Il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, ancora in costruzione, è sempre conteso da due attori protagonisti principali: Emiliano e Amati, l’uno contro l’altro armati, ma in Regione alleati. E la storia dei meriti è diversa. Necessità di pensare all’assunzione del personale e all’organizzazione dei servizi e dei reparti.

Fabiano Amati, di Fasano, consigliere PD e presidente della Commissione Bilancio, sostenitore della causa del nuovo ospedale sin dal primo momento, allorché, per dirimere la questione della localizzazione tra Fasano e Monopoli, si scelse come sito la contrada S. Antonio d’Ascula in Monopoli, ma a soli 3 km da Fasano e 11 da Monopoli, rivendica il legittimo merito per la realizzazione.
Michele Emiliano, di Bari, presidente PD della Regione, rivendica altrettanto merito, avendo sostenuto la stessa causa, facendo approvare dalla sua Giunta e dal Consiglio, con fondi europei, nazionali, ma anche regionali, i progetti per i nuovi Ospedali di Eccellenza di:
S. Cataldo di Taranto 122 milioni euro 725 posti letto
Monopoli Fasano tra Bari e Brindisi 114 299
Maglie Melpignano nel Sud Salento 142 387
Andria nella BAT 138 386
Il Bacino di Utenza del Nuovo Ospedale di Monopoli è il seguente:
8 Comuni Provincia di Bari Monopoli, Polignano a Mare, Conversano, Noci, Locorotondo, Alberobello, Putignano, Castellana Grotte.
4 Comuni Provincia di Brindisi Fasano, Ostuni, Cisternino, Ceglie Messapica.
1 Comune Provincia di Taranto Martina Franca.
Qui di seguito i fatti relativi all’opera in corso.
26 settembre 2018 / Posa della Prima Pietra.

Alla inaugurazione per la posa della prima pietra, con la benedizione del vescovo Giuseppe Favale, sono presenti tutti: Michele Emiliano, Fabiano Amati, i sindaci Angelo Annese di Monopoli e Francesco Zaccaria di Fasano.
Così Emiliano: “Finalmente si comincia. Non era semplice arrivare a questo punto. Naturalmente siamo solo all’inizio di una sfida complessa che mi auguro possa essere vinta in tempi rapidi, nei mille giorni previsti. Ci auguriamo che tutto prosegua nella maniera più veloce possibile. Il processo di costruzione di questa vicenda amministrativa non è stato facile, è stato un processo che abbiamo sorvegliato in maniera profonda e attenta. L’onestà va praticata nei fatti e non solo a parole. Ogni virgola di questa procedura amministrativa è stata messa sotto la lente di ingrandimento. Tutto è stato trasparente e pulito. Diciamo che questo ospedale potrà rappresentare l’immagine di una regione che non ha nulla a che vedere con quello che sta accadendo altrove. Stiamo costruendo una sanità che ruota intorno ai pazienti, questo è l’ospedale al servizio di 264.000 cittadini. Questo significa costruire l’eccellenza in sanità, eccellenza che non si raggiunge nei piccoli ospedali dove i numeri sono limitati. Le nuove teorie sulla sanità ci dicono che l’eccellenza oggi è l’unico modo di fare sanità e di fare ospedale”.
Ad eseguire i lavori è il Gruppo Astaldi di Milano, ditta vincitrice dell’appalto, impegnata a completare la struttura dell’opera entro giugno 2021.
15 aprile 2021 / Fabiano Amati, accompagnato da Nicola Sansolini, issa la bandiera a conclusione dei lavori di ultimazione del tetto.

Così Amati: Oggi una data storica per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano: completata la struttura del blocco ospedale con il getto dell’ultimo solaio. Da questo momento in poi si procederà con i lavori di rifinitura, peraltro già avviati.
Si tratta di un momento che ci porta indietro di qualche anno e ci ricorda le difficoltà affrontate e i profeti di sventura che erano lì a dirci che questa opera non sarebbe stata mai realizzata.
E invece oggi proprio dal cantiere del nuovo ospedale ho potuto osservare i grandi passi che sono stati compiuti e ho visto sventolare la bandiera d’Italia che celebra questo importante traguardo.
Un giorno da ricordare e per questo vorrei certamente ringraziare il RUP ( responsabile unico del progetto) la direzione lavori, l’impresa appaltatrice Astaldi, ma soprattutto le centinaia di tecnici e operai e tutti quelli che hanno reso possibile il raggiungimento di questo obiettivo.
È una giornata storica e come tale merita un simbolo: e cosa c’è di meglio della bandiera italiana, issata sul tetto dell’edificio, così come si fa in tutti i cantieri di opere pubbliche, così da celebrare il legame tra cittadini e amministrazione pubblica.
Certamente c’è ancora un bel po’ di strada da fare. Ora si procede con murature, partizioni interne, impermeabilizzazione, impianti, intonaci, ascensori e tutto ciò che serve per arrivare all’obiettivo finale: un ospedale tra Bari e Brindisi per curare anche le malattie gravi e tempo-dipendenti che non abbiamo mai potuto trattare in un raggio di circa 130 km, cioè il più grande attentato alla salute pubblica mai visto.
Questo ospedale sarà uno dei più belli mai costruiti, avrà 299 posti letto e assorbirà le attività del “San Giacomo”. Il cantiere procede spedito, sono trascorsi 840 dei 1094 giorni previsti e 100 maestranze, tra operai e tecnici, sono al lavoro per rispettare i tempi.
Rilevante l’investimento in tecnologia, in particolare per la diagnostica per immagini, che potrà contare su 10 sale con apparecchiature di ultima generazione (2 Tac, 2 RM, 2 RX, 2 mammografi, 2 ecografi), oltre a un “pacchetto” tecnologico dedicato al Pronto Soccorso, con 1 sala Tac, 2 sale RX e 1 sala ecografia. Sono previste, inoltre, 3 sale per Endoscopia, 2 sale per Cardiologia invasiva e Radiologia interventistica, più 3 sale per chirurgia ambulatoriale e 2 per la chirurgia laser.
20 aprile 2021 / Emiliano e Lopalco, con sindaci, dirigenti e tecnici sul tetto con la stessa bandiera. Manca Amati.

Michele Emiliano, accompagnato dall’assessore regionale alla sanità Pier Luigi Lopalco, i sindaci Angelo Annese di Monopoli, Francesco Zaccaria di Fasano, il direttore generale ASL Ba Antonio Sanguedolce, il direttore amministrativo ASL Ba Gianluca Capochiani, il responsabile unico del progetto Nicola Sansolini, visitano il cantiere del nuovo ospedale e festeggiano sul tetto completato, davanti alla bandiera tricolore, il “capocanale”, il momento simbolico del completamento del tetto.
Sono trascorsi 840 giorni dei 1094 previsti dal contratto d’appalto dell’opera. Il cantiere impiega oltre 100 addetti, tra operai e tecnici.
Per quanto riguarda le opere sono state completate quelle strutturali fino al tetto, il campo base, per le opere esterne risultano pressoché conclusi i rilevati stradali interni e l’allargamento della viabilità di accesso al cantiere.
E’ in fase di avvio la realizzazione dei muretti a secco. Le opere edili riguardano la posa delle pareti esterne, delle facciate continue (curtain wall) e delle partizioni interne in fibrogesso.
Per quanto riguarda gli impianti, sono in corso di realizzazione l’impianto LPS per la protezione dai fulmini, sono state posate le tubazioni di scarico ed i corrugati sotto igloo per il passaggio degli impianti elettrici e idrici, e si sta procedendo con la posa degli staffaggi.
A causa del Covid 19 e di alcune controversie contrattuali la fine dei lavori slitta al settembre 2022.
Così Emiliano :
La Puglia ha in costruzione diversi ospedali. Alcuni sono veramente a buon punto, questo di Monopoli-Fasano e quello di Taranto sopra a tutti. Questo ospedale probabilmente sarà uno dei più belli mai costruiti. E la bellezza di questo luogo mi auguro che possa essere coerente con la grande capacità sanitaria che verrà esibita qui dentro. Ci sono tanti bravissimi medici, e ribadisco il mio invito a tutti i sanitari che hanno voglia di tornare in Puglia: questo è il momento giusto, abbiamo bisogno di medici e infermieri.
Così Lopalco :
Avremo ulteriori 300 posti letto utili per ampliare e ammodernare la rete ospedaliera della nostra Regione. È un’opera importante inserita in un contesto fantastico. Bisogna sottolineare anche che questo progetto, in una situazione ambientale così delicata, non comporterà alcun impatto visivo. Dal punto di vista progettuale si tratta di un ospedale costituito da blocchi con elementi a bassissimo sviluppo in altezza, ma che consentono di avere una struttura moderna con tutte le attrezzature che servono.
20 aprile 2021 / Post di Amati

“Il completamento delle strutture del blocco ospedale, avvenuto la scorsa settimana, propone ora la necessità di compiere l’ultimo e difficoltoso tratto di strada per dare alle province di Bari e Brindisi ciò che non hanno mai avuto: un ospedale intermedio d’eccellenza, per curare le malattie tempo-dipendenti e di alta complessità, alleggerendo il lavoro del Perrino di Brindisi e degli ospedali di Bari.
Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, situato su un’area di quasi 18 ettari, prevede 299 posti letto per le maggiori e più importanti unità operative.
Fu programmato, finanziato e avviato alla progettazione durante il mandato del Presidente Vendola, nell’ambito di un programma di edilizia sanitaria comprendente anche il nuovo ospedale di Taranto, in corso di costruzione, e gli ospedali di Maglie-Melpignano e Andria, in fase di progettazione, e Bari nord.
La I Commissione programmazione ha da tempo avviato un programma di verifica bimestrale sull’andamento della spesa in edilizia sanitaria, da cui risulta la necessità di procedere alla sottoscrizione dell’ultimo accordo di programma stralcio sui fondi derivanti dall’art. 20 delle Legge n. 67 del 1988, pari ad euro 246 milioni e derivanti dalle delibere CIPE nn. 97 e 98 del 2008.
Tra gli interventi previsti da questi fondi ci sono gli arredi e le attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, la riqualificazione degli ospedali San Paolo, Di Venere, Perrino, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII, Policlinico, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale Nord barese.
Se la visita al cantiere potesse dunque avere senso ulteriore rispetto alla già importante presenza celebrativa, mi piacerebbe vedere l’impegno per sbloccare risorse così ingenti e così importanti
22 aprile 2021/ Dichiarazione sindaco Angelo Annese.
Issare la bandiera dell’Italia, a circa due anni e mezzo dalla posa della prima pietra, rappresenta un momento importante perché segna l’inizio della fase finale dell’opera di realizzazione del nuovo ospedale. Segna la conclusione delle opere strutturali e, quindi, da ora in poi i lavori potranno svolgersi completamente al coperto.
Quella di martedì 20 aprile 2021 è stata una giornata emozionante perché da un segno di speranza a questo territorio che in futuro potrà contare su un ospedale moderno e all’avanguardia sul quale la Regione Puglia e le amministrazioni comunali di Monopoli e Fasano hanno creduto sin dall’inizio. Un’opera, immersa tra gli ulivi del nostro agro, che serve alle nostre comunità e che risponderà al fabbisogno in termini di emergenza e urgenza di un vasto territorio grazie alla sua funzione di ospedale di primo livello. Un centro d’eccellenza di cui Monopoli e Fasano potranno andare fieri.
CARATTERISTICHE DEL NUOVO OSPEDALE MONOPOLI FASANO

Relazione Tecnica
Il nuovo ospedale della Asl Bari sorge su una superficie pari a 17.800 metri quadri, 17.8 ettari.
Sono previsti 299 posti letto sviluppati su tre livelli, 150 camere di degenza, 5 sale operatorie, parcheggio per 1.150 posti auto, impianti fotovoltaici e potrà servire un bacino d’utenza di oltre 264.000 persone.
La dotazione dell’Ospedale prevede anche 14 letti tecnici di Osservazione breve intensiva (OBI), 32 postazioni di Day Service e Dialisi, un blocco parto con 3 sale parto/travaglio, 1 sala parto in acqua e 1 sala per le emergenze ostetriche (attiva h24).
Sarà dotato di tecnologia per la diagnostica per immagini, che potrà contare su 10 sale con apparecchiature di ultima generazione (2 Tac, 2 RM, 2 RX, 2 mammografi, 2 ecografi), oltre a un “pacchetto” tecnologico dedicato al Pronto Soccorso, con 1 sala Tac, 2 sale RX e 1 sala ecografia. Sono previste 3 sale per Endoscopia, 2 sale per Cardiologia invasiva e Radiologia interventistica, più 3 sale per chirurgia ambulatoriale e 2 per la chirurgia laser.
Il quadro economico dell’opera ha un costo di 114,3 milioni di euro, finanziati con fondi CIPE 2007-2013, FESR 2014-2020 e con altre risorse regionali.
Di questo costo totale, l’importo del contratto di appalto per i lavori strutturali affidato al Gruppo Astaldi di Milano è pari a 73,2 milioni di euro, compresivi di una perizia di variante e per oneri di sicurezza
L’edificio è realizzato è un esempio di “green architecture”, secondo l’idea progettuale dell’«Ospedale in un parco», che mira ad integrare profondamente l’architettura con la natura, al fine di restituire agli utenti la qualità ambientale che la nuova costruzione sottrarrà in parte all’area in termini di consumo di suolo, mediante un accorto inserimento ambientale e tramite l’attrezzamento paesaggistico degli spazi pubblici, percorsi ciclopedonali, aree di sosta ed il reimpianto di ulivi e carrubi monumentali.
Un aspetto particolarmente curato in sede di progettazione dell’edificio, che sorge su di una “piana ulivetata”, è stata la posizione strategica fra il mare e la campagna.
L’impostazione dell’intera costruzione ha inoltre privilegiato l’uso di volumi bassi confrontabili alla dimensione della chioma degli ulivi monumentali con l’obiettivo di realizzare un edificio a basso impatto non solo ambientale ma anche visivo nel rispetto degli elementi naturali che lo circondano.
L’impiego dei principi della progettazione bioclimatica e di tecnologie costruttive sostenibili nella combinazione di materiali tradizionali e contemporanei rende il nuovo ospedale, oltre che ad elevata efficienza e con minimi consumi energetici, anche un ambiente confortevole per tutti gli utenti.
La progettazione si basa su efficacia ed efficienza dei processi di cura, di assistenza e di supporto, con una attenzione alta per la sicurezza di pazienti e operatori. La disposizione degli ambienti è stata curata anche per esaltare l’ergonomia lavorativa ed il benessere organizzativo. La struttura è formata da singoli blocchi funzionali serviti da percorsi interni. Previsto anche un polo tecnologico separato dal corpo di fabbrica principale.
Il corpo principale dell’ospedale ospiterà i percorsi sanitari, gli uffici amministrativi e le zone di accoglienza; ciascun blocco funzionale si sviluppa attorno ad una delle “corti”.
I singoli blocchi funzionali sono serviti dai percorsi interni, che allo stesso tempo ne definiscono l’autonomia spaziale e funzionale e garantiscono l’interconnessione e lo scambio tra le varie attività.
Gli impianti tecnologici sono concepiti per il massimo contenimento dei consumi energetici, grazie all’uso delle fonti rinnovabili di energia, sviluppando una visione progettuale integrata per quanto riguarda la qualità ambientale riservata agli utenti, l’efficientamento energetico, l’economicità della gestione e della manutenzione, i sistemi di sicurezza antincendio.
L’impiego dei principi della progettazione bioclimatica e di tecnologie costruttive sostenibili nella combinazione di materiali tradizionali e contemporanei rende il nuovo ospedale, oltre che ad elevata efficienza e con minimi consumi energetici, anche un ambiente confortevole per tutti gli utenti.
Storia e futuro dell’Ospedale secondo un documento del Comitato di Difesa delle Strutture Sanitarie, presieduto dal prof. Angelo Giangrande.

Con molta enfasi nei giorni scorsi tutti si sono affrettati a gioire per aver issata la bandiera sull’ultimo solaio del nuovo ospedale Monopoli-Fasano.
Ma nessuno ha parlato di assunzioni di personale medico e paramedico per farlo funzionare!
E’ da anni che andiamo sollecitando con documenti ed incontri la necessità di pensare per tempo anche alle modalità per assumere il personale necessario per farlo funzionare.
Si tenga conto che già attualmente al “S. Giacomo” mancano ben 6 direttori di struttura complessa (i primari): Chirurgia; Medicina; Cardiologia; Anestesia e Rianimazione, Radiologia e Urologia.
Ed ora che col nuovo ospedale aumenteranno i reparti, e i posti letto diventeranno ben 299, chi dovrà assistere i pazienti che vi si ricovereranno?
Si è consapevoli che le procedure per le relative assunzioni non sono di facile attuazione?
E manca, secondo le previsioni e le promesse, meno di un anno!
Quindi è assolutamente necessario porre mano a dette assunzioni!
Al nuovo ospedale questo Comitato tiene tantissimo perché, è bene ricordarlo, è suo merito se questo sta nascendo tra Monopoli e Fasano e non, come era stato previsto, a Speziale di Fasano da 199 posti letto per servire vi comuni di Fasano, Ostuni e Cisternino!
Infatti la notizia del nuovo ospedale a Speziale non ci trovava d’accordo anche perché in tal modo il nostro territorio sarebbe stato penalizzato: infatti il nuovo ospedale avrebbe finito per fagocitare il nostro (come già denunziato con un nostro documento del 10.10 2007, prot.n. 8/07).
Alla luce di queste notizie il 9 gennaio 2012 durante uno dei frequenti incontri di questo Comitato con l’ottimo ex Assessore alla Salute, dott. Tommaso Fiore col quale avevamo instaurato un frequente e proficuo rapporto, lo scrivente dopo aver affrontato diversi altri temi, timidamente chiese all’Assessore se non fosse il caso di spostare detto nuovo ospedale da Speziale più a nord per servire un “Area Vasta” comprendente anche i comuni di Monopoli, Polignano a Mare e Conversano.
Mi aspettavo una risposta dilatoria: ma; vedremo; ci penseremo!
Invece, con mia grande meraviglia, l’Assessore mi chiese: e tu dove lo vorresti questo nuovo ospedale?
Preso in contropiede mi venne di dire: in contrada l’Assunta (anche se avrei voluto dire a Monopoli ma sapevo che sarebbe stata una richiesta assurda visto che Monopoli non aveva rappresentanti in Regione mentre Fasano all’epoca vantava due consiglieri regionali ed un senatore).
L’assessore mi chiese dove fosse la contrada e se fosse vicino alla superstrada.
Ricevuta la risposta che la contrada era ubicata tra Monopoli e Fasano ed adiacente alla superstrada, con grande mia gioia, mi chiese di rivolgermi al sindaco di Monopoli perché si attivasse per reperire in quella zona 7/8 ettari di suolo per edificare il nuovo ospedale.
La mattina seguente portai la bella notizia al sindaco Emilio Romani.
Questo è bene che si sappia perché, con ogni probabilità e nel silenzio assordante di tutti i nostri Amministratori dell’epoca, il nuovo ospedale sarebbe sorto a Speziale con buona pace del nostro che certamente sarebbe rimasto un semplice ospedale di base!
Ma il nostro interesse è continuato anche dopo tale decisione perché, e sempre nel silenzio assoluto dei Nostri, insieme all’ex nostro Direttore Sanitario dott. Alessandro Maria Sansonetti più volte ho incontrato l’ing. Nicola Sansolini, responsabile del procedimento, per seguire il lungo iter per la individuazione del suolo (noi avevamo una nostra proposta: il suolo dell’Ipab in località l’Assunta, sulla superstrada e parzialmente già servita da strade ed acquedotto che ci avrebbe fatto risparmiare un bel po’ di euro. Avevamo avuto la disponibilità da parte dell’allora Commissario, anche se poi poco alla volta la sede si è spostata lontano 1 km. dalla superstrada e più vicino a Fasano e chissà perché.
In detti incontri sollecitavamo anche l’approvazione del progetto (ci disse anche che ne erano pervenuti ben 20), l’avvio della gara d’appalto.
L’ing. Sansolini, grazie alla sua amicizia con il dott. Sansonetti, si è sempre dimostrato disponibile assicurandoci, tra l’altro ed a nostra richiesta, che il finanziamento era “chiavi in mano” cioè comprendeva anche le suppellettili, la strumentazione.
Ma ora sorge la necessità di provvedere tempestivamente anche al loro acquisto.
Non solo!
Ma ci siamo preoccupati anche delle Unità Operative che detto ospedale dovrà avere.
Infatti avendone esaminato attentamente reparti e posti letto abbiamo notato che:
- i posti letto di otorino sono solo tre!
- i posti letto di oculistica sono solo quattro!
- manca un reparto o quanto meno un adeguato servizio di oncologia in un territorio, il nostro, dove questa brutta patologia è molto presente!
- non è chiaro se finalmente avremo l’emodinamica con l’angioplastica assente in tutto il territorio del Sud Est barese che andiamo sollecitando da anni!
Se tali previsioni sono rimaste inalterate, secondo noi bisognerebbe rivedere tali indicazioni.
Di tutto questo se ne parla da parte di chi di dovere per porvi rimedio con tempestività?
Noi siamo veramente preoccupati perché i Nostri, entusiasti per aver issato una bandiera (e senza loro merito perché il tutto risale alle passate Amministrazioni Regionali), se non si attivano con sollecitudine per il completamento della pianta organica ci faranno ritrovare a breve con un “guscio vuoto”!
Per parte nostra abbiamo inviato nei giorni scorsi una ulteriore nota per rimediare a quanto sopra segnalato al presidente Emiliano; all’Assessore alla Salute Pier Luigi Lopalco; al Direttore del Dipartimento Promozione della Salute dott. Vito Montanaro ed al Direttore della nostra ASL dott. Antonio Sanguedolce, ma anche al Sindaco Angelo Annese ed al Consigliere Regionale Stefano Lacatena perché si attivino per sollecitare chi di dovere a quanto necessario perché il nuovo ospedale sia operativo da subito.
Infine segnaliamo che sin dal nostro documento del 26.04.2014 in cui già segnalavamo quanto sopra evidenziato, ci preoccupavamo anche del nome da dare al nuovo ospedale perché in quei tempi si proponeva di chiamarlo “Ospedale della Valle d’Itria”, nome che a noi proprio non piaceva e non piace perché non corrisponde al territorio che servirà. E se, come per gli ultimi grandi ospedali costruiti si è privilegiato il nome di un Politico attivo nel territorio di competenza (Perrino a Brindisi; Perinei ad Altamura/Gravina), allora il nome di un nostro politico che ha onorato la terra del Sud- Est barese nella seconda metà dello scorso secolo, noi ce lo abbiamo.
Nota del presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Stefano Lacatena.

“Dovrebbe aprire all’utenza fra circa un anno ed è per questo che bisogna avviare subito le procedure per il reclutamento di personale medico e paramedico per il nuovo ospedale di Monopoli-Fasano.
Una questione di primo piano per rendere la struttura pienamente funzionante ed è per questo che ho presentato un’interrogazione diretta al presidente Emiliano e all’assessore Lopalco.
Non c’è tempo da perdere perché le procedure ad evidenza pubblica non sono celeri e c’è da occuparsi subito anche di questo.
Ma non solo: anche nell’interrogazione ho voluto ribadire l’appello ad una riflessione immediata sul futuro del “San Giacomo”, che ben potrà rappresentare un punto di riferimento per la medicina del territorio.
E’ un lavoro da fare senza indugio, però, con una programmazione seria che punti ad organizzare un sistema di servizi complementari tra la nuova struttura e quella monopolitana.
Mi auguro, in un’ottica di collaborazione costruttiva, di ricevere risposta e di trovare, nella Giunta regionale, un interlocutore disponibile al confronto per disegnare insieme la migliore rete sanitaria per il nostro territorio”.
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