Sull’ultimo numero de L’Espresso, in edicola in questa settimana, il direttore Lirio Abbate, nel suo editoriale pone dei quesiti e chiede chiarimenti a Giorgia Meloni:
«Sono stati recisi i legami con il passato»? Quando?
C’è «ancora un problema di elaborazione di quegli ideali banditi dalla nostra Costituzione»?
Ci sono «ideali non democratici che affascinano ancora molti appartenenti a Fratelli d’Italia»?
Perché «una paranoia e una demagogia», come il prof. Massimo Cacciari afferma nei titoli delle pagine seguenti?
Possiamo anche aggiungere qualche ulteriore nota?
Quando in Spagna, precisamente in Andalusia, dal palco di “Vox”, partito di estrema destra, arringando i presenti, grida tra l’altro a squarcia gola: «… Sono cristiana! … », vien da chiederci:
Giorgia Meloni conosce il Vangelo, che, oltre dell’amore per il prossimo, parla di solidarietà, di accoglienza e di tolleranza? Perché respingere i migranti in «cerca di felicità», come più volte e in moltissime circostanze ha detto Papa Francesco?
La “fiamma tricolore” nel simbolo di Fratelli d’Italia cosa significa?
È una eredità?
Lo sguardo è rivolto al passato?
Qual è l’orizzonte futuro?
E l’Europa?
Se le premesse partono dalle alleanze particolari con gli antieuropeisti conclamati, dobbiamo essere pronti a uscirne?
Le prospettive sono allettanti?
Oppure sono allarmanti se guardiamo alla storia e alla tradizione dell’Italia degli ultimi settant’anni?
Ci toccherà rimpiangere i tempi passati?







