PROTESTA DEI NEGOZIANTI E OPERATORI
Il 7 aprile 2021, diverse centinaia di persone si sono ritrovate in Piazza Vittorio Emanuele per partecipare alla manifestazione di protesta contro le misure in atto per il Covid, che penalizzano l’intera categoria dei commercianti e degli operatori autonomi come parrucchieri, estetiste, ristoratori, imprenditori turistici.
L’iniziativa è partita dall”Associazione Operatori del Centro Storico ( presidente Christian Campanelli ) a cui si sono unite, con i loro rappresentanti, anche le altre associazioni delle categorie professionali del CNA ( Diego Carrieri, Antonia Napoletano, Remo Tropiano) Confcommercio ( Giuseppe Paragò ) Confesercenti Fiarc ( Rocco Di Meo)

La manifestazione, seguita dall’apertura di alcuni esercizi commerciali, si è svolta all’insegna del motto “Io apro”, nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid, in parziale contrasto con i divieti di assembramento e di apertura delle attività in vigore nella zona rossa.
Vi hanno partecipato anche il sindaco Angelo Annese, diversi assessori e consiglieri comunali, gli esponenti di alcuni partiti e movimenti politici locali, in presenza della Polizia Locale, Carabinieri e Polizia di Stato.
COMUNICATI DI ORGANIZZATORI E PARTECIPANTI
Associazione Operatori Centro Storico Monopoli

Come già successo il 27 Aprile dello scorso anno quando aderimmo all’iniziativa di lasciare accese le insegne dei nostri locali chiusi, questa volta aderiamo alla nuova iniziativa OraLavoro.
Dal 6 Aprile il governo ci “obbliga” ad aprire a pranzo e a cena. Ogni giorno si allarga il fronte delle adesioni e anche noi aderiamo alla manifestazione organizzata da MIO ITALIA su tutto il nostro territorio
Da martedì 6 aprile i piccoli imprenditori del comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca) associati a Operatori centro storico di Monopoli, apriranno a pranzo e a cena.
Non è una provocazione, né un atto dimostrativo, ma una questione di sopravvivenza».
Il responsabile dell’associazione Campanelli Christian, lo sta ribadendo a tutti gli esponenti politici regionali e pugliesi in questi giorni rappresentando, altresì, l’adesione a tale iniziativa, di centinaia di operatori del settore. Il dado è tratto! Il 6 Aprile inizieremo noi a Governare le nostre aziende .
Da un anno i piccoli imprenditori dell’ospitalità a tavola sono costretti a chiudere-aprire-chiudere, in contrasto con le evidenze scientifiche, senza prospettive, programmazioni, piani di rilancio, indennizzi ragionevoli, interventi sui costi fissi. Nulla.
STIAMO GUARDANDO CON I NOSTRI OCCHI LA MORTE DELLE NOSTRE ATTIVITÀ E DELLA NOSTRA STESSA VITA.
Non siamo più padroni del presente e del futuro, ne di quello delle nostre famiglie. Con l’ultimo decreto Sostegno è stata prevista un’elemosina, che aiuta una piccola parte delle nostre aziende, fra l’altro in arrivo dopo il 10 aprile.
Non abbiamo avuto aiuti sui canoni di fitto, non abbiamo avuto riduzioni di costi, di bollette, di tasse e non abbiamo avuto neanche una certezza sugli aiuti per la prossima stagione estiva.
Con la speranza che altre città e altre associazioni si accodano in questa scelta e che escano gli attributi insieme a noi.
Comunicato Stampa del Comune n. 4973
Il Sindaco di Monopoli, Angelo Annese, è intervenuto questa mattina alla pacifica manifestazione dei commercianti contro le chiusure con l’introduzione della zona rossa svoltasi in piazza Vittorio Emanuele a Monopoli.
Queste le sue dichiarazioni:
«Ho voluto portare la solidarietà dell’Amministrazione Comunale a queste attività commerciali costrette a chiudere per le regole imposte dalla zona rossa. Una chiusura che in Puglia dura da quasi un mese e che proseguirà almeno per altri dieci giorni, aggravata da un anno di pandemia e con poche certezze per il futuro. Sono consapevole che non è un momento semplice anche perché dietro ogni persona c’è una storia e una famiglia. Raccogliendo anche la disponibilità degli altri Sindaci del territorio mi sono impegnato a portare le loro istanze all’attenzione della Regione Puglia affinché si instauri un tavolo di ascolto di queste categorie costrette alla chiusura».
«La zona rossa impone la chiusura di alcune attività e lascia aperte altre e probabilmente è arrivato il momento di fare una scelta che non escluda alcuni operatori rispetto ad altri. Ora che la campagna vaccinale è entrata nel vivo e visto che nelle prossime settimane si procederà più speditamente, bisogna iniziare a pensare a delle riaperture che consentano di svolgere l’attività nel rispetto di rigidi protocolli superando quella disparità di trattamento nella quale oggi ci ritroviamo».
«Oggi siamo in zona rossa e, al netto dei controlli che le forze dell’ordine riescono a svolgere, c’è tanta gente in giro, ognuna con una giustificazione (lavoro, salute e estrema necessità), mentre gran parte delle attività sono chiuse. Un negozio aperto che rispetta i protocolli sanitari come distanziamento, igienizzazione e l’obbligo di mascherina è molto più sicuro di molte altre situazioni incontrollate che giornalmente registriamo sul territorio. E penso che è da qui che bisogna ripartire».
Giuseppe Campanelli, Franco Leggiero e Antonio Rotondo, consiglieri comunali del Gruppo Misto.

Stamattina come gruppo consiliare abbiamo voluto partecipare alla manifestazione pacifica organizzata dagli operatori commerciali ed artigiani di questa città per dimostrare loro la nostra solidarietà e la condivisione dei problemi da loro sollevati.
Oggi dopo un anno dall’inizio della pandemia assistiamo allibiti davanti alla solita ed incomprensibile divisione tra attività essenziali che possono restare aperte e quelle ” non essenziali ” per qualcuno, costrette a restare ancora chiuse.
Occorre far aprire tutti in sicurezza, così come chiedevano gli operatori stamattina. Bisogna stabilire le regole e loro sono disposti ad adeguarsi ed a rispettare tutte le regole, ma non si può tenere ancora chiusi imprenditori che vivono del proprio lavoro.
E se è vero che il Comune non scrive queste regole ma si attiene alle leggi degli enti sovraordinati come Stato e Regione, è anche vero che l’Amministrazione Comunale nel mese di marzo ha inasprito di più le restrizioni, riducendo di ulteriori due ore gli orari di apertura. Diamo invece come Comune un segnale concreto ed immediato a questi commercianti, ambulanti, ristoratori ed artigiani: esoneriamoli subito dai pagamenti di Tari e Tosap per i mesi che sono stati chiusi. Lo scorso anno è stato fatto con i ristori statali.
Questa volta non aspettiamo un nuovo Decreto Liquidità, facciamolo subito Sig. Sindaco. Così la sua presenza stamattina alla manifestazione avrà un senso, daremo una risposta concreta ed immediata, nel segno di una giustizia fiscale, almeno quello!
Altrimenti per questi operatori al danno si aggiungerà la beffa di dover pagare l’occupazione del suolo pubblico, ed un servizio quello della raccolta rifiuti, del quale non hanno potuto usufruire perché inattivi.
Carlo Maria Maione, Silvia Contento e Francesco Tamborrino, consiglieri comunali di Spazio Civico.
La composta manifestazione di questa mattina in piazza è il punto di arrivo di un estenuante percorso fatto di chiusure e restrizioni che hanno ipotecato il futuro di tante imprese del nostro territorio. Commercianti, ristoratori, ambulanti e artigiani dopo anni di sacrifici rischiano di rimanere schiacciati dagli effetti devastanti della pandemia e delle scelte politiche sulla gestione delle attività economiche.
Abbiamo scelto di essere tra gli operatori stamane per ascoltare dalla loro viva voce i temi che intendono porre all’attenzione delle istituzioni e per dare un segnale di vicinanza, consci che, tuttavia, è tempo di risposte concrete.
Una prima risposta deve arrivare sul piano dei ristori e degli ammortizzatori sociali per i dipendenti del settore che da mesi attendono senza risposte, anche a causa di tatticismi politici nazionali che hanno procrastinato gli interventi.
Un secondo tema è quello delle prospettive: nel rispetto di regole comuni ed uguali per tutti, va data la possibilità agli operatori di riaprire le attività mettendo in chiaro modalità e percorsi di gestione dei flussi di clientela.
La guerra scatenata in questi mesi tra operatori “essenziali” ed operatori che non lo sono è un elemento divisivo che spacca il fronte degli operatori proprio in un momento nel quale è vitale una visione strategica d’insieme ed un rinnovato senso di comunità, anche sul piano economico.
Saremo al fianco di chi rivendica il diritto a lavorare, di chi si impegna a farlo nel rispetto delle esigenze di salute pubblica e di sicurezza nel rispetto delle elementari norme anti contagio; siamo pronti ad avviare ogni utile iniziativa volta a ridare prospettiva non solo alle aziende ma all’intero tessuto economico del nostro territorio che non può più permettersi di rimanere ingessato.
Angelo Papio, consigliere comunale di Mani Sporche

Nelle settimane a ridosso delle festività pasquali si sono rincorse e sovrapposte le ordinanze nazionali regionali e locali con le indicazioni alla cittadinanza per limitare i contagi da Covid-19 e scongiurare il collasso degli ospedali in termini di accoglienza dei malati.
La rabbia sociale cresce e c’è chi cerca di cavalcarla politicamente. Salvini, pur essendo nel governo Draghi, lo fa dichiarandosi dalla parte dei commercianti e dei ristoratori al grido “Io apro”.
Il sindaco Annese oggi è in piazza a Monopoli con i commercianti e i ristoratori del movimento “Io apro”. Per strada tanto traffico e molta gente in giro. Pare di essere in zona bianca.
Eppure, i numeri dei contagiati, delle persone in isolamento fiduciario, dei posti letto che mancano, dei malati di urologia del San Giacomo trasferiti a Bari per la trasformazione del reparto in astanteria covid, dei malati oncologici non vaccinati, degli ultraottantenni domiciliari senza vaccino, dei medici di base a caritare dosi da inoculare …dicono altro. Molto altro.
C’è una scala di priorità che non può essere messa in discussione e che vede la salute al primo posto. Segue il benessere dei singoli e delle famiglie, che necessita di politiche attente lungimiranti, con capacità di programmazione che non inseguano i bisogni ma che sappiano prevenirli in modo competente e sostenibile.
Emergenza e provvedimenti emergenziali sono l’autodenuncia di una politica impreparata e adusa all’improvvisazione.







