
Giorgio La Pira, sottile giurista, un uomo immerso pienamente nella politica.
Nacque in Sicilia, nel 1904, a Pozzallo.
Fu animatore giovanile dell’Azione Cattolica.
Raggiunse Firenze nel 1926 dove si laureò in legge e rimase tutta la vita. Dal 1933 ricoprì la cattedra di Istituzioni di Diritto Romano presso l’ateneo fiorentino.
Fu eletto deputato della DC alla Costituente e poi al Parlamento.
Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro dal 1948 al 1949,
La Pira per due mandati fu sindaco di Firenze, dal 1951 al 1957 e dal 1961 al 1966. La sua figura travalicò subito i confini della città.
Si fece notare per le sue battaglie sociali di ispirazione cattolica e faceva emergere quell’unità tra azione e pensiero.
Virtù, apparentemente labile, che una medesima persona difficilmente integra nella propria vita.

Giorgio La Pira fu “profeta di pace”.
Il primo uomo politico occidentale a varcare la “cortina di ferro” per chiedere, nel 1958, ai dirigenti sovietici di «tagliare il ramo secco dell’ateismo di stato».
Poi, con la stessa ostinazione raggiunse gli Stati Uniti, il Vietnam, Helsinki, Budapest, Tunisi … per confrontarsi con capi di Stato e raccomandare loro soprattutto la pace. Non solo, ma anche i diritti delle minoranze, il disarmo e lo sviluppo dell’umanità.






