
Il discorso di Chiara Fanizzi all’Assemblea dei giovani democratici di Monopoli
Vorrei iniziare con dei GRAZIE.
Il primo è sicuramente rivolto a tutte le ragazze e i ragazzi dei giovani democratici di
Monopoli. Siete l’anima e il fulcro di questo gruppo; sarà un onore rappresentarvi e
guidarvi.
Grazie per la fiducia che avete riposto in me. Sono sicura che il percorso che inizia oggi ci farà crescere ulteriormente e ci potrà dare delle bellissime soddisfazioni.
Grazie a Stefano Pezzolla per la sua amicizia e per il suo costante sostegno. Ho avuto modo in questi anni di apprezzarne l’intelligenza e soprattutto concretezza; e per questo l’ho scelto al mio fianco in questa esperienza come vice segretario.
Ringrazio Carlo Moretti che, anche da segretario provinciale, non ha mai smesso di avere cura del circolo di Monopoli, e che non mi fa mai mancare il suo incoraggiamento.
Ringrazio tutto il partito democratico, che ha creduto in me e in noi gd da sempre,
aiutandoci, facendoci crescere e soprattutto dandoci sempre spazio e modo di incidere all’interno del partito.
Quando mi è stato chiesto di candidarmi e ho deciso di farmi avanti, ho immaginato questo incarico come una sfida, impegnativa ma ricca di bellezza.
I congressi non segnano la fine di qualcosa ma sempre l’inizio di qualcos’altro; Montale in una sua poesia scriveva che il cammino è sempre da ricominciare e che non c’è sosta per noi, ma strada e ancora strada.
In questi giorni di preparazione al congresso, ho ripensato a tutto il mio percorso nei giovani democratici.
Quando a 15 anni, con tantissime domande iniziavo a scoprire e ad appassionarmi al
mondo della politica, forse senza neanche sapere bene cosa fosse.
E ho ripensato e riflettuto sul desiderio e sul bisogno di quella ragazzina di 15 anni di trovare un posto, un luogo, uno spazio, per concretizzare quella passione.
Quello spazio naturalmente l’ho trovato nei giovani democratici di Monopoli, che allora era un cantiere aperto, con pochi ragazzi ma con tanta voglia di fare.
Ho sempre pensato che questo devono essere i giovani democratici: una palestra per
crescere, un luogo di incontro e di scontro, dove poter essere esposti allo sguardo
reciproco, e dove ognuno si possa sentire partecipe e protagonista.
Abbiamo e avremo sempre più bisogno di creare una comunità nella quale poterci
identificare; dove tutti possano dialogare, ascoltarsi e insieme trovare le soluzioni alle nostre difficoltà. Dobbiamo creare una comunità dove non sentirci più soli ma parte attiva di un progetto comune.
Adesso tocca a noi giovani
Tocca a noi, adesso, Interrogarci su qual è la direzione che vogliamo prendere.
La complessità del tempo che stiamo vivendo e la rapidità dei mutamenti in atto ci
mettono di fronte alla necessità di trovare ogni giorno nuove interpretazioni dell’attualità.
Essere in grado di declinare una società complessa.
Nessuno di noi si sarebbe aspettato due anni fa che il mondo potesse essere stravolto da una pandemia globale, che ci ha portato forzatamente a ripensare tutto, a mettere in discussione la nostra normale quotidianità. Una pandemia che ha cambiato profondamente il nostro modo di vivere e di relazionarci.
E poi propri in questi giorni, la guerra è arrivata nel cuore dell’Europa e ci siamo ritrovati immersi in una crisi che non avremmo mai voluto vivere, sentendoci quasi alle porte di qualcosa di drammatico e per noi sconosciuto.
E ci ha portato a riflettere su quanto ancora sia necessario, e non scontato, lottare e schierarsi dalla parte dei valori della pace, della difesa delle libertà, contro l’autoritarismo.
Le sfide che la realtà odierna ci pone davanti e alle quali siamo chiamati a dare risposte reali sono impegnative e possono spaventare.
Siamo la generazione più minacciata dai cambiamenti climatici.
Il presente che viviamo è quello del lavoro precario, delle discriminazioni razziali, omofobe, di genere.
Dire che per il nostro futuro, vogliamo un mondo migliore: significa impegnarsi a costruire una società che rispetti il nostro pianeta, nella quale il lavoro sia sinonimo di dignità per tutti.
Una società in cui ognuno possa essere sé stesso, e che non abbandoni chi è in difficoltà.
È necessario coltivare una cultura aperta, all’insegna dell’europeismo, della parità di
genere, dell’equità tra generazioni. Lottare per l’ assenza di discriminazioni.
Serve la politica dei valori e della salvaguardia dei diritti, serve la politica che davanti alle difficoltà sappia essere un faro per tutti i giorni e sappia dare risposte.
Lo dobbiamo fare sicuramente partendo dal nostro territorio, dalla nostra città.
La nostra prima agorà democratica aveva per esempio al centro il tema della città verde; tematica fondamentale per la nostra città che andremo nei prossimi mesi a sviluppare.
Dare risposte alle esigenze ambientali, perseguire un modello di sviluppo policentrico prevedendo l’attivazione di politiche di sviluppo territoriale che mirino a garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio.
Pronti per le elezioni comunali del 2023
Le elezioni amministrative del 2023 saranno un momento appassionante e centrale della vita della nostra giovanile. Dobbiamo portare avanti le nostre proposte ed essere la voce dei bisogni e dei sogni della nostra generazione.
Solo una giovanile capace di essere catalizzatrice di nuove pulsioni, può realmente essere funzionale alla crescita collettiva di una generazione e alla crescita politica di un partito.
Dovremmo essere in grado “contaminare” il partito democratico, perché la politica ha bisogno di partiti in grado di essere ri-fondati e ri-generati nelle nuove speranze
dell’attuale società.
Inoltre come giovanile politica dobbiamo rafforzare il rapporto con le associazioni che operano sul nostro territorio, che ci danno uno sguardo diverso e prezioso sul mondo.
Tutto questo però lo possiamo fare solamente camminando insieme.
Il presente è il nostro futuro
Siamo chiamati a farlo da oggi, perché il presente è il nostro futuro.
Nel film “la giovinezza” di Paolo Sorrentino uno dei protagonisti dice:
“Questo è quello che si vede da giovani: si vede tutto vicinissimo, quello è il futuro.”
Da anni ci si interroga sul distacco dei giovani dalla politica ed è un problema complesso che deve farci riflettere. Però stasera non vorrei parlare di questo ma del fatto che in questa sede ci sono per la maggior parte quindicenni e ventenni che amano la politica.
E questo ci dice anche che a dispetto di tutto, in un’epoca di paure e profonde incertezze, i giovani ci sono, e hanno voglia di partecipare attivamente e di impegnarsi in prima persona.
A volte ci potranno essere delle delusioni e potrà sembrare che il nostro impegno non riesca ad incidere come vogliamo.
A proposito di questo ho ritrovato la mia prima tessera dei gd, lo slogan di quella tessera era ANCHE LA LOTTA VERSO LA CIMA BASTA A RIEMPIRE IL CUORE DI UN UOMO.
E raccontava appunto la storia del mito di Sisifo, costretto per l’eternità a trasportare in cima a una montagna un masso che ogni volta cade nuovamente giù.
E paragonava la figura di Sisifo a quella del militante, ma non per demoralizzarlo, ma per esaltarne il coraggio, cioè farsi carico del masso, e prepararsi ad una nuova salita, che sicuramente richiede fatica e spesso fa pensare di non farcela.
Ma il militante lo fa perché ha come un istinto e perché anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo.
Allora il mio augurio è di iniziare questo nuovo percorso con entusiasmo. E dietro di me ho una rappresentazione iconografica di questo entusiasmo, David Sassoli, che mi e ci ricorda due cose fondamentali:
1) Fare politica con il sorriso
2) E che è possibile avere alti ideali ma saper guardare alla sostanza delle cose.
Nei giorni successivi alla sua scomparsa sui social è stata riproposta più volte una foto di David Sassoli durante la notte del crollo del muro di Berlino. Con martello e scalpello.
Abbattere il muro per costruire.
Ecco spero che questo sia anche il nostro modo di fare politica; avere l’istinto della
costruzione. Avere l’urgenza di agire, cercando nel contempo di maturare una propria visione di come il mondo va cambiato e con quali strumenti produrre il cambiamento.
Impegnarsi in politica significa quindi occuparsi delle cose, comprenderle, progettarle, ripararle, possibilmente realizzarle. Una sfida culturale, che richiede applicazione, studio e disponibilità al confronto.
Per il manifesto del congresso ho scelto un verso dell’Antologia di Spoon River: “Tutto è tuo o giovane che passi”.
Perché a 20 anni possiamo permetterci di avere la presunzione di poter cambiare il mondo.
Si dice che i giovani siano lo specchio di una società: Se è arruffata e confusa, senza lavoro o senza ideali, o le assomigliano o si ribellano. Oppure provano a cambiarla.
Forse c’è una cosa che non è mai cambiata attraverso le generazioni: Oggi come ieri un ragazzo che non sogna è senza ali.
Per avere uno sguardo panoramico della realtà occorre alzarsi e guardare.
Allora, con questo sguardo, buon cammino a tutti noi. Grazie davvero !

Chiara Fanizzi, 21 anni.
Diplomata presso il Liceo Classico G. Galilei di Monopoli.
Attualmente iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza di Impresa dell’Università Aldo Moro di Bari.









