Aggiornamento del 30 luglio 2021
La Guardia Costiera di Monopoli ha accertato n.62 posti in spazi non consentiti a Porto Ghiacciolo S. Stefano. Elevate le sanzioni previste.
Estate 2021

Stiamo vivendo una estate 2021 con il Covid, con temperature elevatissime, un caldo insopportabile, grave siccità, focolai di nuove varianti Covid, ma anche di veri e vasti incendi.
La gente, stanca e desiderosa di tornare alla vita normale, si riversa in luoghi all’aperto come le spiagge.
A Monopoli i comuni cittadini ne trovano sempre meno a disposizione, perché molte di esse sono diventate private, con strutture precarie, che diventano definitive, autorizzate dal Comune.
E alle spiagge private i prezzi sono alle stelle.
Da qui la necessità di approvare il Piano Comunale delle Coste, progettato, elaborato ma rimasto nei cassetti.
Gravi le responsabilità degli amministratori comunali.
NOTIZIE PRECEDENTI
Spiagge Libere

Monopoli, con la sua costa che si estende per oltre 20 km lineari da Torre Incina ad Egnazia e 35 km lungo la linea costiera, è ricca di numerose cale, incantevoli insenature nel solco delle lame, e di un lungo cordone sabbioso nella parte a sud della località Capitolo.
Essendo la costa un bene pubblico, di proprietà dello Stato, definito come Demanio Marittimo, il suo uso è gratuito e destinato a tutti i cittadini per la balneazione e nei bacini portuali agli operatori per le attività marittime.
Alfine di realizzare spiagge con servizi, lo Stato procede nella concessione dell’uso di alcuni tratti costieri ai privati per un determinato tempo, di sei anni rinnovabile, dietro il pagamento di un canone. ( Nel 2020 le concessioni sono state prorogate con decreto italiano fino al 31 dicembre 2033. L’Europa ha impugnato la decisione in quanto illegittima ).
Nelle concessioni demaniali, rilasciate dal Servizio Demanio Costiero della Regione Puglia, sono definiti gli spazi dei lidi e le regole d’uso, con la precisa prescrizione di lasciare dei liberi passaggi a mare, ad uso di tutti i cittadini. In ogni lido deve essere delimitata una zona libera estesa per un terzo dell’area totale e nei tratti costieri lineari devono essere individuati accessi liberi ogni 150 metri.
Già dagli anni ’70, quando ancora erano poche le concessioni demaniali, durante l’amministrazione del sindaco Giuseppe Demarino, assessore all’Urbanistica Stefano Carbonara, per regolamentare la materia e per evitare abusi da parte dei concessionari, il Consiglio Comunale adottò dei provvedimenti per l’individuazione di oltre 30 passaggi a mare, installando appositi cartelli di accesso libero.
Negli anni, con lo sviluppo sempre più diffuso del turismo, specie balneare, a Monopoli sono state rilasciate una serie di concessioni demaniali a privati, diventate n.53 nel 2014.
Nella vicenda del Demanio Marittimo il Comune di Monopoli presentava un’anomalia particolare, unica in Italia insieme ad altro caso nell’isola di Capri.

Il tratto costiero di Porto Marzano, Piccolo e Grande, inspiegabilmente, sin dai tempi del periodo fascista, era stato escluso dal demanio e lasciato di proprietà privata, per cui l’accesso era riservato solo ai proprietari dei terreni prossimi alla costa.
Nel gennaio 2014, in ottemperanza ad una legge regionale, i progettisti ingegneri Casulli e Sampietro, incaricati dal Comune, presentavano il progetto del Piano Comunale delle Coste, con cui si delimitano le aree private e quelle pubbliche con una esatta zonizzazione e le norme di attuazione con la definizione delle aree per attività turistico-ricreative, stabilimenti balneari, spiagge libere con servizi, spiagge libere, aree vincolate e modalità di rilascio delle concessioni.

Tra le indicazioni progettuali è presente la demanializzazione del tratto costiero di Porto Marzano.
L’Amministrazione Comunale, nonostante gli obblighi di legge, pur disponendo del progetto, già pagato ai progettisti, non ha proceduto nell’approvazione definitiva del Piano delle Coste.
La deliberazione di Giunta Comunale n. 194 del 27 novembre 2015 con cui venivano pubblicati gli atti per le osservazioni da parte dei cittadini non è stato completata nell’iter. Si dice che sia ora nella fase di valutazione VAS ( Valutazione Ambientale Strategica).
L’intera procedura si è di fatto “arenata” per oltre un quinquennio. Per quali motivazioni ?
Il 12 novembre 2019 il Ministero, facendo seguito alle numerose sollecitazioni pervenute e alle proteste di cittadini e comitati per le spiagge libere, emanava il decreto di demanializzazione del tratto costiero di Porto Marzano, istituendo la dividente demaniale, precedentemente inesistente.

Dopo l’emanazione di questo atto, mentre l’uso pubblico della spiaggia di Porto Marzano Grande viene assicurato, anche se attraverso un passaggio parzialmente sbarrato, quello di Porto Marzano Piccolo rimane di fatto privato, senza l’istituzione di un passaggio pubblico, anzi con il divieto assoluto di accesso alla battigia da parte dei gestori del lido.
Il Lido di Porto Marzano Piccolo presenta una striscia demaniale inferiore a metri 5, per cui non necessita di concessione demaniale. Questa fascia di spiaggia, in base alle leggi in vigore, è di uso pubblico.
Di fatto, mancando il passaggio pubblico che dovrebbe essere realizzato dal Comune, è ad uso esclusivo del gestore del lido, attualmente Viero Affatato, che opera con le strutture e i servizi su terreni privati dello stesso in comproprietà con Marcello Pasqualone.
Seguono richieste di intervento da parte di numerosi cittadini e comitati, coordinati da Giuseppe Napoletano, Dario Pezzolla e Angelo Papio con petizioni inviate all’Amministrazione Comunale e alle Autorità di controllo.
In vista della prossima stagione estiva 2021 è fondamentale che l’Amministrazione Comunale proceda nei termini di legge all’approvazione del Piano Comunale delle Coste, adottando tutte le misure previste, compreso la individuazione e la realizzazione di tutti i passaggi a mare, liberi e gratuiti, lungo tutta la costa nel rispetto di tutti i cittadini che non possono permettersi, per varie ragioni, l’utilizzazione delle spiagge private a pagamento.
La protesta per l’accesso libero a Porto Marzano Piccolo
Sono trascorsi quasi 7 anni da quel 20 luglio 2014, cioè da quel flash mob molto particolare che si tenne a Porto Marzano Piccolo, organizzato dal Comitato Costa Libera e altre associazioni, in quella striscia di mare che si incunea fra due ali di roccia e termina in un lembo di sabbia.

Un flash mob forse unico al mondo in uno dei posti più belli al mondo.
Unico perché decine di manifestanti in costume da bagno, maschere, pinne e salvagenti per i più piccoli, si calò in acqua per giungere a nuoto fino alla spiaggetta, sotto lo sguardo truce dei nuovi padroni, dotati di body guard.
Che poi proprio nuovi padroni non lo erano, dato che quel tratto di costa era stato ceduto alla società Marzà, di Viero Affatato e Alberto Pasqualone da Marcello Pasqualone.
Insomma l’intraprendente politico-ingegnere-imprenditore Alberto, come società Marzà aveva acquisito quel tratto privato di costa proprio dal padre Marcello.
Solo che, dagli anni ’60 allorché le amministrazioni comunali consentirono la costruzione di ville che si affacciavano sul mare (anche peggio avvenne in zona Capitolo) e fino al 2014, il passaggio pubblico a mare di Porto Marzano Piccolo era stato, di fatto, consentito.

La protervia insita nella privatizzazione di roccia e acqua, seppure legale in quanto si trattava di suolo privato, scatenò la rabbia di mamme, bambini, single e coppie, insomma semplici cittadini che fino ad allora avevano potuto trascorrere, gratuitamente, qualche ora in un posto fantastico.
Inoltre in un contesto di gran lunga diverso da quello degli anni ’70 e ’80 quando ancora si poteva scegliere di fare il bagno e prendere il sole gratuitamente fra decine di spiagge e calette fra Porta Vecchia e Santo Stefano, a partire dalla fine degli anni ’80 vennero date concessioni demaniali a tutti con la conseguente privatizzazione di spiagge e mare.
Ebbene l’azione di Pasqualone & Affatato non passò inosservata e accese la protesta popolare pacifica, colorata ed efficace. Anche se ci sono voluti 6 anni per avere ragione.
Il flash mob, organizzato in particolare da Pino Selicato, anima del Comitato Costa Libera insieme ad altre associazioni fra cui il WWF, ebbe molta risonanza, tanto da portare le parti a un incontro, avvenuto presso il Commissariato di Monopoli, presenti l’Ufficio Circondariale Marittimo di Monopoli (Francesco Esposito), l’Assessore all’Urbanistica (Stefano Lacatena), la società Marzà (Viero Affatato e Alberto Pasqualone), il Comitato Costa Libera (Pino Selicato).
Il 23 luglio si giunse a un accordo in base al quale la protesta sarebbe rientrata e contestualmente sarebbe stato ristabilito il libero accesso alla caletta di Porto Marzano Piccolo, tramite due percorsi laterali sul lato destro e sinistro della scogliera.
Il 12 novembre 2019, ma l’amministrazione Annese si è guardata bene dal renderlo noto alla cittadinanza, la Capitaneria di Porto di Bari ha finalmente emesso un Decreto con cui viene delimitata l’area demaniale pubblica, con libero accesso per i cittadini.
E sì perché ciò che avevano compiuto Pasqualone & Affatato era stato assolutamente legale.
Insomma quello di Porto Marzano Piccolo era un tratto di costa carente di “dividente demaniale” e quindi privato.
Probabilmente all’origine la mancata trascrizione nel SID (Servizio Informatico Demaniale) di quelle chiazze di demanio che invece apparivano sulla cartografia “cartacea”.
I proprietari dei terreni di quella area, che hanno dovuto cedere piccola parte della loro proprietà al demanio per ristabilire la dividente demaniale che non può avere soluzione di continuità sulla costa, dovranno ora sopportare sul lato destro e sinistro della piccola cala la presenza di tanti monopolitani, che potranno anche transitare sulla battigia della spiaggetta.
E anzi, pur osservando le dovute regole di distanziamento sociale, non sarebbe male organizzare un altro spettacolare flash mob a Porto Marzano Piccolo, per inaugurare la stagione balneare 2020.
Beppe Stallone
Giornalista
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ALLEGATI DEL 14 MARZO 2021
di Giuseppe Napoletano
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Porto Marzano lettera Napoletano Giuseppe e altri
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Ottimo articolo, ottima ricostruzione.
Unica precisazione, credo opportuna: l’Agenzia del Demanio di Bari precisa che la costa alta può rimanere privata, se lo era storicamente, mentre le spiagge devono essere demaniali come precisato dall’art.822 del Codice Civile. In realtà, come si evince dell’articolo nel link qui sotto, le cose si sono complicate con l’aumentare nei decenni dei contenziosi tra Stato e Privati, mano a mano che cresceva il potere economico e politico, espresso da questi ultimi.
Sulla questione Porto Marzano Piccolo, il lavoro portato a termine negli anni scorsi dal Comandante Cortesi della Capitaneria di Porto di Bari è stato particolarmente importante. La nuova dividente demaniale è stata individuata con una serie di punti fissi georeferenziati e, almeno il lido -ossia la parte interessata dal moto ondoso- della spiaggetta di Porto Marzano Piccolo è stata restituita al Demanio Pubblico.
La spiaggia, nonostante il Codice Civile la includa esplicitamente tra i beni demaniali, è rimasta parzialmente privata, peraltro raggiungibile solo dal mare.
E’ interessante la proposta di un flash mob avanzata nell’articolo poiché, quando un’Amministrazione politica è totalmente asservita agli interessi privatistici di pochissimi, rimane solo la mobilitazione popolare. E una giusta memoria quando si è nella cabina elettorale con la matita in mano.
https://www.mondobalneare.com/cose-la-dividente-demaniale-maritttima-e-come-si-individua/