di riequilibrio geopolitico ed ecologico
Anticipazione: la pace in Europa comporta primariamente la sistemazione delle relazioni politiche nell’Europa centro-orientale
- Dal Baltico al Mar Nero urge una unità più stretta che passa solo in parte per La CEE e gli USA
- I Balcani sono ancora squilibrati (250.000 morti + 2,5 mln di profughi)
- La pace in Europa passa anche attraverso un accordo globale con Russia e Stati Uniti (garanti sicurezza)
- CONSEGUENZE IMMEDIATE, MEDIE, REMOTE
- Le guerre costano e ci sarà, c’è già, la corsa al riarmo (richiamo analogico al riarmo pre-Prima GM)
- Spendere di più per la guerra significa spendere di meno per ambiente, sanità, istruzione, previdenza
- La Cina non può che ricavare dei vantaggi dalla stabilizzazione dell’area più ricca del mondo
- Restano tutte le disuguaglianze ereditate e ampliate dalla globalizzazione
TABELLA SULLE GUERRE DI AGGRESSIONE FRA STATI DAL 1945 AD OGGI
| (1) Aggressioni del XX e XXI secolo * | ||
| 1951 | Aggressione Nordcoreana a sud Corea | Guerra di Corea con intervento ONU |
| 1951 | Occupazione definitiva del Tibet da parte della Cina | Seguiranno altre occupazioni territoriali a danno di altre popolazioni (vedi Uiguri) |
| 1956 | Aggressione angl0-francese all’Egitto | Intervento ONU guidato dagli USA |
| 1956 | Carri armati a Budapest, Gomulka a VarsaviaRivolte a Poznan Berlino e Budapest | Repressione violenta dell’URSS di insurrezioni popolari in Europa orientale |
| 1971 | Il Pakistan attacca Bangladesh | Sostegno militare India. Dichiarazione indipendenza Bangladesh |
| 1979 | Attacco URSS in Afganistan | In difesa di un regime comunista debole |
| 1979 | Spedizione punitiva cinese contro il Vietnam | Ritiro cinese e ritorno allo status quo |
| 1980 | Attacco dell’Iraq all’Iran | Ritorno allo status quo, Rinforzo regime Ayatollah e Indebolimento Sadda |
| 1990 | L’Iraq attacca il Kwait e lo annette | Prima Guerra del Golfo |
| 2001 | Attacco alle Twin Tower di New York | Terrorismo di Al-Qaeda nel cuore degli USA |
| 2003 | Aggressione al regime iracheno | Seconda Guerra del Golfo |
| 2014 | Occupazione russa della Crimea | Lasciata aperta l’annessione |
| 2001 | Intervento americano in Afganistan | Lunga guerra contro talebani (2001-2021) |
| 2011 | Caduta Regime Gheddafi in Libia | Caos perdurante in Libia e progressiva presenza turca |
| 2022 | Aggressione Russia all’Ucraina | ???? |
MAPPA DELLE GUERRE IN CORSO

DALLA STORIA NASCONO I PROBLEMI:
UCRAINA
Anche da una breve scorsa alla travagliata storia dei territori che oggi appartengono all’Ucraina si possono notare i seguenti problemi:
- Esiste nella storia dell’Ucraina una forte ricerca di autonomia soprattutto da parte della popolazione centro-occidentale
- Esiste un Nazionalismo politico e religioso ucraino che peraltro confligge con una secolare comunanza linguistica culturale e religiosa con la Russia
- La completa occupazione dello sbocco sul M. Nero ottenuta dall’Ucraina con l’indipendenza confligge con la secolare tendenza russa allo sbocco su mari caldi
- L’autonomismo ucraino tende a orientarsi verso l’occidente e confligge con le tendenze grandi russe e euroasiatiste
- Fino all’aggressione c’è stata forte dialettica democratica interna dovuta a al conflitto fra integrazione con l’area Russa e avvicinamento all’Europa e all’Occidente
- Una volta concessa l’indipendenza (peraltro operata dal predecessore e mentore di Putin, cioè El’tsin) è criminale distruggerla con barbarici bombardamenti
MAPPA NUOVA UCRAINA SECONDO PUTIN

Il progetto grande russo può realizzarsi anche nel lungo periodo. In questo momento esso però aiuta a capire la disposizione tattica e strategica dell’aggressione. Inoltre prefigura un lungo periodo di instabilità che si ripercuoterà a livello globale se non si procede ad una stabilizzazione diplomatica duratura.
RUSSIA
Da una breve trattazione della STORIA RUSSA dal 1917 ad oggi emergono i seguenti problemi rilevanti:
- La riduzione territoriale e demografica della Russia post 1991 con conseguente senso di frustrazione rispetto alla precedente storia imperiale zarista e comunista
- Ricerca di un riposizionamento strategico a livello di potenza mondiale da una parte vantando il possesso di immense risorse energetiche poste sul mercato e una forte dotazione di armi atomiche e vettori e dall’altro cercando di approfittare del ripiegamento occidentale dall’Asia (vedi ritiro dall’Afganistan e strisciante conflitto Cino-Americano)
- Riorientamento strategico verso l’Asia favorito dalle correnti euroasiatiste interne, il quale però comporta nuovi problemi posti dai rapporti sempre più stretti con la Cina (vedi Trattato di buon vicinato russo cinese del 2021 e Accordo russo cinese sul gas del febbraio 2022)
- Nano economico, ma potenza militare ed energetica (a differenza di Germania e paesi arabi)
- Dipendenza dell’Europa (in primis Germania e Italia) dalle forniture di gas
- La presenza di una forte componente sciovinista e autoritaria nella cultura e nella politica (anche in Russia Unita = nazionalismo russo e patriottismo sovietico)
L’AGGRESSIONE
Guardando le cartine in cui si rappresentano i movimenti dell’aggressione russa dopo 37 giorni dall’inizio si può notare:
- I russi avanzano lentamente e in parte arretrano dando anche l’impressione di essere frenati e impantanati, ma ormai sulle carte è chiaro che stanno accerchiando non solo le città ma anche tutta la parte orientale dell’Ucraina che vorrebbero annettere alla Russia (Vedi mappa La nuova Russia secondo Putin)
- La forte resistenza di Kiev li fa ultimamente deviare verso sud-est (Donbass e litorale del Mar Nero)
- I russi non stanno usando l’aviazione: usando armi tradizionali cercano di terrorizzare la popolazione, che intanto emigra
- Sospetti concreti alla luce delle premesse: rallentano per rilanciare? Usano ancora poca potenza per liberarsi tramite l’emigrazione di soggetti non affidabili? Siamo in attesa della primavera-estate?
- Tre possibili soluzioni: cedimento dell’Ucraina, accordo complessivo bipartizan, guerra strisciante. Nel frattempo non può mancare il supporto militare e politico dell’Occidente democratico nei confronti della democrazia ucraina
- Il problema di fondo non è il passato e non sono i valori, ma il futuro della sicurezza e della democrazia in Europa, che a mio avviso si può assicurare sulla base di: 1) una autonoma unificazione di un settore dell’Europa sempre diviso e sempre molto inquieto: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovenia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria più ciò che resta della ex Jugoslavia (finlandizzazione di esse?) – 2) abolizione del veto nel Consiglio d’Europa – 3) unità politica, fiscale e militare dell’UE
Tirando provvisoriamente le fila
Non si può comprendere ciò che avviene nelle pianure ucraine se non si tiene conto di un vasto contesto che viene dal passato, ma che deve funzionare in senso positivo anche per il futuro.
Ogni guerra non avviene in vitro, ma ha sempre un più o meno ampio contesto. E il contesto di questa guerra è globale, riguarda gli equilibri strategici delle potenze, ma anche le problematiche dell’economia (a cominciare dall’energia) dei commerci e della finanza. Il risvolto negativo sulla vita delle popolazioni mondiali sarà comunque sensibile. Per questo bisogna guardare al posizionamento della UE, della Nato, degli Usa, della Cina, dell’India. E anche a come si schiera l’opinione pubblica mondiale.
C’è da considerare innanzitutto l’ampliamento ad est della Ue. Contestualmente ad esso, anche a causa della fine del Patto di Varsavia si pone il problema della estensione della Nato e della sua consistenza militare.
La previsione possibile in base all’andamento dell’occupazione dell’Ucraina da parte delle forze armate russe è che la guerra debba durare, che la mira principale sembra l’acquisizione del Donbass e della costa del Mar Nero (tutta?), che si raggiunga un armistizio provvisorio di media durata e infine, se la Russia intende annettere tutta l’Ucraina, la guerra riprenderà in un periodo medio-breve.
Per scongiurare questa eventualità è necessario:
- convocare al più presto non solo una conferenza di pace per l’U. ma per la sistemazione dei rapporti fra Russia e Nato, fra Russia e Ue
- Tenere presente che la UE e l’occidente non può accettare o, tanto meno, inglobare la Russia e non può neanche regalarla alla Cina come vuole l’euroasiatismo
- Può però avere con lei una sorta di partenariato
- Imprescindibile è la garanzia della sovranità delle repubbliche confinanti con la Russia
- Ci vuole un preventivo accordo dei paesi confinanti con la Russia tra loro circa l’accettazione di un patto di reciproca securizzazione con la Russia garantito a livello internazionale
- Forse non è del tutto corretto tracciare dirette analogie tra ciò che avverrà in Europa in questo 2022 e il periodo della guerra fredda della seconda metà del secolo scorso.
- Ma con ogni probabilità ci attendono tempi più bui e pericolosi anche di quelli che si sono conclusi con la perestrojka e con il gorbacioviano «nuovo modo di pensare», cui è seguito il crollo definitivo del sistema socialista mondiale e della stessa Unione Sovietica
IMMAGINI PRIMO INCONTRO 2 APRILE 2022 NELLA SEDE DEL PD MONOPOLI











