Il parroco di Capocastello, frazione di Mercogliano, nonché vice direttore della Caritas di Avellino, dice:
«Provo grande sofferenza ma non potevo fare altrimenti».
«Per un prete è un sacrificio enorme chiedere ai propri fedeli di non venire in chiesa, ma sono costretto a farlo».
«Chi non è vaccinato resti a casa».
Fatto da un sacerdote, è un appello certamente anomalo.
D’altra parte, non si fermano le scritte no vax ad Avellino e nel mirino finisce sempre la sua centralissima chiesa del Rosario. Ma sulle posizioni dei no vax è durissimo:
«Purtroppo a Mercogliano siamo piuttosto preoccupati per l’escalation dei contagi in questi ultimi giorni. Mi sono visto costretto a dire a chi non è vaccinato di rimanere a casa. Parliamo tanto di carità, anche vaccinarsi è un gesto di carità verso il prossimo, ci si vaccina non solo per far star bene sé stessi».
Don Vitaliano nel maggio scorso, quando il Governo collocò in zona gialla bar e ristoranti, permettendo loro di servire le consumazioni ai tavolini esterni, aiutò un ristorante storico del posto, privo di spazio esterno e mise a sua disposizione il sagrato della chiesa.
La scelta tempestiva è stata dettata, come egli stesso spiega, dalla necessità di garantire la salute a tutti quelli che, spinti da un intimo conforto religioso, decidono di recarsi in chiesa per partecipare alla messa.
«Non voglio dare giudizi», sottolinea, «ma dovremmo aiutare chi ha scelto di non vaccinarsi e convincerli a farlo al più presto».
«Vaccinarsi significa preoccuparsi per sé, ma soprattutto per gli altri».
Antonio Losito