Tante israeliane nelle mani di Hamas.
Una guerra combattuta sul corpo delle donne.
La tragedia di Israele ci mostra delle immagini terribili, che mai avremmo immaginato.
Una ragazza con i capelli crespi, biondi e lunghi fin sulle spalle,
come molte adolescenti di solito usano fare, portata via con una forza inaudita. Strappata alla sua vita quotidiana normale.
I militanti di Hamas, nel furore travolgente dell’attacco contro gli insediamenti israeliani, avidi di ordini sconvolgenti, accompagnati da calci, porte sfondate, case aperte con forza, trascinano via anche la ragazzina appena descritta, ricurva, terrorizzata con le mani legate dietro la schiena, allo stesso modo come si appende un galletto da portare al mercato per venderlo.
Un’altra foto di questo atroce giorno di ottobre su un furgone carico di uomini di Hamas si intravedono le gambe nude di una donna giovanissima. Le mani dei soldati la costringono a stare ferma. La controllano con il mitra puntato. La spogliano per umiliarla? Come per dire: «non sei affatto una cittadina di questo mondo, né sei un soldato. Sei soltanto una donna. Fai vedere le tue gambe». Se quella prigioniera è ancora in vita, dove si trova in questo momento? Poi, anche quella ragazza bruna, rapita con forza insieme ad altre sue amiche da quel rave party nel Negev, caricata con brutalità su una moto e portata velocemente via come un prezioso bottino di guerra? I suoi occhi sono spalancati e terrorizzati dalla paura. Piange e grida con forza, sapendo che nessuno può soccorrerla. Questi video sono inqualificabili e intollerabili.
In ognuna di queste giovani donne rapite non vorremmo mai vedere una nostra figlia.
Con odio ereditato, quelli di Hamas hanno portato via e hanno ucciso, infierendo sui cadaveri, anche bambini, uomini e vecchi, ignorando e annullando ogni minimo codice di onore militare e di pietà.
Abbiamo assistito nostro malgrado all’esplosione di una furia primitiva mai vista e mai concepita prima.
Quella volontà insensata di catturare esultando e portare via il corpo delle donne ci atterrisce.
Antonio Losito










