CORONAVIRUS AL 3 APRILE 2021
Dati Italia Puglia Monopoli *
Abitanti 60.360.000 4.029.000 48.030
Totale positivi 3.650.000 199.600 2.350
Positività 6,0 % 4,9 % 4,9 %
Morti 110.700 4.900 58
Morti / ab. 1,8 % 1,2 % 1,2 %
Attuali positivi 564.800 50.100 600
Attuali positivi / ab. 9,4 % 12,5 % 12,5 %
Nuovi positivi / test 5,9 % 15,7 % 15,7 %
Guariti 2.970.000 145.000 1.680
Guariti / ab. 4,9 % 3,5 % 3,5 %
Ricoveri totali attuali 32.000 2.150 255
Ricoveri intensiva 3.700 260 3
Vaccini consegnati 12.790.000 792.000 940
Vaccini somministrati 10.990.000 643.000 760
Vaccinati con richiami 3.435.000 208.600 250
Vaccinati / ab. 5,6 % 5,2 % 5,2 %
* Per il Comune di Monopoli si riportano quelli presunti, calcolati in rapporto alle percentuali medie della Puglia. Nei comunicati del Sindaco Angelo Annese sono riportati solo il numero dei nuovi positivi e quello dei morti, non sempre allineati con quelli della ASL Bari.
SITUAZIONE DI EMERGENZA E INTERVENTI NECESSARI
La situazione per il Covid 19, in Italia, Regione Puglia e Monopoli rimane grave, stazionaria, per alcuni parametri in peggioramento.
La diversa classificazione in zona rossa, arancione, gialla, bianca adottata in Italia per Regioni e Comuni, in base ai parametri del Comitato Scientifico Nazionale, non ha finora dato risultati apprezzabili.
Dalla prima ondata del periodo febbraio-maggio 2020 si è passati ad una estate senza misure, ad una seconda ondata del periodo ottobre-dicembre, ad una terza del periodo gennaio-marzo 2021.
Gli Stati nel Mondo in cui si sono avuti i migliori risultati sono quelli in cui si sono adottate misure omogenee su tutto il territorio nazionale, in genere più restrittive, uguali per tutti e per tutto, eseguite per periodi lunghi fino a 2-3 mesi, in cui si è fatto largo uso dei vaccini per età e non per categorie.
La soluzione più efficace per il futuro è legata essenzialmente all’uso massiccio delle vaccinazioni, la cui produzione e distribuzione è però in mano a pochi grandi marchi, non italiani e ad un rigido e controllato rispetto delle misure indicate, come uso delle mascherine certificate, disinfezione delle mani, distanziamento meglio se di 2 metri, riduzione dei contatti anche familiari.
Le scelte del governo nazionale e dei vari governi regionali devono fare i conti con le diverse vedute dei partiti (Lega per apertura, ministro Speranza per chiusura, PD e Draghi per giusto equilibrio), con le forti pressioni del mondo produttivo per l’apertura, con le preoccupazioni dei dipendenti dei servizi pubblici e privati (sanitari, scolastici, uffici, supermercati, negozi, aziende) per i rischi da contagi.
Tra salute e lavoro rimane difficile scegliere. Per gran parte dell’opinione pubblica prima è la salute, per altra parte il lavoro. Senza salute non c’è lavoro.
I casi di bisogno, di povertà e di emarginazione, legati alla mancanza di lavoro e di denaro, sono in progressivo aumento. La situazione sociale è al limite, con gravi episodi di disobbedienza e di rabbia.
Da qui la necessità di interventi rapidi, efficaci, omogenei da parte dei governi, ma essenziali sono i comportamenti responsabili e rispettosi da parte dei cittadini.
Stefano Carbonara
Scrittore, Editore Monopoli Tre Rose







