Non sono favorevoli, anzi sono parzialmente impietosi i numeri dei sondaggi.
La partenza è rallentata.
Difficile.
Al centrosinistra manca una rapida messa a punto della macchina elettorale.
Scontata l’alleanza con Speranza e con Bersani.
Nel campo largo circolano ancora dubbi, smentite, veti, ritrattazioni e divisioni.
Racchiudono un clima di incertezza, che non possono permettere al segretario del PD Enrico Letta di avere momenti di scoraggiamento.
Rafforzare e caricare la squadra per affrontare una delle più impervie “tappe alpine”.
Tutte in faticosa salita, per contrastare chi sta di fronte e che tranquillamente afferma ai quattro venti di avere già la vittoria in tasca.
È solo un sentore? Difficile smentire.
Afferma che «Nessun destino è già scritto».
Poi umilmente Enrico Letta aggiunge: «scriviamolo insieme!».
È un’arringa per i volontari.
A tutti chiede una mobilitazione straordinaria. Anche «casa per casa». Il traguardo «si decide a una settimana dal voto».
Uno slogan che vale non solo per i sindaci, invitati ad agire sui propri territori, per far prevalere la mobilitazione diretta delle realtà locali. Ma questo non ci può impedire di indagare sul problema principale.
E la coalizione? C’è la chiara consapevolezza di non poter fare affidamento sugli eventuali scivoloni o errori del centrodestra.
Letta dice: «Berlusconi e Salvini si sono consegnati a Meloni» e per lei «hanno mandato a casa Draghi».
Perciò occorre diventare tessitori.
C’è la tela? Adesso no.
L’alleanza con un Renzi fedifrago è possibile? È un po’ fuori tempo. Inoltre, ha forza elettorale?
E Calenda? Non è facile parlare con lui.
Pare si sia autoproclamato erede di Draghi.
Tra l’altro, prende tempo per fare i suoi calcoli di bottega, come per esempio fare un accordo con il PD solo per l’uninominale.
Possibile? E il proporzionale? L’arroganza fa da padrone.
Nonostante Conte abbia iniziato a percorrere una strada sbagliata con il suo M5S, può essere un fronte che improvvisamente si schiude all’ultimo momento, per sbarrare la strada alla facile vittoria della destra?
Assisteremmo sbigottiti, ma compiaciuti, a un eventuale intervento di un “deus ex machina”, come nell’antico teatro greco classico e particolarmente nella tragedia, quando appare sulla scena la divinità, che inaspettatamente interviene e risolve nel finale una situazione difficile.







